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SEMBRA proprio che i disfattisti che annunciavano la fine del mondo per il 20 dicembre 2012, si siano sbagliati per eccesso di ottimismo. Le calamità naturali di questi giorni, dalla Thailandia all' Italia, unite alle crisi economiche e politiche mondiali, fanno infatti sospettare che il momento della resa dei conti risulti essere ormai imminente. E, addirittura, che possa arrivare oggi stesso! Naturalmente, le previsioni sulla fine del mondo possono solo essere smentite, perché se venissero confermate non rimarrebbe più nessuno a testimoniarle. La saggezza impone dunque di non farle, ma nell' attesa della mezzanotte possiamo almeno domandarci perché la fine del mondo non venga mai prevista per una data "qualunque", bensì sempre per qualche giorno numerologicamente significativo: ad esempio, appunto, il 20.12.2012 o l' 11.11.11. 1Cosa c' è, in certi numeri, che ce li rende più attraenti o misteriosi di altri? Da un certo punto di vista, la data di oggi è unica, nel senso che non ce ne sono altre in cui tutte le cifre sono uguali. Anche se, naturalmente, in queste faccende si bara sempre un po' : nel caso in questione, sottointendendo il 20 nel 2011. Se fossimo vissuti 900 anni fa, oggi sarebbe stato addirittura l' 11.11.1111, ma anche così possiamo comunque accontentarci. Chi non vuole barare, basta che incominci una novena,e la finirà esattamente il 20.11.2011. Ma per ora preoccupiamoci dell' 11.11.11, che per un numerologo è proprio un bel numero! Ad esempio, se lo si moltiplica per se stesso, si ottiene un palindromo composto dalle cifre dall' 1 al 6, e cioè 12.345.654.321. Viceversa, il 111.111 si ottiene da quelle stesse cifre, moltiplicando 12.345 per 9, e aggiungendo 6. A dire il vero, non c' è niente di miracoloso in tutto questo: cose analoghe succedono per tutti i numeri composti di sole unità, come ci si può divertire a verificare partendo dall' 11, il cui quadrato è uguale a 121 e che si ottiene moltiplicando 1 per 9 e aggiungendo 2, e finendo con il 111.111.111, che fa analogamente intervenire tutte le cifre dall' 1 al 9. Da un altro punto di vista, l' 11.11.11 non è un numero primo, e risulta essere il prodotto di 3 per 7 per 11 per 13 per 37. E qui i numerologi fanno festa, perché ciascuno di questi fattori ha interesse di per sè. Ad esempio, 3 enumera le ubique triadi che costellano il pensiero umano, dalle Grazie e le Furie alla Trinità e la Sacra Famiglia. 2Sul 7 si potrebbe scrivere un libro intero, che includerebbe le note musicali, i colori dell' arcobaleno, i giorni della settimana, le meraviglie del mondo, i peccati capitali e i sacramenti. L' 11 e il 13 sono invece da prendere con le molle, perché costituiscono il difetto e l' eccesso del 12, che enumera le costellazioni, i mesi dell' anno, le ore del giorno e della notte, le tribù di Israele e gli apostoli di Cristo. Quanto al 37, a prima vista sembrerebbe un numero non interessante. Ma deve esserlo per forza, perché tutti i numeri sono interessanti! Parte del fascino dei numeri sta appunto nella possibilità di giocarci in questa maniera prescientifica e parascientifica, andando a caccia dei supposti segreti magici che essi nasconderebbero e racchiuderebbero. Il condizionale rivela che oggi noi consideriamo la numerologia semplicemente come una malattia infantile dell' aritmetica. Come lo sono l' astrologia, l' alchimia o la mitologia rispetto all' astronomia, alla chimica o alla storia. Ma per potersi vaccinare nei confronti di tutte queste malattie infantili, il pensiero ha dovuto percorrerne le rispettive strade. Gli antichi non potevano infatti sapere a priori quali fosseroi percorsi fecondi ed erano dunque giustificati nel provare a seguirli tutti. Tra le patrie della numerologia antica si annoverano l' Egitto, l' India, la Cina, Israele e la Grecia. In quest' ultima, in particolare, Pitagora elaborò una concezione mistica dei numeri che non si limitava a determinarne le proprietà specificamente aritmetiche, ma assegnava loro caratteristiche genericamente numerologiche. Ad esempio, i pari venivano considerati femminili, perché si potevano dividere,ei dispari maschili, per contrapposizione. Il6 invece era perfetto, in quanto uguale alla somma dei suoi divisori propri (1, 2 e 3). Il più noto trattato numerologico non appartiene però alla cultura occidentale, ma a quella orientale.
3Si tratta infatti di uno dei cinque classici confuciani, l' I ching o Libro dei mutamenti, che presenta una visione binaria del mondo basata sui 64 esagrammi ottenuti disponendo in tutti i modi possibili sei segmenti interi o spezzati. O, se si preferisce, basata sui numeri da 0 a 63 scritti in base 2, invece che in base 10: cioè, usando soltanto le cifre 0 e 1, come fanno i calcolatori elettronici, invece che le cifre da 0 a 9, come fanno quelli umani. In questo sistema, 11.11.11 non è altro che la rappresentazione binaria di 63, appunto. E corrisponde all' esagramma Ch' ien, "Il Creativo" o "Doppio Cielo", costituito da sei segmenti interi. La sentenza che l' I Ching gli associa è: "Il Creativo opera con sublime successo. E' propizio essere perseveranti e corretti". Chi si contenta, gode: Carl Gustav Jung, ad esempio, che nel 1949 dedicò una famosa introduzione all' opera. Leibniz invece ne rimase turbato, quando seppe dai missionari gesuiti in Cina di essere stato preceduto di millenni nella sua scoperta del sistema binario. Ma non sempre queste cose funzionano: anzi, quasi mai. Newton, ad esempio, commentò inutilmente l' Apocalisse di Giovanni, il classico cristiano della numerologia, nel tentativo di scoprire il significato recondito del numero 666 della Bestia, che lui credette di identificare nel Papa. Ma non ci sono papi, o santi, che tengano: la numerologia è sterile perché pretende di usare la matematica come uno strumento a priori di analisi del mondo, mentre la scienza ci ha dimostrato che solo un suo uso a posteriori è fecondo. Dunque, divertiamoci pure con amenità come l' 11.11.11, purché ricordiamo che si tratta appunto soltanto di ameni divertimenti.

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