Articoli - Italia

 

 

Intervista a Andrew Wiles di Claudio Bartocci

Wiles, il celebre matematico che ha risolto il teorema di Fermat, intervistato sullo stato attuale della matematica e sul mestiere del matematico.
Leggi>>

 

 

L'ombra negata
Dimostrazioni matematiche e immaginazione visiva
di Claudio Bartocci

“La matematica è scienza del visibile o dell'invisibile? – scrive Claudio Bartocci in questo suo brillante saggio – meglio, per sgombrare subito il campo da possibili ambiguità celate in questa domanda (non intendiamo affatto interrogarci sullo statuto ontologico degli oggetti matematici): la matematica è disciplina di immagini o di parole? Detto ancor più chiaramente: l'attività di ricerca dell'homo mathematicus (sia essa invenzione o scoperta, non importa) può fondarsi soltanto sulle parole - siano queste nomi, segni, simboli - oppure deve fare necessariamente ricorso alle immagini - siano queste disegni, figure, rappresentazioni mentali, schemi o diagrammi?”
Leggi>>

 

 

La simmetria come valore didattico di Renato Betti, Politecnico di Milano

1. Perché la simmetria ?

È noto che molta “buona” matematica si trasmette attraverso l’insegnamento di temi che suscitano la fantasia e la curiosità degli studenti e che, in qualche modo, si collegano alle loro esperienze ed alla loro visione del mondo. Fra questi argomenti portanti di valori didattici per la matematica si può senz’altro comprendere un tema affascinante come quello della simmetria in ambiente geometrico: l’uso di un linguaggio opportuno, il metodo di indagine, l’insorgere di importanti strutture algebriche, l’analisi dei casi possibili e la loro rappresentazione, l’interpretazione dei dati esistenti … tutti questi elementi forniscono altrettanti strumenti di comprensione dei principi che stanno alla base della razionalizzazione matematica, esaminati direttamente e messi in pratica in un contesto preciso ed apprezzabile, oltre che fornito del particolare interesse e del contenuto intuitivo che vengono solitamente sollecitati dalle arti figurative.
Leggi >>

 

 

Lobacevskij. Chi era costui? di Renato Betti

A una domanda di questo genere pochi rimangono senza risposta, perplessi come Don Abbondio nei confronti di Carneade. Per ogni persona attenta alla cultura scientifica, il nome di Lobacevskij si accosta subito a quello di Bolyai e richiama quella vicenda che ha segnato lo sviluppo della matematica nell'800 ed è nota come "geometria non euclidea". Una autentica rivoluzione scientifica, secondo alcuni, per uno strano caso legata a personaggi che nella matematica sarebbero altrimenti passati del tutto inosservati, uno sviluppo ardito e complesso, secondo altri, che solo la mente geniale di Gauss, il "princeps mathematicorum" di tutti i tempi, poteva concepire e che, per strade recondite, da lui si è trasmessa ai fondatori ufficiali della materia.
Leggi >>

 

 

I pionieri del caos di Piero Bianucci

ANCHE due grandi della scienza come Benoit B. Mandelbrot e Grigory Barenblatt sicuramente sono stati fieri di ricevere il 21 marzo, al Lingotto (via Nizza 280, ore 9,45, ingresso libero), la laurea honoris causa del Politecnico di Torino, erede della prima università tecnica italiana, datata 1859. Ambiti di ricerca e strumenti concettuali accomunano i due laureandi. Entrambi si occupano di fenomeni complessi applicandovi le leggi del caos deterministico e delle dinamiche non lineari, con ricadute sull’ingegneria civile: sarà questa la laurea che riceveranno, in apertura dell'undicesima International Conference on Fracture, e Alberto Carpinteri terrà le «laudatio».
Leggi>>

 

 

Banche d’affari a caccia di fisici e matematici
di Maurizio Cannone

Un articolo del Corriere della Sera: gli istituti specializzati a caccia di neolaureati in ingegneria fisica, matematica e informatica. Una rivalutazione delle lauree scientifiche, un’inversione di tendenza?
Leggi>>

 

 

Coniglietti aurei
di Andrea Centomo e Lucia Gecchelin

Gli origami al servizio della Matematica. Partendo da un problema classico, i Conigli di Fibonacci come si può arrivare alla costruzione di una coppia di “conigli aurei”.
Leggi>>

 

 

Primi passi in steganografia
di Andrea Centomo

Continua la presentazione dei lavori di Centomo, un docente sempre alla ricerca di argomenti curiosi e originali per i suoi studenti. Questa volta presenta la steganografia, l'arte di nascondere un messaggio segreto all'interno di una comunicazione pubblica, che apparentemente trasporta tutt'altra informazione.
Leggi>>

 

 

La sublime inutilità della Matematica di Luigi Corgnier

Tutte le persone di cultura alta o medio alta hanno dovuto affrontare la matematica durante il loro corso di studi: provate a fare un sondaggio d'opinione, ponendo le seguenti domande:

  • la matematica è utile per affrontare problemi pratici?
  • la matematica è bella?
  • la matematica è facile?

