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Matematica e... Calcolatori
mentali
di Federico Peiretti
1. Calcolatori
prodigio del passato
2. Calcolatori
moderni
3. Il nuovo campione
4. I matematici
in difficoltà nei calcoli
5. Tecniche e
trucchi per il calcolo mentale
6. Il segreto
dei calcolatori prodigio giapponesi
7. In libreria
e in rete
1. Calcolatori
prodigio del passato
Chi
potrebbe immaginare oggi un calcolatore prodigio, fra Carlo Verdone
o Gigi Proietti, uomo di spettacolo, con alto indice di gradimento?
Eppure succedeva, in un passato neanche molto lontano, fino a cinquant’anni
fa, quando i calcolatori prodigio riempivano i teatri di tutto il mondo.
E il più popolare era un piemontese, Giacomo Inaudi, nato nel
1867 a Roccabruna, un bel paesino del cuneese, vicino a Dronero. Sembra
che a sette anni fosse già in grado di fare a mente moltiplicazioni
di cinque cifre. Persa la madre, ancora giovanissimo, se ne andò
con il fratello maggiore in Provenza. Il fratello suonava la fisarmonica
e lui, facendosi accompagnare da una marmotta, passava a raccogliere
i soldi fra la gente. Per aumentare gli incassi, chiedeva ai passanti
di sottoporgli lunghe e complicate operazioni di calcolo, che risolveva
a mente tra lo stupore generale.
In
seguito fece il cameriere in un caffè di Marsiglia e diventò
popolare per la sua abilità nel fare a mente i conti degli avventori
e operazioni impossibili. Scoperto da un grande impresario, passò
dal caffè al teatro, proseguendo a livello internazionale la
sua prestigiosa carriera, al termine della quale si ritirò alla
periferia di Parigi, dove morì nel 1950. In un vecchio libro
di presentazione del paese di Roccabruna, viene segnalato tra i roccabrunesi
illustri:
“Era alto m. 1,52, corpo massiccio, di carattere dolce e modesto,
usava tenere un atteggiamento riservato […] A 22 anni si esibì
a Parigi nel teatro di Houdin ottenendo un successo straordinario […]
Nel 1926 lo troviamo ancora in Francia, dove viene segnalato nelle riviste
enciclopediche e dal prof. M. Lebesgue in un libro di introduzione alla
teoria sui numeri”. A Roccabruna gli è stata dedicata una
via: “Fu un genio della matematica” recita la motivazione,
un po’ esagerata.
Le operazioni che Inaudi eseguiva in teatro, impiegando normalmente
una decina di minuti per risolverle tutte, erano le seguenti:
- una sottrazione fra due numeri di ventun
cifre
- un’addizione di cinque numeri di
sei cifre ciascuno
- il quadrato di un numero di quattro cifre
- la divisione di due numeri di quattro
cifre
- la radice cubica di un numero di nove
cifre
- la radice quinta di un numero di dodici
cifre
Inaudi iniziava ripetendo, ad alta voce,
le cifre proposte dagli spettatori, mentre un assistente le scriveva
su una lavagna, alla quale egli voltava le spalle. Successivamente l’assistente
scriveva i risultati che Inaudi gli dettava e alla fine il calcolatore
prodigio ripeteva, sempre senza guardare la lavagna, tutte le cifre
che erano state scritte, in genere da trecento a quattrocento, fra gli
applausi del pubblico.
Nel 1880 Inaudi venne esaminato dall’antropologo Pierre Paul Broca
che scrisse: “Il ragazzo è molto intelligente, il suo sguardo
è vivo e la sua fisionomia animata. Non ha alcuna timidezza,
non sa scrivere né leggere. Ha i numeri in testa, ma non li scrive.
Un autografo di Giacomo
Inaudi, quando finalmente imparò a leggere e scrivere.
Immagine da http://users.lk.net/~stepanov/mnemo/binetf.html
Prima di Inaudi, fin dal Settecento, alcuni
calcolatori prodigio avevano raggiunto una certa notorietà, come
Tom Fuller, uno schiavo negro portato in Virginia all’età
di 17 anni e soprannominato “Il calcolatore della Virginia”.
In merito alla sua abilità di calcolo si racconta che un giorno,
quando aveva già settant’anni, gli venne chiesto a bruciapelo
quanti secondi ci fossero in un anno e mezzo. Fuller rispose, in meno
di due minuti, 47 304 000. Subito dopo gli venne chiesto quanti secondi
aveva già vissuto un uomo di settant’anni, diciassette
giorni e due ore. Fuller rispose velocemente 2 210 800 800.
