Noi sappiamo quanti siete

Roma in tempo reale

di Nathalie Brafman
traduzione di Margherita Gaiotto

 

 

 

... E finalmente abbiamo avuto l’idea grandiosa! Abbiamo realizzato una mappa del paese alla scala di un miglio per un miglio!”
“L’avete utilizzata?” Io chiesi.
“Non è stata ancora dispiegata, tuttavia – disse Mein Herr – i contadini hanno protestato: hanno detto che avrebbe coperto tutta la campagna e offuscato il sole. Così adesso usiamo la campagna vera e propria, come mappa di se stessa, e vi assicuro che funziona quasi altrettanto bene...

Lewis Caroll, Sylvie e Bruno,1893

 

Roma, 10 luglio 2006. I tifosi scatenati accorrono ad accogliere la loro squadra,vincitrice della Coppa del Mondo di Calcio. A piedi, in macchina, in motorino... affluiscono verso il Circo Massimo, lo stadio in cui i gladiatori venivano portati in trionfo nell’Antica Roma.

Quanti sono? Decine, centinaia di migliaia? Di più ? Si dovrà attendere il giorno dopo, attraverso i mezzi di informazione, per conoscere la cifra esatta: un milione. Un numero ottenuto in realtà in tempo reale, la sera stessa, minuto per minuto, da un gruppo di ricercatori seduti dietro una serie di schermi.

Stessa scena, una settimana dopo, per l’unico concerto italiano di Madonna. Con l’aiuto di uno strumento unico al mondo, il 6 agosto, 70.000 fans che confluivano verso Stadio Olimpico hanno potuto essere direttamente seguiti e contati.

Lo strumento? Alcuni ricercatori del MIT, autori di questo sistema di conteggio inedito, hanno rivelato di aver utilizzato... i segnali emessi dai cellulari degli abbonati a Telecom Italia. Battezzato “Roma in tempo reale”, questo primo esperimento ha consentito, il 10 luglio e il 6 agosto, di visualizzare la capitale italiana in modo inconsueto: su grandi schermi erano rappresentati tutti i quartieri romani e punti luminosi, frecce rosse, verdi, gialle, curve colorate in tre dimensioni rappresentavano i movimenti della popolazione, i luoghi più frequentati, le code...

Rappresentazioni rese possibili grazie all’uso di dati anonimi e collettivi forniti dall’operatore telefonico. “Noi abbiamo applicato a questi dati algoritmi dell’intelligenza artificiale. E questo ci consente di analizzare i movimenti degli automobilisti, come quelli dei pedoni o dei ciclisti...”, spiega Carlo Ratti, del SenseAble City Laboratory del MIT, incaricato dell’esperimento.
Il principio della “geolocalizzazione” non è nuovo: oggi, genitori preoccupati, possono sapere da lontano e in tempo reale dove si trovino i loro figli, grazie al numero del loro cellulare; imprese, per sorvegliare meglio il loro parco macchine... e i loro impiegati, possono installare dei sistemi di localizzazione satellitare (GPS); in certe inchieste criminali, la giustizia ha fatto ricorso ai servizi degli operatori telefonici per identificare e localizzare persone sospette. Ma non era mai stata seguita tutta una folla, contata e anche analizzata nelle sue componenti, poiché i segnali telefonici consentono di distinguere, ad esempio, i numeri locali da quelli stranieri.