Si può scommettere che, quasi sempre, la matematica è qualificata brutta e difficile; nella maggior parte dei casi è ritenuta utile, in quanto fondamento di varie discipline scientifiche, tecniche ed economiche, o se non altro per fare i propri conti personali.
Voglio confutare queste tre opinioni correnti, cercando di provare che la matematica è facilissima, bellissima, quasi completamente inutile per quelle che sono comunemente ritenute le sue applicazioni; sosterrò poi che la sua utilità è grande, ma da un punto di vista essenzialmente culturale e umanistico, come l'arte e la letteratura.
Leggi >>

 

L'era romantica della matematica di Marco D'Eramo
Fu povero per tutta la sua brevissima vita: 26 anni e otto mesi, prima di morire di tisi, tra le braccia della sua fidanzata Christine (ma prima della fine aveva fatto promettere al suo migliore amico che l'avrebbe sposata: e così fu). La sua opera maggiore andò perduta tra le carte del grande francese a cui speranzoso l'aveva invitata. La lettera che annunciava la raggiunta sicurezza economica e il riconoscimento ufficiale al suo genio arrivò quando la sua salma stava per essere sepolta. Sembra tratta di peso da un'antologia romantica questa biografia. Non mancano altri particolari. Bella donna, sua madre amava divertirsi e bere: al funerale del marito si ubriacò e andò a fare l'amore con un bracciante della fattoria. Ma non stiamo parlando di un poeta, o di un musicista. È di un matematico norvegese che si tratta, Niels Henrik Abel (1802-1828), di cui quest'estate ricorre il bicentenario della nascita (vedi articolo accanto). Ma Abel non è il solo matematico dell'800 la cui vita sia un condensato di romanticismo.
Leggi>>

 

Dateci qualche morto in più di Umberto Eco, L’Espresso, 4/8/03

Sarà sfuggita a molti, in agosto, una "bustina di Minerva" di Umberto Eco dedicata all'educazione scolastica e professionale. E ci sembra opportuno riproporla in un clima di riforme scolastiche, con un dibattito che sui mass media è sempre circoscritto agli stipendi degli insegnanti, alle lamentele dei genitori e del ministro che protesta perché non ha soldi. Riportiamo anche due commenti all'articolo, raccolti sempre da L'Espresso e invitiamo chi ci segue a scriverci. Pubblicheremo i commenti che riceveremo.
Leggi >>

 

Indagine su Enigma di Claire Ellis, traduzione di Eleonora Bazzo

Un articolo di PLUS, la più bella rivista di matematica on line, dedicato alla storia della celebre macchina cifrante, usata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
Leggi>>

 

6174: Il mistero dietro a un numero
di Stefano Frara

Un numero, un semplice numero, 1674, è già sufficiente per scoprire il fascino misterioso della matematica.
Leggi>>

 

 

La Geometria con Cabri-géomètre di Giuseppe Iaquinto, Liceo Scientifico VOLTA, Torino

Il programma Cabri-géomètre è stato ideato e realizzato alla fine degli anni Ottanta da Franck Bellemain e Jean-Marie Labord presso l’Institut d’Informatique et Mathématiques Appliquées (IMAG), un laboratorio di ricerca della Université Joseph Fourier di Grenoble.
E’ stato sviluppato dapprima in ambiente Macintosh, poi in ambiente Ms-Dos e infine in ambiente Windows. Oggi conta più di 15 milioni di utenti in tutto il mondo.
Leggi >>

 

 

Servono esploratori dei numeri di Gabriele Lolli

Passata la sbronza dell’astrazione, la matematica è tornata ad aprire gli occhi sul mondo, e lo ha trovato diverso, fatto di macchine, cellule, “stringhe”; adesso sta cercando di dominarlo, inventando nuovi concetti e nuove tecniche.
Leggi >>

 

 

Il problema dei ponti di Königsberg: soluzione di Euler di Giorgio Mainini

E’ l’anticipazione di un articolo che uscirà nei prossimo mesi sul Bollettino dei docenti di Matematica della Repubblica e Canton Ticino. Una originale analisi del celebre problema e della particolare soluzione che ne diede Eulero.
Leggi>>

 

Successo o flop in classifica? Se il brano è un'equazione di Alessia Manfredi

Se il brano è un'equazione. Predire quali canzoni diventeranno hit e quali rimarranno agli ultimi posti è questione di scienza, sostengono i ricercatori dell'università di Bristol. Che hanno stilato una formula matematica, valutando diversi elementi come ritmo, energia e ballabilità. Tenendo conto dell'evoluzione del gusto negli anni.
Leggi>>