Jedediah Buxton, contemporaneo di Fuller,
era invece un operaio inglese che non aveva mai frequentato una
scuola e non era neppure in grado di fare la propria firma. Oltre alla
sua straordinaria abilità di calcolatore mentale, riusciva a
misurare grandi distanze e superfici, percorrendole a piedi con passo
regolare, sempre uguale. E’ stato per questo, molto probabilmente,
l’ultimo dei bematisti, come si chiamavano nell’Antica
Grecia i misuratori di distanze per mezzo del passo o bema,
l’unità di misura del passo appunto, corrispondente a 0,74
metri. Buxton venne studiato dal celebre neurologo Oliver Sacks, che
scrisse: “Quando gli chiesero quanto sarebbe stato necessario
pagare per ferrare un cavallo fantastico con 140 zoccoli, se il prezzo
fosse stato di un farthing (antica moneta da un quarto di penny)
per il primo ferro, il doppio per il secondo e così via,
sempre raddoppiando, per i ferri successivi:
725.958.096.074.907.868.531.656.993.638.851.106 sterline, 2 scellini
e 8 penny – rispose prontamente Buxton.
E
analfabeta era anche un ragazzo siciliano cieco, figlio di un
pastore, soprannominato “Mangiamele”. Nel 1837, quando aveva
dieci anni, venne accompagnato a Parigi per essere esaminato dai membri
della Académie des Sciences. Riportiamo una delle operazioni
che gli sottoposero: “Se prendiamo un numero e sommiamo il suo
cubo a 5 volte il suo quadrato e a 43 volte il numero stesso e sottraiamo
poi 40 al risultato, otteniamo zero. Qual è questo numero?”
Mentre Arago, uno dei membri dell’Accademia, stava ancora ripetendo
la domanda, Mangiamele rispose: “E’ il numero 5!”.
Ma il primo calcolatore, uomo di spettacolo,
è stato Zerah Colburn, un americano celebre per avere mani e
piedi con sei dita, invece di cinque, il quale si esibì nei teatri
di tutto il mondo. Aveva otto anni quando venne portato a Londra dove
stupì il pubblico, che era venuto al suo spettacolo, risolvendo
correttamente e in pochi secondi operazioni di questo genere: la sedicesima
potenza di 8, la radice quadrata di 106.929, la radice cubica di 268.336.125,
il numero dei secondi in 48 anni.
In Inghilterra, nel 1818, all’età di quattordici anni si
trovò di fronte, in una storica sfida, un altro celebre calcolatore
prodigio, un ragazzo inglese di dodici anni, George Parker Bidder, figlio
di uno scalpellino. A vincere la sfida, secondo i resoconti americani,
fu Colburn, secondo gli inglesi fu Bidder. Quest’ultimo ebbe poi
una brillante carriera come ingegnere civile.
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| George Parker Bidder,
1806 – 1878, a sinistra, all’età di nove anni
e Zerah Colburn, 1804 – 1840, a destra all’età
di otto anni. Immagini da http://www.scienceandsociety.co.uk/ |
2. Calcolatori
moderni
Oggi
i calcolatori mentali non fanno più spettacolo, ma è ancora
impressionante vederli all’opera, su calcoli che sono diventati
sempre più complicati. Fra i grandi campioni ricordiamo il russo
Jakow Trachtenberg (1888 - 1953) noto per aver inventato il Metodo
Trachtenberg, per lo sviluppo del calcolo mentale, un metodo che
aveva potuto approfondire durante la sua prigionia in un lager nazista,
dov’era stato rinchiuso nel periodo della Seconda Guerra mondiale,
come prigioniero politico. Dopo la guerra si stabilì in Svizzera,
dove iniziò a insegnare le sue tecniche di calcolo mentale e
divenne presto molto popolare. Ebbe un successo particolare con i bambini
che avevano difficoltà con il tradizionale metodo di insegnamento
della matematica. Nel 1950 fondò a Zurigo il Mathematical Institute,
noto a livello internazionale per i suoi metodi di insegnamento.