Il movimento dei portatori di un cellulare in tempi diversi di un giorno, a scala di quartiere. L’area ha come confini da San Carlo alle Quattro Fontane a Ovest, i Bagni di Diocleziano a Nord, Piazza dei Cinquecento a Est e Piazza del Viminale a Sud. Maggio 2006

I ricercatori del MIT sono convinti che la loro tecnica e le informazioni che se ne possono ricavare, interessino moltissimi operatori economici di una città: responsabili dei trasporti che intendono riorganizzare i tracciati dei bus, una catena di grandi magazzini che è alla ricerca degli spazi più frequentati per nuovi insediamenti, chi vuole collocare pannelli pubblicitari in punti strategici... “Ottenere informazioni attraverso un cellulare è molto meno caro dell’uso di elicotteri, telecamere o di collettori sparsi per la città. E molto meglio di qualsiasi studio sul terreno, afferma Ratti. I gruppi di affissioni JC Decaux et Clearchannel sono interessati e ci hanno già contattato”. Questa tecnica consentirebbe inoltre di chiarire le differenze sui numeri dei manifestanti, tra gli organizzatori e le forze dell’ordine.

Dopo questo test, Roma potrebbe diventare la prima capitale a funzionare in « tempo reale ». L’azienda dei Trasporti romana Atac, l’equivalente della RATP di Parigi, pensa di utilizzare questo strumento. Ogni anno spende parecchie migliaia di Euro per sondaggi che riguardano 2.000 utenti. “Grazie ai dati raccolti sarà possibile ottimizzare il tracciato di una linea di bus, spiega ancora Ratti. E, fra qualche anno, si possono prevedere linee più flessibili, che si adattano in tempo reale agli spostamenti delle persone”.
Un unico interrogativo, ma fondamentale: questa novità non potrebbe diventare un gigantesco strumento di sorveglianza, degno di George Orwell, poiché circa tre miliardi di persone su questo pianeta possiedono un cellulare?
Già oggi, la tracciabilità delle persone è possibile. Le banche possono seguire i loro clienti attraverso le carte di credito e i loro acquisti. Gli operatori sono tecnicamente in grado di scoprire il luogo da cui arriva una chiamata, dove viene ricevuta, la durata e l’ora in cui è stata passata la comunicazione. Anche quando l’apparecchio non è attivo è possibile scoprire la sua posizione. Ma queste informazioni sono utilizzate... in via di principio, soltanto nei casi di inchieste giudiziarie. “Giuridicamente, gli operatori delle telecomunicazioni devono cancellare o rendere anonimi i dati tecnici, ad eccezione dei casi di illeciti penali e per le necessità di fatturazione”, ricorda Sophie Nerbonne, della CNIL (Commission nationale de l'informatique et des libertés).
Con la tecnologia inventata dal MIT “noi facciamo un ulteriore scalino” spiega il ricercatore belga Thierry Balzacq, specialista dei problemi di sicurezza e libertà individuali. “Esistono già molti strumenti che vanno in questa direzione, ma questo procedimento ,proposto per la prima volt,a di geolocalizzazione di massa in tempo reale pone il problema della libertà di movimento”, aggiunge Balzacq. E ricorda che negli Stati Uniti il rispetto delle libertà individuali è sempre al centro delle preoccupazioni dopo che San Francisco ha in cantiere il progetto di diventare una città WiFi, con l’aiuto di Google. Il progetto iniziale, ancora allo studio, offrirebbe agli utenti una rete senza fili gratuita, ma in cambio questi ultimi dovrebbero accettare il fatto di essere “geolocalizzati”, per ricevere pubblicità locale mirata sui propri computer e cellulari. In Gran Bretagna l’ONG Statewatch ha nominato un osservatore addetto alla « sorveglianza delle comunicazioni nell’Unione Europea » al fine di seguire l’evoluzione delle legislazioni che obbligano gli operatori delle telecomunicazioni e i fornitori di accesso a Internet a conservare i dati dei collegamenti dei loro clienti. Di fronte al moltiplicarsi degli strumenti di geolocalizzazione, Balzacq esorta alla vigilanza locale chiarendo che “tocca a ciascun paese fare in modo che non si verifichino abusi

Nathalie Brafman
Le Monde, 1 luglio 2007

 


La pagina del MIT dedicata al Real Time Rome
http://senseable.mit.edu/realtimerome/

Immagini da Real Time Rome opens alla Biennale di Venezia, settembre 2006