Con Roger Penrose tra arte e matematica di Paolo Marocco

Una bella intervista al grande fisico – matematico, autore delle tassellature non periodiche, pubblicate su questo sito.
Leggi>>

 

 

De te fabula narratur
di Maria Rosa Menzio

Appuntamento con Teatro e Scienza. “Un tema – afferma Maria Rosa Menzio - presente in noi fin dalla più tenera età. Intendo dire che nell’infanzia si gioca, si rappresenta, si fa Teatro, e fin da piccoli i più curiosi chiedono “perché?” domanda essenziale per chi vuole occuparsi di scienza”.
Leggi>>

 

 

Matematica e… Teatro (6) di Maria Rosa Menzio

Un nuovo intervento sui rapporti tra matematica e teatro, con l’analisi di nuovi lavori teatrali.
Leggi >>

 

 

Matematica e... Teatro (5) di Maria Rosa Menzio

Alcune riflessioni di Maria Rosa Menzio su Matematica e Teatro, partendo da un’importante rassegna che si è tenuta a Bologna.
Leggi>>

 

 

Matematica e Teatro – Il tempo (4) di Maria Rosa Menzio

Vorrei trattare di un argomento complesso e ammaliatore. E parlarne nel suo duplice versante scientifico e teatrale.
Leggi>>

 

 

MATEMATICA e … teatro (3) di MARIA ROSA MENZIO

Nell’antichità classica, il teatro, inteso come spazio teatrale, era a forma di arena ellittica o pseudo-ellittica.
Oggi il teatro è quadrato o rettangolare, ed è di solito dotato di palcoscenico pure quadrato o rettangolare. Le avanguardie hanno tentato di scambiare fra loro lo spazio degli spettatori e quello degli attori, oppure di far arrivare gli attori dallo spazio del pubblico, o ancora di farli muovere verso il pubblico, di interagire… in modo che la partecipazione sia (o possa parere) più intensa.
Leggi>>

 

 

MATEMATICA e … teatro (2) di Maria Rosa Menzio

Parliamo dell’intersezione tra le materie umanistiche e quelle scientifiche, usando lo strumento teatrale. Un’idea dell’incipit a questo argomento ci è venuta rileggendo il “Faust” di Goethe, ultima versione. Come è noto, è una grandiosa opera teatrale in versi, tanto poderosa che la sua messinscena richiederebbe, da parte degli spettatori, un ascolto di un’intera giornata.
Leggi >>

 

 

MATEMATICA e... teatro (1) di Maria Rosa Menzio

Si può parlare di matematica con lo strumento teatrale?
Uno strumento “forte” come il teatro è fra i più indicati per parlare di scienza in modo incisivo nelle scuole secondarie. I ragazzi possono dimenticare una conferenza, ma raramente ciò che vien detto dal palcoscenico.
Leggi >>

 

 

Numeri e forme, ecco il segreto dell'arte moderna. Che rapporto c'è tra la matematica e un quadro? di Piergiorgio Odifreddi

A proposito di Kandinsky, protagonista questo mese dell’Antologia di Polymath, a proposito dell’anello di Möbius e più in generale dei rapporti fra matematica e arte, una riflessione introduttiva, opportuna, di Piergiorgio Odifreddi.
Leggi>>

 

 

Intervista a Douglas Hofstadter
di Federico Peiretti

A colloquio con Douglas Hofstadter in occasione del Festival della Matematica romano. Il celebre matematico, docente di Scienze Cognitive, afferma che non esiste differenza fra didattica e divulgazione. “Se qualcuno non sa spiegare bene allora non è per niente un buon insegnante, e basta”.
Leggi>>

 

 

Eulero, il Ciclope matematico di Federico Peiretti

Leonhard Euler è nato a Basilea il 15 aprile 1707. Ricorre quindi quest’anno il trecentesimo anniversario della sua nascita e si preparano numerose manifestazioni per ricordare il più celebre matematico svizzero e uno dei più grandi del Settecento.
Leggi>>

 

 

Nodi e stringhe per il matematico alla moda di Federico Peiretti
Sarà il nodo alla cravatta a distinguere il vero matematico “Polymath”? Il nodo Fink adottato dai grandi sarti di Londra è stato scoperto da Thomas Fink e Yong Mao dell’Università di Cambridge. E ci sono anche le stringhe che pongono curiosi problemi matematici.
Leggi>>


Perelman, il gran rifiuto di Federico Peiretti
Grigory Perelman, che avrebbe dimostrato la Congettura di Poincaré, ha rifiutato la Medaglia Fields, ha rifiutato il milione di dollari offerto dal Clay Mathematics Institute, si rifiuta di ricevere i giornalisti e si è licenziato dall’Università di San Pietroburgo dove insegnava. Un personaggio originale e geniale, da scoprire.
Leggi>>