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| Shakuntala Devi |
Shakuntala Devi, nata in India, a Bangalore,
nel 1939, è invece una delle rare donne riconosciute come calcolatrici
prodigio. Tra i suoi record, il calcolo, in 28 secondi di un prodotto
di due numeri di 13 cifre, scelti a caso da un computer:
7.686.369.774.870 x 2.465.099.745.779.
La sua risposta corretta è stata:
18.947.668.177.995.426.462.773.730.
“Che ci crediate o no, non ho mai imparato a usare il computer
– afferma Devi, che più che matematica si autodefinisce
matemagica e aggiunge – Lo scopo della mia vita è di convincere
tutti, in particolare i bambini, che la matematica è divertente,
che è un’esperienza affascinante. E al centro dell’insegnamento
della matematica ci deve essere per noi la matematica
vedica in modo da salvare la gloriosa tradizione della matematica
indiana”.
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| Tathagat Avatar Tulsi |
Un altro grande campione è ancora
un indiano, Tathagat Avatar Tulsi, nato a New Delhi nel 1987, abilissimo
calcolatore mentale, che all’età di 12 anni aveva già
conseguito il “Master of Science” universitario in
Fisica. Ed è entrato per questo nel Guiness dei primati come
“Youngest Masters Graduate”. "Personalmente non ho
alcun interesse per la matematica pura – dichiara – Voglio
andare oltre e studiare la realtà per il bene dell’umanità”.
L’ultimo calcolatore prodigio che
ha ancora avuto la fortuna di esibirsi in teatro è stato William
Klein, nato ad Amsterdam nel 1912. Il suo interesse per i calcoli iniziò
quando aveva otto anni e scoprì la fattorizzazione. “A
scuola – ricorda Klein – dovevamo scomporre i numeri
in fattori fino a 500. Poi continuai per conto mio fino a 10.000, 15.000,
20000. Poiché si ottengono sovente combinazioni simili
di fattori, è logico che sappiamo, ad esempio, che 2.537 è
43 per 59, e stiamo facendo una piccola esibizione per la nonna dei
vicini che festeggia gli ottant’anni, e loro ci chiedono quando
fa 43 per 59, rispondiamo immediatamente 2.537”. Klein si
esibì nel primo dopo guerra come calcolatore prodigio truccato
da fachiro indiano, con barba finta. Non parlava mai e scriveva i risultati
su una lavagna, mentre un suo assistente li declamava. Proseguì
poi la sua carriera al seguito di una compagnia teatrale. Nel 1949,
quando era a Bruxelles, perse tutti i suoi risparmi e ripartì
da zero, adattandosi a girare fra i nightclub e le birrerie della città
con un amico che suonava la chitarra: “Poi entravo io con i miei
numeri e le mie operazioni – ricorda Klein – mentre il mio
amico girava fra i tavoli con il cappello in mano”.
Nell’estate del 1958, durante una tourné in Svizzera, andò
a visitare il CERN, il Centro Europeo per la Ricerca Nucleare, dove
riuscì a farsi assumere e dove rimase per diciotto anni. “Dal
1958 al 1965, quando i computer non erano ancora molto sviluppati –
ricorda Klein – avevo molto lavoro da svolgere con i fisici del
Centro che non erano in grado di trovare il software necessario per
le loro ricerche né di realizzarlo personalmente. Poi le cose
cambiarono, quando i giovani fisici impararono a produrre il software
di cui avevano bisogno. Ma nessuno ebbe mai l’idea di chiedere
il mio licenziamento, se non altro per problemi di pubblica immagine”.
J.Bernstein, che lo ha incontrato al CERN, così lo ricorda: "Nell'estate
del 1961 a Ginevra mi capitò di lavorare con William Klein, programmatore
e analista numerico del CERN, uno dei più veloci calcolatori
umani che siano mai vissuti. Passavo l'estate studiando fisica al CERN
e lavoravo con un amico a un certo problema; dopo circa una settimana
eravamo giunti a una formula algebrica, ammirevole per diversi aspetti,
che desideravamo calcolare. Il CERN aveva a disposizione un grosso calcolatore
Ferranti Mercury, ma dato che a quel tempo non sapevamo nulla sui calcolatori
chiedemmo aiuto e arrivò Klein. Guardò per pochi secondi
la nostra formula borbottando qualcosa in olandese e poi ci diede dei
valori numerici per alcune delle parti più difficili di essa;
ciò gli serviva, disse, per impostare nella maniera più
efficace il programma per il calcolatore”.
