Articoli - Italia

La rivoluzione silente di Alan Turing di Daniel Dennet e Misteri di Turing di Federico Peiretti

Il 2012 ricorre il Centenario della nascita di Alan Turing (23 giugno 1912 -  7 giugno 1954) uno dei padri dell’informatica e matematico eccellente. Avremo molte altre occasioni per parlarne e proponiamo,  come primi interventi, l’articolo di Daniel Dennet, il celebre logico americano, con le sue riflessioni sulla differenza tra il sapere umano e il sapere meccanico dei computer.
E la recensione di Federico Peiretti, del libro di Andrew Hodges, Storia di un enigma. Un’ottima biografia, con gli aspetti pubblici e privati della vita di Turing.

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Le filosofie del social network di Maurizio Ferraris

Da una parte c’è l’esibizione di sé, dall’altra la voglia di informare: Facebook e Twitter. E ora arriva Google+. Una acuta indagine di Ferraris sul mondo dei Social Network.

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Google e Facebook, dove le idee valgono oro di Pierangelo Soldavini

Partendo da The Social Network, il film che ripercorre le origini di Facebook, alcune riflessioni sulla Silicon Valley e le strade per avere successo in rete.

 

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La nuova strategia verde. Salvare il pianeta è possibile di Federico Rampini 

Le nuove frontiere dell’innovazione: vita artificiale, microsensori, algoritmi governa-traffico: tre innovazioni tecnologiche che potrebbero salvare la Terra. Insieme a noi. La Green Economy è già una realtà.

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Il turbo-computer pensa per noi: “Studia i grandi enigmi, dalla logica del pensiero al plasma nucleare” Francesco Vaccarino intervista  François Avellan

L’ingegnere dell'École Polytechnique Fédérale di Losanna è uno degli scienziati che sfruttano i sistemi di calcolo ad alte prestazioni, il cosiddetto HPC, l’High Performance Computing. E presenta il progetto “Blue Brain”, che simula il funzionamento fisiologico del cervello.

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Neutralità della rete di Angelo Raffaele Meo

Skype e i guai dei “disservizi” della telecomunicazione in Italia. I nostri messaggi possono essere letti e addirittura cestinati, senza che nessuno intervenga? Prospettive preoccupanti per il futuro della rete.

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Konrad Zuse, l’inventore del computer di Federico Peiretti

Konrad Zuse è il padre del computer moderno, morto cent’anni fa. Un nome poco noto al di fuori dell’ambiente informatico e chi si ricorderà di celebrare questo centenario? Ricordiamo la sua vita e la sua opera.

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Intervista a Robert Cailliau di Gabriele Beccaria

“Il futuro è tutto nelle potenzialità dei blog. Ma i giovani ignorano chi minaccia il Web” – dichiara Robert Cailliau, uno dei padri del WWW, in una intervista a tutto campo su Wikipedia, i Blog e il futuro della rete.

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La Rete di oggi è solo un embrione. I margini di crescita e di evoluzione sono infiniti. Purché i governi non si intromettano - colloquio con Vinton Cerf di Giuliano Di Caro
Le sfide del 2007 – Dossier L’Espresso, 4 gennaio 2007

Vint Cerf - nella sua qualità di "evangelista" del Web - sta pensando a come superare se stesso, cioè al futuro di Internet. Sì, perché la Rete che fu inventata 30 anni fa era basata su alcuni solidi princìpi culturali e politici: come la diffusione egualitaria e libera delle informazioni e dell'accesso. E chi guarda al domani telematico in questa chiave non può non occuparsi della "network neutrality", di cui Cerf è grande paladino, anche in quanto figura chiave dell'Icann, l'ente internazionale di controllo e gestione del Web che tra l'altro supervisiona l'assegnazione dei domini.

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IL DIRITTO ALL’APPRENDIMENTO NELLA SCUOLA CHE CAMBIA, convegno organizzato dalla FNISM, Federazione Nazionale Insegnanti in collaborazione con Progetto Polymath e Liceo Classico Alfieri – 16 ottobre 2003.

Se non fosse per la biro che ha sostituito penna e calamaio, le nostre aule sarebbero esattamente uguali a quelle dell’Ottocento. Gesso e lavagna, banchi e cattedra, e un insegnante che dispensa il suo sapere. I computer ci sono, molti, ma sistemati nel “Laboratorio Informatico”, ben lontani dalle aule in cui gli insegnanti tengono regolarmente le loro lezioni, in un’aula blindata, al sicuro dai ladri che periodicamente visitano le scuole, proprio alla ricerca dei computer. E per la classe, la lezione nel “Laboratorio Informatico” diventa un evento straordinario, al di fuori del normale percorso didattico.