 

Abel, genio e povertà di Federico Peiretti

La vita di un giovane matematico, geniale ma sfortunato. Niels H. Abel, che è stato, con Jacobi, il fondatore della teoria delle funzioni ellittiche, uno dei campi più affascinanti della matematica, strumento indispensabile per la ricerca nei campi più diversi. Charles Hermite, il geniale matematico francese, disse di lui: “Abel ci ha lasciato delle idee sulle quali lavoreremo per i prossimi 150 anni”.
Leggi>>

 

 

I frattali di Pollock di Federico Peiretti

Quando Richard Taylor, fisico dell’Università di Sydney e appassionato d'arte, si trovò di fronte a Blue Poles, Number 11, di Jackson Pollock, rimase colpito dall'intreccio di linee, tracciate da Pollock sulla tela. Era evidente la caratteristica fondamentale del frattale, osservò, la “autosomiglianza”: in un oggetto frattale, ogni più piccola parte è simile, ma non necessariamente identica, alle forme più grandi della stessa struttura. Questa autosomiglianza, a livelli diversi, è una delle caratteristiche fondamentali dei frattali. Forse, pensava Taylor, l'artista con la sua intuizione era arrivato prima del matematico alla nuova geometria. Per provarlo decise di inserire una riproduzione della tela nel computer e di tentarne un'analisi matematica.
Leggi>>

 

 

Manoscritto di Voynich di Federico Peiretti

Curiosi simboli magici, animali e piante fantastiche, sfere celesti e donne nude illustrano uno dei libri più affascinanti e misteriosi del mondo. E’ un manoscritto che non ha titolo, non se ne conosce l’autore ed è scritto in una lingua sconosciuta oppure in un codice che nessuno è mai riuscito a decifrare. Oggi è noto come il “Manoscritto di Voynich” dal nome dell’antiquario russo Wilfred Voynich che lo ritrovò frugando nella biblioteca dei Gesuiti di Villa Mondragone, a Frascati, nel 1912, quando si riteneva ormai perduto per sempre ed era scomparso da più di tre secoli.
Leggi>>

 

 

Amore e matematica, La dinamica dell’amore, da Laura e Petrarca a Jules e Jim di Federico Peiretti

Chi avrebbe mai pensato che si potessero studiare i versi del Petrarca con le equazioni differenziali? Le stesse equazioni usate per studiare il moto dei pianeti o l'andamento della Borsa, sono state applicate da un ingegnere del Politecnico di Milano, Sergio Rinaldi, docente di Teoria dei Sistemi, allo studio dei sentimenti del poeta innamorato. La dinamica dell'amore, ha trovato una dimensione matematica.
Leggi>>

 

 

Bernoulli e il patto col diavolo di Federico Peiretti

L’occasione per parlare di uno dei più curiosi episodi della storia della matematica è il trecentesimo anniversario della morte di Guillaume François Antoine de L'Hôpital, marchese di Sainte-Mesme e conte d'Entremont, nato a Parigi nel 1661, dove morì nel 1704. Rampollo di nobile famiglia, ufficiale di cavalleria, fu costretto a lasciare l’esercito a causa di una forte miopia, e in seguito si dedicò completamente alla matematica, un interesse che comunque coltivava da tempo, a quindici anni infatti aveva già risolto diversi problemi che erano stati proposti da Pascal.
Leggi>>

 

 

Numeri che contano di Federico Peiretti

Il caso vuole che escano contemporaneamente i risultati delle indagini svolte da TIMSS e PISA, sul grado di apprendimento della matematica degli studenti. TIMSS, acronimo di Trend in International Mathematics and Science Study, è quadriennale e il primo rilevamento era stato effettuato nel 1995, il secondo nel 1999 e il terzo nel 2003. PISA, Programme for International Student Assessment, è invece triennale e il primo rilevamento è stato fatto nel 2000, il secondo nel 2003. Soltanto nel 2015 le due istituzioni torneranno a dare contemporaneamente i loro risultati. Si tratta quindi di un’occasione speciale per verificare la preparazione dei nostri studenti a confronto con quelli degli altri paesi.
TIMSS è un progetto di ricerca promosso dalla IEA, International Association for the Evaluation of Educational Achievement, una associazione di centri di ricerca educativa. Ne fanno parte 53 paesi e la sua sede attuale è Amsterdam. Le sue rilevazioni riguardano gli studenti del quarto e dell’ottavo anno di scolarità, rispettivamente la IV classe della primaria e la III classe della secondaria di I grado. Hanno partecipato all’indagine più di 360.000 studenti di 49 paesi del mondo e per l’Italia sono stati valutati circa 4300 studenti.
Leggi>>

