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Lenovo attacca il mercato occidentale del
PC
Cécile Ducourtieux, LE MONDE, 10.01.08
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| La pagina web della
Lenovo con l’annuncio dei nuovi prodotti. |
L’azienda cinese Lenovo ha deciso di giocare a tutto
campo nel mondo dei grandi dell’informatica. Il produttore di
PC – che è già il terzo, a livello mondiale –
ha annunciato nei giorni scorsi il suo ingresso sul mercato del grande
pubblico occidentale. In Cina, Lenovo vende PC ai privati da
una decina d’anni ed è il primo sul mercato interno, davanti
al suo concorrente, Founder. Ma negli Stati Uniti e in Europa
che, per i computer, sono sempre i due mercati più grandi del
pianeta, l’imprenditore asiatico si era limitato al segmento ristretto
delle imprese.
Ora Lenovo ha deciso di presentare
un’offerta molto interessante di livello alto: tre PC portatili
e due “per ufficio”, disponibili a breve negli Stati Uniti,
in Francia, in Russia e il qualche paese asiatico (Singapore, India,
...) a partire da 699 Euro per i primi e da 499 Euro per i secondi.
Il loro design è particolarmente accurato (struttura in acciaio,
angoli smussati, rifiniture in lacca, ...). Le macchine sono dotate
delle più recenti tecnologie presenti sul mercato, con una webcam
che consente il riconoscimento del volto dell’utente.
In Francia questi computer, in un primo tempo, saranno disponibili da
Surcouf, Planète Saturn e RueduCommerce. I
cinesi prevedono inizialmente un mercato almeno equivalente a quello
che già hanno per le imprese ( tra il 10% e il 12%).
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| Il presidente della Lenovo, Liu
Chuanzhi, e John Joyce, responsabile della IBM Global Services. |
Se Lenovo ha deciso di attaccare
il mercato del grande pubblico in Occidente, è perché
questo cresce molto più velocemente del mercato professionale.
Americani ed Europei sono sicuramente molto preparati ad ogni cambiamento,
e da tre o quattro anni stanno sostituendo i loro computer fissi con
i portatili. Le capacità tecniche di questi ultimi - autonomia,
velocità di calcolo... – hanno ben poco da invidiare ai
grandi “desktop”. Negli Stati Uniti, le vendite dei portatili
sono aumentate del 21,5% nel 2007, rispetto al 2006 (in numero di unità
vendute), contro un calo del 3,3% per i PC da ufficio e i server. Sono
dati dell’istituto di studi americano IDC.
Tenere sotto controllo il mercato del grande pubblico occidentale è
un passaggio obbligato per qualsiasi azienda con ambizioni mondiali.
E’ il caso della Lenovo, che con il produttore di elettrodomestici
Haire o il gruppo delle telecomunicazioni Huawei,
fa parte di questo gruppo d’eccellenza della “high tech”
cinese, di respiro internazionale. Fondato nel 1984 da Lin Chuanzhi,
docente della prestigiosa Accademia delle Scienze di Pechino, il gruppo,
che si chiamava in un primo tempo Legend, ha conosciuto uno
sviluppo folgorante negli anni novanta, grazie all’abilità
dei suoi managers, al sostegno del potere politico e alla forte domanda
interna.
L’acquisto dei PC dell’IBM, nel 2005, ha permesso
al gruppo di mettere un piede in occidente, ma soltanto nel mercato
dei professionali. E “Big blue” gli ha lasciato in eredità
una gamma di computer – i ThinkPad – dal disegno
piuttosto severo. Per accelerare il suo ingresso nel mercato del grande
pubblico, negli Stati Uniti e in Europa, il gruppo cinese sperava di
acquisire il marchio occidentale Packard Bell. Ma è
stato il gruppo di Taiwan, Acer, quarto a livello mondiale,
ad acquisirlo nel 2007. Oggi, Lenovo punta molto sulle Olimpiadi di
Pechino per pubblicizzare il suo marchio a livello internazionale. E’
infatti l’unica azienda cinese tra la dozzina di sponsor ufficiali
dell’avvenimento.
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| Eee subnotebook PC della Asus |
Imporsi negli Stati Uniti e in Europa non
è però così semplice. I concorrenti, a partire
dai primi due del settore, gli americani Hewlett-Packard (HP)
e Dell, sembrano veramente dei “rulli compressori”.
Hanno da lungo tempo un vasto riconoscimento
della loro credibilità tecnica e dispongono – in particolare
l’HP – di una rete di distribuzione molto allargata. E giocano
su tutti i tavoli: computer di gamma alta e media, ma ora pure di basso
costo, poiché sembra emergere una domanda per questo tipo di
macchine, anche in occidente.
Il lancio, a fine 2007, negli Stati Uniti, dell’Eee della
taiwanese Asus, un computer sotto i 300 dollari, è stato
un successo. La piccola macchina, dotata di un piccolo HD da 4 giga
e di uno schermo da 7 pollici, sarebbe stato uno degli oggetti più
richiesti nel periodo del Natale, secondo il sito specializzato Cnet.com.
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