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L’Italia? E’ una sorpresa tecnologica
Gates: "L’era del pc è all’inizio, ne faremo uno che vede e ascolta. Leggo i giornali, non guardo la tv. Google non mi fa paura»
intervista di Aldo Cazzullo, Corriere della sera, 24 ottobre 2005
Bill Gates non veste blu manager ma marrone intellettuale. Da intervistato, ha una straordinaria capacità di centrare il punto della questione, e di ricondurla a se stesso e al suo business, due cose che spesso - ma non sempre - coincidono.

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Programmi per il pi greco di Luigi Corgnier

Due semplici programmi dimostrativi per l’approssimazione del p, basati il primo sul calcolo del perimetro di particolari poligoni inscritti in una circonferenza, il secondo sul calcolo dell’area di particolari poligoni inscritti e circoscritti.

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ISTRUZIONI PER L’USO DI UN PROGRAMMA DIMOSTRATIVO PER IL CALCOLO DELLE RADICI di Luigi Corgnier

Le presenti note descrivono brevemente il funzionamento e il modo di utilizzo di un programma dimostrativo per il calcolo della radice n-esima di un numero positivo qualsiasi.
Per comprenderlo è anzitutto necessario aver presente il concetto di “numero reale”. Qui non si sviluppa tale concetto, ma si ricorda solo una delle possibili definizioni di numero reale: “numero reale è un allineamento illimitato di cifre decimali, separate da una virgola in parte intera e parte decimale, e senza alcun vincolo di finitezza né di periodicità”. Esempio: 2,717234578…. è un numero reale. Ricordiamo ancora che, nel caso particolare in cui le cifre dopo la virgola siano in numero finito, o si ripetano periodicamente, il numero reale si riduce ad un numero razionale, cioè una frazione con numeratore e denominatore interi (ed esiste anche una regola per trovare effettivamente tale frazione).

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I numeri reali sono reali? di Luigi Corgnier

Così formulata, sembra una domanda poco sensata. Bisogna però tener presente che l’aggettivo “reali” è usato in senso diverso nelle due occorrenze della frase che forma il titolo. Nella prima occorrenza si usa il significato tecnico, cioè si intende riferirsi a quegli enti numerici, definiti attraverso allineamenti decimali o partizioni del campo razionale, che sono stati già presentati.

Nella seconda occorrenza, ci si chiede se tali enti esistono davvero nel mondo “reale” (ancora un altro uso dell’aggettivo “reale”).
Ad una tale domanda la risposta è certamente “no”, a meno che qualcuno sostenga di avere inciampato in un “” o in un “√2”.

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Come calcolare la somma di due numeri? di Luigi Corgnier

Luigi Corgnier presenta una guida su come affrontare il problema della somma di due numeri reali con il calcolatore. A corredo un programma dimostrativo utilizzabile con Microsoft Excel (26KB).

 

Linguaggi naturali e artificiali: parte I, il "ciclo L" di Luigi Corgnier

Algoritmo è una successione di istruzioni che qualcuno che (nel seguito lo chiameremo “utente”) fornisce ad un esecutore, usando una forma di linguaggio, che deve essere comprensibile all’esecutore.
P
resentiamo uno studio degli algoritmi e di quello che si può fare con essi. E’ anzitutto un contributo a carattere linguistico, prima che matematico o informatico. Infatti ci occuperemo di studiare il problema della comunicazione, e in sottordine dei linguaggi di comunicazione. In realtà studieremo solo un aspetto particolare dei linguaggi, quello che potremmo chiamare “impositivo”, quello cioè adatto alle esigenze di un utente che debba trasmettere ordini ad un esecutore.

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Linguaggi naturali e artificiali: parte II, il "ciclo I" di Luigi Corgnier

La seconda parte del lavoro di Luigi Corgnier, continuazione diretta del discorso sui linguaggi impositivi.

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Cinema: quando i computer sono protagonisti di Andrea D’Alessandro

Se una civiltà aliena potesse conoscere la nostra solamente attraverso i film prodotti dall’industria del cinema negli ultimi cent’anni, ne avrebbe sicuramente una visione incompleta, ma non per questo meno illuminante.
Il cinema è stato testimone dell’introduzione o della diffusione di massa di molte tecnologie nella società: ricordiamo ad esempio che proprio una delle prime pellicole dei fratelli Lumière aveva come protagonista una locomotiva che entrava in stazione, per la grande meraviglia dei primi spettatori. E anche per quanto riguarda l’introduzione dei computer nella civiltà moderna, il cinema è stato fedele testimone: i film degli ultimi venticinque anni hanno sempre più mostrato i computer come componenti indispensabili della vita dei protagonisti.