 

 

Intervista a Andrew Wiles di Federico Peiretti

C’era un teorema che da più di trecento anni tormentava i matematici e che nessuno era mai riuscito a dimostrare. Più che un teorema era quindi una congettura. Molto semplice da enunciare quanto difficile da dimostrare. Vediamola.
Tutti gli studenti conoscono il teorema di Pitagora e le terne di numeri, chiamate pitagoriche, tali che due di questi numeri, elevati al quadrato, danno come risultato il terzo numero al quadrato. Queste terne sono infinite. Un esempio: 32 + 42 = 52. Nessuno invece è mai riuscito a trovare tre numeri tali che la somma dei primi due al cubo, oppure elevati a una potenza superiore, sia uguale a un terzo numero elevato alla stessa potenza.
Leggi>>

 

 

Coxeter, la geometria nata dal caleidoscopio di Federico Peiretti

E’ scomparso recentemente, il 31 marzo 2003, Harold Scott MacDonald Coxeter, uno dei più noti matematici del ventesimo secolo, all’età di 96 anni. Dieta vegetariana, cinquanta piegamenti al giorno e ogni sera un cocktail di Kahlua (un liquore al caffè), peach schnapps e latte di soia: questi i segreti della sua longevità, ma “soprattutto non arrabbiarsi mai – raccomandava Coxeter – e avere sempre qualcosa di interessante da fare”.
Leggi >>

 

 

La grande avventura matematica dei quadrati e dei cubi magici di Federico Peiretti

Quadrati e cubi magici sono straordinarie configurazioni numeriche, di grande tradizione. Ai confini tra il gioco e la matematica, sono un’affascinante sfida alla nostra intelligenza.
Il primo quadrato magico, il più antico risale addirittura all’Antica Cina, ai tempi della dinastia Shang, nel duemila a. C. quando, secondo la leggenda, un pescatore trovò lungo le rive del fiume Lo, un affluente del fiume Giallo, una tartaruga che portava incisi sul suo guscio degli strani segni geometrici. Il pescatore portò la tartaruga all’imperatore e i matematici al suo servizio studiando quei segni, scoprirono una imprevedibile struttura: un quadrato di numeri con somma costante 15 su ogni riga, colonna o diagonale. Lo Shu, così venne battezzato questo quadrato numerico, diventò uno dei simboli sacri della Cina, rappresentazione dei più arcani misteri della Matematica e dell’Universo.
Leggi >>

 

 

La matematica fra le nuvole di Federico Peiretti

Jonathan Swift, nei suoi Viaggi di Gulliver, colloca i matematici su Laputa, un’isola volante, che viaggia tra le nuvole, e li presenta come persone talmente distratte e perse nei loro pensieri, da aver bisogno di essere sempre accompagnate da un “flagellatore il quale, per riportarli alla realtà, ha il compito di percuoterli delicatamente sugli occhi o sulle orecchie, con una piccola verga in cima alla quale è legata una vescica piena di piselli secchi. Oggi, nell’immaginario collettivo, i matematici sono sempre persone fra le nuvole, ma li dovremmo collocare sul Titanic, e ci vorrebbero ancora i “flagellatori” per richiamare la loro attenzione sul disastro incombente, il rischio di non avere più studenti e di dover chiudere i loro corsi di laurea. E’ già successo in alcune Università, per il calo continuo degli iscritti a Matematica. Se ci può consolare, è una crisi che ha colpito non soltanto il nostro paese, ma praticamente tutto il mondo.
Leggi >>

 

 

Archimede e i grandi numeri di Federico Peiretti

Alla Gara Mondiale di Matematica sembrava che non ci fossero più dubbi sul vincitore. Come racconta Cesare Zavattini nel suo libro Parliamo tanto di me, i matematici dovevano esprimere il numero più grande e quando tutti erano ormai sfiniti, dopo ore di appassionata contesa, il protagonista con grande enfasi aveva declamato:

"Un miliardo di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi …", proseguendo così finché l’ultimo fievole "…di miliardi" gli uscì dalle labbra con un sospiro, quindi si abbatté sfinito sulla sedia, fra il delirio della folla che riempiva il salone in cui si svolgeva la Gara. Ma quando il principe Ottone stava per appuntargli la medaglia sul petto ecco spuntare il temuto avversario, Gianni Binacchi, che con un urlo, "Più uno!", gli rubò il primato”.
Il nostro protagonista, affranto, tornò a casa e si buttò singhiozzando fra le braccia della moglie che lo attendeva sulla porta: "Se avessi detto più due avrei vinto io".