Nel 1974, Klein si appassionò al problema dell’estrazione
di radice per grandi numeri. Tra i suoi record, nel 1974, l’estrazione
della radice 23ma di un numero di 200 cifre in 18 minuti e 7 secondi,
nel 1975 ridusse il suo tempo a 10 minuti e 32 secondi. Continuò
poi a migliorare i suoi risultati, arrivando nel 1981 al National
Laboratory for High Energy Physics di Tsukuba in Giappone a calcolare
la radice tredicesima di un numero di 100 cifre in 1 minuto e 28,8 secondi.
3. Il nuovo
campione
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| Alexis Lemaire |
Ora il campione mondiale di calcolo mentale,
entrato giustamente nel Guiness dei primati, è uno studente d'informatica
francese, Alexis Lemaire, 24 anni di Reims. La notizia è recente:
il 3 giugno del 2005, in 267,765 secondi, meno di cinque minuti,
ha estratto la radice tredicesima di un numero di 200 cifre, scelto
a caso da un computer, dopo 577 tentativi. Testimoni d’eccezione
i due matematici Jean-Paul Delahaye et Stanislas Dehaene. L’occasione
è stato il Sesto Salone della cultura e dei giochi matematici,
organizzato a Parigi dal CIJM, Comité international des jeux
mathématiques. La prova si è svolta in questo modo: davanti
a Lemaire scorrevano i numeri casuali presentati dal computer e lui
li poteva scartare oppure tentare una risposta. La risposta esatta è
arrivata dopo una sequenza di 577 numeri. Suo era già il record
precedente ottenuto il 6 aprile del 2005, con 513 secondi, dopo 742
tentativi, per lo stesso tipo di operazione, e aveva già stupito
l’ambiente matematico quando nel dicembre del 2004 aveva battuto
il record mondiale del tedesco Gert Mittring, calcolando la radice tredicesima
di un numero di 100 cifre in 3,62 secondi, contro i 13,55 secondi di
Mittring. Il primo record registrato nel Guiness per lo stesso tipo
di operazione è del 1970: 23 minuti.
Successivamente, sempre con numeri di cento cifre, come abbiamo già
visto, William Klein, era arrivato nel 1981 a 1,29 minuti. Ma nessuno
prima di Lemaire aveva mai tentato di calcolare mentalmente la radice
tredicesima di un numero di duecento cifre. “L’operazione
del mio nuovo record – ha dichiarato Lemaire – è
cento volte più complicata di quella che avevo affrontato con
Mittring, perché in questo caso c’è soltanto una
probabilità su circa 400.000 miliardi di indovinare casualmente
la risposta esatta, contro una probabilità su 8 milioni per l’operazione
di dicembre”.
Per esercitarsi nei calcoli mentali Lemaire si serve di una calcolatrice
scientifica che gli consente di risolvere rapidamente una gran quantità
di operazioni e di esplorarne le caratteristiche. “A dodici anni
– dice – iniziai a fare del calcolo mentale in pubblico,
per gioco. Ad esempio, a scuola ero in grado di risolvere operazioni
del tipo 473 diviso 7, dando istantaneamente il risultato con tutti
i decimali che comparivano sulla calcolatrice”.
Lemaire, che nel suo tempo libero sta studiando contemporaneamente quaranta
lingue. Ha promesso che presto rivelerà, almeno in parte, la
sua tecnica di calcolo.
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Jean-Paul Delahaye, testimone della sua
prova, ha dichiarato: “Lemaire è riuscito a elaborare un
algoritmo di calcolo specifico per questo tipo di operazioni e a controllarne
molto bene la tecnica. Per ridurre al minimo i tempi di calcolo, sfrutta
inoltre la sua formidabile memoria” spiega Delahaye –
e come sanno tutti gli sportivi, per arrivare al successo e necessario
un allenamento intensivo. In questo caso non dei suoi muscoli, ma dei
suoi neuroni”.
Perché, si chiederà il lettore, la radice tredicesima?
L’estrazione di radici con indice un numero primo, impedisce
di arrivare al risultato con una scomposizione in radici più
semplici. Un esempio, banale: per estrarre la radice ottava di 256,
potremmo ripetere semplicemente tre volte la radice quadrata.
"La scienza del calcolo mentale – afferma Lemaire –
non è mai stata approfondita e ci sono un sacco di cose da scoprire".