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Il PC nel cassonetto di Andrea D’Alessandro

Oggi il PC è un dispositivo consumer che si vende al supermercato come le lavatrici, a costi relativamente bassi. Ma, a differenza delle lavatrici che - costruite per durare cinque anni - vengono buttate quando rotte, i PC si buttano molto prima, anche se perfettamente funzionanti. Dopo un anno, il PC che è stato comprato come lo stato dell’arte del momento, è diventato entry-level; dopo due anni è obsoleto, e dopo quattro viene considerato praticamente inusabile.

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L’Industrial Design dei computers di Andrea D’Alessandro

Quando i prodotti hanno più o meno le stesse prestazioni per lo stesso prezzo, un modo per generare interesse è fare in modo che siano così belli da fare girare la testa. Se questo è vero - per esempio - per le automobili, ancor di più lo è per i computer.
Nel 1991 la rivista Time definì il design lo strumento strategico più importante per gli anni ’90. Il concetto è che, dato che molte corporations hanno migliorato i loro processi al punto di equivalersi nel prezzo, qualità e tecnologia, la differenza può stare solo nel design.
Ma il design di un oggetto tecnologico come un computer è qualcosa che va oltre ad un semplice bell’aspetto: l’industrial design è l’armonia di forma e funzione.

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All'Italia serve un risorgimento digitale di Juan Carlos De Martin

Una denuncia ampiamente documentata: l’Italia è in ritardo sulla rivoluzione digitale. Un dato fra i tanti: 41% dei piemontesi non ha mai usato un computer.

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Il tracciato del cellulare registra i nostri spostamenti di Elena Dusi

Dei piccoli trasmettitori, legati alle zampe o al collo degli animali selvatici, ci consentono di seguire i loro movimenti. Per gli esseri umani questo controllo è molto più semplice. Basta il cellulare, che tutti ormai portiamo sempre con noi. Ma questo crea un certo disagio: siamo arrivati al 1984 di Orwell, al controllo totale? Elena Dusi presenta una interessante ricerca di Albert-Laszlo Barabasi.

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Come copiare da Internet di Umberto Eco
L'Espresso
, 16/01/06

Un dibattito sta agitando il mondo di Internet ed è quello su Wikipedia. Per chi non lo sappia, si tratta di una enciclopedia in linea che viene scritta direttamente dal pubblico. Non so sino a qual punto una redazione centrale controlli i contributi che arrivano da ogni parte, ma certamente quando mi è capitato di consultarla su argomenti che conoscevo (per controllare solo una data o il titolo di un libro) l'ho sempre trovata abbastanza ben fatta e bene informata.

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Il telefonino rivisitato e Il telefonino e la verità di Umberto Eco
L'Espresso 1 e 15 settembre 2005

Le bustine di Minerva dedicate al telefonino. "Agli inizi degli anni Novanta - scrive Eco - quando i telefonini cellulari erano ancora in possesso di poche persone, ma queste poche già rendevano atroce un viaggio in treno, avevo scritto una Bustina, piuttosto irritata. Dicevo in sintesi che il telefonino avrebbe dovuto essere consentito solo ai trapiantatori d'organi, agli idraulici (in entrambi i casi persone che per il bene sociale debbono essere reperite ovunque e all'istante), e agli adulteri. Per il resto, specie nei casi in cui signori altrimenti impercettibili vociavano in treno o all'aeroporto a proposito di azioni, profilati metallici e mutui bancari, era anzitutto segno di inferiorità sociale: i veri potenti non hanno telefonini ma 20 segretari che filtrano le comunicazioni, mentre ha bisogno di telefonino il quadro intermedio che deve rispondere a ogni istante all'amministratore delegato, o il piccolo faccendiere al quale la banca deve comunicare che il suo conto è in rosso". Ma la situazione è cambiata.

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Dai gesti alla parola: la nascita del linguaggio di Pietro Greco - L’Unità 15.03.2004

«Ignorate il problema di come è nato il linguaggio e di quali sono i suoi meccanismi cerebrali, perché vanno ben oltre la possibilità di una seria indagine scientifica». Il consiglio di Noam Chomsky, vecchio ormai di una cinquantina d'anni, non regge più. Oggi non è più possibile ignorare il tema dell'origine del linguaggio ed è ormai possibile iniziare a capire come il cervello controlla la parola. Successi in entrambe queste direzioni, peraltro convergenti, sono stati ottenuti negli ultimi tempi. Anche a opera di italiani. Ne abbiamo avuto prova in un dossier redazionale che la rivista americana Science ci ha proposto nei giorni scorsi per focalizzare l'attenzione su quello che viene considerato uno dei più grandi temi aperti della scienza moderna.