E se qualcuno avesse detto "Più tre"? E' chiaro che la gara non poteva aveva un vincitore, perché i numeri naturali sono infiniti e non esiste il numero più grande. Ha però un grande interesse la ricerca sui numeri più grandi inventati dai matematici per i loro calcoli o, più in generale, dagli scienziati per le loro misure. Leggi >>

 

 

Dimostrata la Congettura di Poincaré? di Federico Peiretti

Sembra ormai vicina la soluzione della Congettura di Poincaré. In un articolo su LA STAMPA (TuttoScienze, 22/05/02), Poincaré e le n-sfere, avevamo presentato la Congettura e la notizia di una sua possibile dimostrazione da parte di un matematico inglese, Martin Dunwoody. Ora un altro matematico russo, Grigori Perelman, ha presentato al mondo dei matematici una nuova presunta dimostrazione.
Leggi >>

 

 

Parla codice Navajo e la seconda Guerra Mondiale di Federico Peiretti

La scorsa estate è arrivato sugli schermi di molte sale cinematografiche italiane un film, Windtalker, diretto dal regista cinese Yusen Wu, nome d'arte John Woo, autore di alcuni film di mestiere come Missione impossibile 2 o Face/Off, due facce di un assassino.
Il film sicuramente non è un capolavoro e non resterà nella storia del cinema, ma ha il merito di portare l'attenzione sulle vicende poco note dei code talkers navajo, i "parla-codice", che ebbero un ruolo importante nella guerra del Pacifico, contro i Giapponesi. Vediamo di che cosa si tratta. Gli alleati disponevano di macchine per cifrare assolutamente sicure e rimaste inviolate per tutta la durata del conflitto, ma queste avevano il difetto di essere troppo lente e troppo sofisticate per essere usate sul campo di battaglia, quando era essenziale la rapidità nella trasmissione dei messaggi, quali ad esempio le coordinate delle postazioni nemiche o la richiesta di rinforzi, per riuscire a salvare la vita di molti soldati. In questa situazione il governo americano ebbe l'idea di trasmettere i messaggi nell'idioma dei pellirosse. Leggi >>

 

 

John Horton Conway e il gioco della matematica di Federico Peiretti

"La maggior parte delle persone ritiene che la Matematica non sia altro che una serie di sgradevoli artifici meccanici, ma questo non è assolutamente vero! - afferma con grande convinzione John H. Conway - per me la Matematica è eccitante, è sensuale. Mi piace, e personalmente ne ricavo più piacere di quanto molta gente non ne tragga dall'arte. Anzi, mi sento come un artista. Mi piacciono le cose belle e queste sono lì, a portata di mano, l'uomo non le deve creare, ma soltanto scoprire. Io rimango sempre stupefatto di fronte alla bellezza della Natura. E la Matematica è Natura. Nessuno può aver inventato l'Universo matematico che è lì e aspetta soltanto di essere scoperto. E' una cosa pazzesca, straordinaria. Ad esempio, la Matematica, attraverso la successione di Fibonacci, mi spiega perché i petali della rosa sono sistemati in un certo modo e io ritengo di provare più piacere di altri nell’osservare una rosa perché conosco queste cose".
Leggi >>

 

 

André Weil, la matematica come arte di Federico Peiretti

Il naso incollato a un libro, le lenti da miope spesse un dito, i passi rapidi e sicuri di chi, da tanti anni, segue sempre lo stesso percorso, una strada che potrebbe fare ormai ad occhi chiusi. Era una figura inconfondibile quella di André Weil, il grande matematico, che a Princeton tutti conoscevano. E’ morto il 6 agosto 1998, all’età di 92 anni. E’ stato uno dei più grandi matematici di questo secolo, noto per il suo carattere stravagante e sicuramente poco socievole. A Princeton lo avevano soprannominato il "mostro sacro" e se togliete l'aggettivo avrete un'idea dell'opinione che molti suoi colleghi del prestigioso Institute for Advanced Study avevano di lui.
Leggi >>

 

 

Paul Erdös, il matematico errante di Federico Peiretti

"Era una persona di media statura, estremamente nervosa, e non riusciva mai a stare fermo. Il suo sguardo lasciava trasparire il fatto che era costantemente assorto in riflessioni di tipo matematico, un processo che interrompeva soltanto per pronunciare pessimistiche asserzioni sulla situazione mondiale, politica e in generale sulla condizione umana, che egli vedeva piuttosto nera. Se gli passava per la mente qualcosa di divertente, improvvisamente saltava per aria, agitava le braccia e tornava nuovamente a sedersi": così Stan Ulam, il matematico che collaborò alla realizzazione della bomba atomica americana, ricorda il suo primo incontro con Paul Erdös, uno dei più geniali ed eccentrici matematici di questo secolo.
Leggi >>

 

 