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Il sogno ribelle del robot di Paolo Marocco

Nel film di Jonathan Demme The Manchurian Candidate il sergente Raymond Shaw riceve la medaglia d'onore per avere condotto un'azione particolarmente temeraria durante la guerra del Golfo. Qualche anno dopo, l'eroe si candida alle elezioni per l'incarico di vicepresidente. Tutto sembra procedere per il meglio, se non fosse per le insistenti incursioni nella vita privata e pubblica di Shaw da parte del maggiore Marco, un suo vecchio ufficiale durante la guerra. Marco vuole indagare su quella famosa azione eroica, perché il suo inconscio onirico gli suggerisce che non tutti i conti tornano: i suoi ricordi si mischiano infatti a strani sogni, nei quali gli eventi hanno preso un percorso oscuro e parallelo a quello incoronato dalla storia ufficiale.

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Intervista a Domenico Parisi di Paolo Marocco

Le riflessioni del giornalista del MANIFESTO in margine al convegno internazionale Atelier sulla robotica che si è tenuto a Genova il mese scorso e l’intervista a Domenico Parisi, filosofo, psicolinguista, studioso di modelli di simulazione del comportamento e di vita artificiale.

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Spam, anti-spam e scam di Sergio Margarita

Che lo spam fosse poco gradito o ispirasse addirittura disgusto, lo si sapeva già nel 1949, a leggere il brano appena citato.

Ma che cos'è lo spam? Oggi, è il nome con il quale si identificano i messaggi di posta elettronica indesiderati, quelli ricevuti senza essere stati richiesti, che vanno dal semplice messaggio pubblicitario alla sollecitazione commerciale, fino alla truffa vera e propria. E' noto anche come junk mail o posta spazzatura, oppure fra gli addetti ai lavori come UBE (Unsolicited Bulk E-mail cioé posta elettronica di massa non richiesta) o ancora come UCE (Unsolicited Commercial E-mail).

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Quattro passi nel software libero di Sergio Margarita

GPL, MYSQL, QMAIL, PHP, SVG, XML, KDE, GNU, Linux non fanno per me e nemmeno le mille altre sigle di cui mi parla sempre un mio amico, guru dell'informatica , che cerca di convincermi a passare al software libero e all'Open Source.

Anche se il pinguino è simpatico, non voglio diventare un ingegnere informatico, voglio soltanto utilizzare un personal computer! Anzi lo sto già usando e ne sono contento. Ogni tanto mi segnala che devo contattare il fornitore del programma, ma non è vero: basta spegnere e riaccendere e tutto torna a posto (tranne il lavoro che stavo facendo che viene perso, ma pazienza!).

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LIBERTÀ D’ESPRESSIONE E PROPRIETA’ INTELLETTUALE NELL’ERA DI INTERNET di Anna Masera, LA STAMPA, 23/11/2004.

Una citazione del padre fondatore della Costituzione americana salta sempre fuori quando a parlare di proprietà intellettuale e copyright è Lawrence Lessig, il professore dell’Università di Stanford esperto di diritto nell’era digitale. Di questo guru del software libero è appena uscito in Italia il nuovo libro, I diritti nell’era digitale, sottotitolo «Libertà di espressione e proprietà intellettuale» (Diabasis, pp. 152, 13 euro), scritto assieme ad altri quattro colleghi Usa esperti di cyberdiritto - i professori universitari Jack Balkin (Yale), Randall Davis (Mit), Mark Lemley (Stanford) e Pamela Samuelson (Berkeley) - di cui pubblichiamo qui di seguito un brano.

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Brevetto sul software un pericolo per l’Italia di Angelo Raffaele Meo TuttoScienze - La Stampa - 3 settembre 2003

Nei prossimi giorni il parlamento europeo sarà chiamato a votare la proposta di estendere il brevetto anche al software, ai metodi di calcolo, agli stessi principi concettuali dell'innovazione. Secondo alcuni osservatori, l'esito è quasi certo: la disattenzione dei politici di tutti gli schieramenti nei confronti dell'innovazione e la forza di persuasione di lobbies potentissime indurrà il legislatore europeo a legittimare quella che passerà alla storia come la più grande appropriazione di conoscenza pubblica a fini privati. Una camicia di forza di monopoli che soffocherà l'innovazione per una generazione e forse più.