Sophie Germain di Federico Peiretti

Nel 1789, l'anno che segna l'inizio della rivoluzione francese, l'anno dell'assalto alla Bastiglia e della sua distruzione, una ragazzina di tredici anni, Sophie Germain, figlia di un ricco mercante parigino che nello stesso anno veniva eletto deputato All'Assemblea Costituente, scopriva il suo grande amore per la matematica.
Leggi >>

 

 

A beautiful mind, a bad film di Federico Peiretti

Una recensione del film di Ron Howard, interpretato da Russell Crowe, sulla vita di John Nash.
Leggi >>

 

 

Kovalevskaya: la matematica come immaginazione di Federico Peiretti

I fogli di un vecchio testo di analisi che tappezzavano le pareti della sua stanza, nella casa di campagna, furono per Sof'ja Kovalevskaya il primo incontro con la matematica. Aveva soltanto sei anni, ma la piccola Sof'ja era affascinata dai segni misteriosi di quelle pagine, diventate casualmente tappezzeria, e cercava di dare un significato a frasi e formule per lei incomprensibili.
Leggi >>

 

Io (professore) robot
Contro le aberrazioni dell’automazione in didattica
di Alessandro Perissinotto

Nel titolo di questo intervento ho voluto richiamare quello di una famosa raccolta di racconti di Isaac Asimov non solo perché mi sembrava di buon auspicio, parlando di tecnologie didattiche del prossimo futuro, rifarmi all’autorità del maestro indiscusso della letteratura di anticipazione, ma anche perché gli orizzonti che si vanno via via aprendo avanti a noi sembrano voler portare l’automazione, la robotizzazione anche là dove sembrava che non avrebbe mai avuto spazio, vale a dire nel campo dell’insegnamento: se fossi un apocalittico direi che il futuro delle tecnologie distruggerà il nostro mestiere di insegnanti.
Leggi >>

 

Scuola, la Cina batte gli Usa, americani costretti a copiare di Federico Rampini

PECHINO - L'America si arrende al made in China anche sui banchi di scuola. Allarmate dai pessimi risultati dei loro liceali in matematica e nelle scienze, dove i ragazzi asiatici sono molto più avanti, le autorità scolastiche Usa stanno importando dalla Cina i programmi di studio e i metodi d'insegnamento. La speranza, adottando la didattica cinese, è quella d'arrestare un declino che altrimenti avrà conseguenze sul livello scientifico dell'America e sulla competitività della sua industria.
Leggi>>

 

Obama vuole più prof di Matematica di Federico Rampini

"Più scienza nel futuro dei giovani è la chiave per avere una marcia in più, aumentare le chance di successo sul mercato del lavoro". Questo è il messaggio lanciato da Obama in occasione di una Fiera dele Scienze ospitata alla Casa Bianca. "Voglio centomila nuovi prof di matematica nelle nostre scuole, saranno loro a rendere l'America più competitiva". Un messaggio che, ci auguriamo, possa arrivare anche nel nostro paese.
Leggi>>

Cinderella, dalla dimostrazione automatica alla geometria dinamica di Silvano Rossetto Progetto Alice. n. 7, Vol. 3, anno 2002-I

La visualizzazione sul monitor di un computer è un ulteriore strumento (ultimo forse solo in senso cronologico) che si affianca a tutti gli altri sviluppati nel tempo per rendere percettibili, intuibili, sperimentabili, in qualche modo ‘reali’, concetti ‘astratti’ della matematica. L’ambito più naturale della visualizzazione è quello delle figure geometriche: si è visto negli ultimi anni, dato anche lo sviluppo delle tecnologie che rendono ora disponibili strumenti con adeguate velocità di calcolo, risoluzioni del monitor e numero di colori, un vasto fiorire di programmi che vanno sotto la categoria indicata con il termine geometria dinamica.
Leggi >>

 

Il dilemma del prigioniero di Cristina Scarcella

A tutti è capitato, e in genere accade spesso, di trovarsi di fronte ad un dilemma: una di quelle situazioni apparentemente insolubili in cui qualsiasi strategia ha i suoi pro e i suoi contro.
In questi casi qual è la cosa migliore da fare? Analizzare le possibilità e optare per la scelta che consenta di correre i minori rischi possibili e, allo stesso tempo, di garantire il risultato più alto. Il che spesso significa non ottenere il risultato migliore in assoluto, ma il migliore tra quelli che permettono di limitare i rischi.
Ma la maggior parte delle volte la partita è infinita, o perlomeno è finita tanto quanto lo può essere un essere umano. E allora il gioco si complica: le manches sono molte, ma a tutti non interessa vincere la battaglia, ma la guerra.
Leggi>>

 

La matematica non è un'opinione. La fede invece sì
di Vera Schiavazzi PANORAMA 4/12/2006