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Le reti locali wireless: Wi-Fi e 802.11 di Marco Mezzalama

Qualcuno sostiene che tra un anno o poco più non ci saranno più fili nell’informatica: niente cavi di collegamento dati, niente più matasse ingombranti intorno al pc! Rimarrà solo il cavo dell’alimentazione elettrica, anche se la impressionante crescita prestazionale delle batterie fa ipotizzare anche da questo punto di vista un mondo sempre più wireless (“senza fili”).

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In 1500 seggi scrutinio col Pc ma con il software Linux, il più amato dai no global di Francesca Paci, LA STAMPA, 9/06/04

Il pinguino dei computer ribelli si tuffa nelle urne, a sorpresa, grazie al ministro per l'Innovazione Lucio Stanca, che ha annunciato ieri la sperimentazione dello scrutinio elettronico in 1502 delle 61712 sezioni impegnate nelle tornata elettorale di sabato e domenica. Ma il sistema operativo usato nel primo test sarà Linux, il codice libero creato dallo studente finlandese Linus Tovalds, che da anni contrasta il monopolio Windows-Microsoft di Bill Gates. Caro a giovani pirati, siti indipendenti, artisti e intellettuali controcorrente, Linux entra nei seggi.

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Antikythera di Federico Peiretti

Dall’Antica Grecia, la storia del più antico calcolatore inventato dall’uomo. E’ di questi giorni la notizia della costruzione di un nuovo modello, perfettamente funzionante.

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Hedy Lamarr, A beatiful Mind di Federico Peiretti

Non è difficile diventare una grande ammaliatrice - diceva Hedy Lamarr - basta restare immobile e recitare la parte dell’oca”.
La grande diva di Hollywood, dallo sguardo fatale, acclamata come "la donna più bella del mondo", distrugge il luogo comune che la bellezza debba per forza accompagnarsi con la stupidità.
Se sullo schermo giocava il ruolo dell'oca, nella realtà oltre ad essere bellissima era anche molto intelligente. Lo dimostra il fatto di essere stata l'unica diva a poter vantare un brevetto per un’invenzione ed in un settore così complicato come quello delle telecomunicazioni.

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Clusty il motore di ricerca tuttofare di Salvatore Romagnolo

L’utente stenta a orientarsi nella giungla delle notizie online. Un sovraccarico d'informazioni al quale Vivisimo, start-up americana nata nel 2000, tenta di trovare una soluzione con il suo nuovo motore di ricerca: Clusty. Per ogni richiesta, infatti, al momento di restituire i risultati, questo motore organizza le risposte in dossier tematici creati ad hoc.

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Chi scrive, chi pensa … dal cervello al computer al … Bugarus Cognitivus di Pietro Terna

Per Polymath di inizio anno qualche appunto sull’elaborazione dei testi, andando anche oltre all’impiego, comodissimo, dei PC come macchine per scrivere un po’ più accessoriate di quelle tradizionali. Essendo all’inizio dell’anno, e dunque in un’atmosfera che conserva il ricordo delle feste, concluderò con un racconto breve legato al tema. Il racconto è scritto come voce per un Bestiario, cioè per una raccolta di descrizioni di animali reali o immaginari (nei Bestiari del passato ciò che si scriveva era per lo più frutto di immaginazione; ora ogni descrizione è rigorosa e scientificamente oggettiva).

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Murdoch tratteggiò il tramonto dei giornali di Vittorio Zambardino
LA REPUBBLICA, 21 aprile 2005

L'intervento di Rupert Murdoch al congresso dell'associazione americana dei direttori di giornali, American Society of Newspapers Editors. E' salito sul palco e ha detto che per i giornali è cominciato il viale del tramonto. Una strada lunga alcuni decenni, ancora ricca di profitti, soddisfazioni e influenza politica, ma inesorabilmente in discesa. E ha aggiunto che l'unico modo di salvare l'industria delle news è portarla su internet facendola diventare nativa della rete, aprendola ai lettori, facendone un pezzo della rivoluzione degli utenti, facendo scrivere i blogger all'interno del giornale.

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La nuova biblioteca di Babele di Vittorio Zucconi

Il grande giornalista in visita al "monastero" di Google, nella sede del motore di ricerca più famoso del mondo dove hanno deciso di mettere in Rete tutti i libri esistenti.
Il catalogo incomincia dalla Bibbia di Gutenberg del 1455: "Vogliamo riempire i buchi e i vuoti della nostra storia"

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