Lo studioso piemontese lavora a un nuovo libro in cui promette di attaccare ogni dogma della Chiesa. E intanto spiega come fa a rendere attraenti i numeri.
Leggi>>

 

Articoli esterni al sito

 

Le idee di base dell'Analisi Matematica di Giulio C. Barozzi, dal sito di Mauro Cerasoli

Il corpo di dottrina che oggi chiamiamo Analisi Matematica ha ricevuto questo nome in epoca relativamente recente, anche se le idee di base affondano le proprie radici nella matematica greca classica. Il grande matematico svizzero Leonhard Euler (latinizzato Eulero) intitolava il suo più importante trattato Introductio in Analysin Infinitorum, pubblicato nel 1748. In esso si tentava una sistemazione delle conoscenze acquisite fino all'epoca della redazione dell'opera stessa, sulla base dei risultati di G.W. Leibniz e I. Newton, che a loro volta avevano sfruttato acquisizioni di B. Cavalieri, E. Torricelli, I. Barrow, e così a ritroso, fino ai grandi nomi dell'antichità greca, primo tra tutti Archimede.
http://space.tin.it/scienza/maurocer/Text08.htm

 

 

Tecnologia e didattica della Matematica

"La storia è cominciata circa trenta anni fa con il lancio della prime calcolatrici scientifiche:
ricordo la HP 35 (così chiamata perché aveva 35 tasti) e tutte le altre che sono seguite,
sempre più sofisticate. Qual è stato l’influsso delle calcolatrici sul mondo della scuola? Non
piccolo: mandò in pensione in breve tempo le tavole dei logaritmi e il regolo calcolatore.
Ma non provocò una rivoluzione nell’insegnamento": così inizia un intervento di Giulio Cesare Barozzi sulle nuove tecnologie.
http://matematica.uni-bocconi.it/convegno/Milano2002.pdf

 

 

Matematica e Guerra di Bernhelm Booß-Bavnbek e Jens Høyrup, Lettera Pristem 47

Fisici, chimici e biologi, per tradizione, sono abituati a discutere i meta-aspetti della loro disciplina, e tra questi l’uso (e l’abuso) a scopi militari delle conoscenze prodotte dal loro lavoro. Queste preoccupazioni sono rare tra i matematici.
Nel mese di agosto 2002, dal 29 al 31, il silenzio è stato infranto: 42 matematici, storici della matematica, storici e analisti militari, filosofi si sono ritrovati nella storica base navale di Karlskrona per discutere.
http://matematica.uni-bocconi.it/matematica-guerra/home.htm

 

 

Divulgare la matematica? come e perché di Umberto Bottazzini, dagli Atti del Convegno, Il valore della Scienza, Pisa 6 novembre 1999.

Il titolo di questo incontro "Il valore della scienza" per molti di noi, anche se forse non per gli studenti, ha un suono familiare. Ci ricorda il titolo di un celebre volume di Henri Poincaré, il grande matematico francese vissuto nella seconda metà dell’Ottocento e morto agli inizi del nostro secolo. Un volume che, come un altro dello stesso autore, "La scienza e l’ipotesi" ebbe una fortuna straordinaria.
http://www.lalimonaia.pisa.it/news/valsci/bottazzini.html

 

 

Una vita ben distribuita, di Piergiorgio Odifreddi, PRISTEM - Eleusi, Università Bocconi, Milano

Dopo aver messo il teorema ai voti, il professore decide: "poiché la maggioranza degli studenti è favorevole, lo dimostriamo". Non è il comportamento solito al quale ci ha abituato la scuola, ma lo era per Laurent Schwartz: uno dei massimi matematici del Novecento, che a ottantadue anni ci ha narrato la propria vita in "Un mathématicien aux prises avec le siècle (Odile Jacob, 1997)".
http://matematica.uni-bocconi.it/schwartz/schwartz.htm

 

 

Wittgenstein la leggenda di un genio di Piergiorgio Odifreddi, La Repubblica, 27 aprile 2001

Il 29 aprile 1951 moriva a Cambridge di cancro Ludwig Wittgenstein, considerato da molti il più rappresentativo filosofo del Novecento. Una misura dell'interesse suscitato dal suo nome si può facilmente valutare con una ricerca in rete: su Google si ottengono addirittura 120.000 riferimenti (tanto per capirci, per Umberto Eco ce ne sono meno della metà: "soltanto" cinquantamila).
http://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/010427.htm

 

 

La matematica di Piero, Il grande artista era anche studioso di numeri e proporzioni, di Tullio Regge, LA STAMPA, 9/11/03

Un originale articolo di Regge su Piero della Francesca. Scrive: "Se mi potessi reincarnare e ricominciare da capo forse cambierei mestiere, lascerei la fisica e mi occuperei di storia dell'arte".
Leggi >>