Aggiornamento: Dopo
la pubblicazione di questo lavoro, Alexis Lemaire (che oggi non è
più studente, ma ricercatore nel campo dell'intelligenza artificiale,
a Reims) ha stabilito due nuovi record. Il primo a New York dove, il
15 novembre 2007, in 72,4 secondi ha trovato la radice tredicesima 2.397.207.667.966.701
di un numero di 200 cifre. L'ultimo è dell'11 dicembre 2007 ,
al Museo delle Scienze di Londra, dove in 70,2 secondi ha trovato la
radice tredicesima 2.407.899.893.032.210 del numero di 200 cifre:
91 474 397 281 474 512 894 803 677 416 201 430 283 564 210 503 432 385
339 561 327 276 933 454 229 609 304 646 471 925 094 518 114 771 016
258 896 592 907 441 426 349 897 556 504 145 570 960 203 925 503 679
105 245 199 142 338 806 082 494 254 050 610 000 000 000 000.
Il numero è stato scelto a caso da un computer e con la sua impresa
Lemaire ha stabilito il nuovo record mondiale.
4. I matematici
in difficoltà nei calcoli
I matematici sono per tradizione dei pessimi
calcolatori che si perdono anche nel più banale conto della spesa.
Ci sono state comunque delle eccezioni. Alcuni matematici sono stati
degli autentici calcolatori prodigio.
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| John Wallis, 1616 – 1703 |
Citiamo, ad esempio, John Wallis
che, si racconta, riuscì a calcolare mentalmente la radice quadrata
di 3 x 1040, impiegando però diverse ore per arrivare al
risultato. Gauss si vantava di aver imparato a far di conto all’età
di tre anni, prima ancora di saper parlare. Si racconta che trovò
un errore nei conti fatti dal padre per il salario di alcuni suoi dipendenti.
Von Neumann strabiliava i colleghi di Los Alamos per la sua rapidità
nei calcoli a mente, a 6 anni era già in grado di dividere mentalmente
due numeri di otto cifre, a 8 anni conosceva perfettamente l’analisi
infinitesimale e a 12 aveva già letto, e capito, la Teoria delle
Funzioni di Borel. L’unico matematico che abbia descritto dettagliatamente
i suoi procedimenti di calcolo mentale è stato Alexander Craig
Aitken (1895 – 1967), docente all’Università di Edinburgo.
Ecco, ad esempio, la sua spiegazione del
calcolo di 123 per 456:
“Per prima cosa osservo che 123 per 45 è 5535 e che 123
per 6 è 738. Quindi 5535 più 738 dà 56.088. Nel
momento in cui registro 56.088, ho verificato che dividendo questo numero
per 8, ottengo 7011 che diviso per 9 dà 779. So che 779 è
41 per 19. E 41 per 3 è 123, mentre 19 per 24 è 456. E’
una verifica, come si vede dell’operazione stessa. Per tutti questi
calcoli impiego circa un secondo”.
In generale, possiamo dire che sovente i matematici procedono per errori
e approssimazioni successive. Ma sono proprio i dubbi dei matematici,
i loro errori, che fanno progredire la matematica e che la rendono più
"umana". Non si scoraggi quindi lo studente che ci sta leggendo,
se ha sbagliato i calcoli di una espressione algebrica, non vuol dire
che non sa la matematica, ma soltanto che non è un computer.
5. Tecniche
e trucchi per il calcolo mentale
Vogliamo rivelare al lettore un trucco,
molto semplice, grazie al quale potrà passare per calcolatore
prodigio e strabiliare gli amici. Si tratta di moltiplicare fra loro
due numeri di nove cifre. Il primo numero però è fisso
e dovrà essere fornito da un compare o dallo stesso calcolatore:
142 857 143. Il risultato di questo numero “magico”, moltiplicato
per qualsiasi altro numero, sempre di nove cifre, è il numero
che si ottiene scrivendo il secondo numero due volte di seguito, dividendo
poi il numero così ottenuto per 7, e questa è l’unica
operazione richiesta. Ad esempio, moltiplichiamo 142 857 143 per 546
321 188. Il prodotto è il risultato della divisione di
546 321 188 546 321 188 per 7: 780 458 840 780 458 84.
Senza trucchi possiamo arrivare a risolvere
mentalmente moltiplicazioni con numeri di due o tre cifre. Nei casi
più semplici, ad esempio, se uno dei due fattori è
una potenza del 10, non ci sono difficoltà: sappiamo che ogni
unità viene spostata di tante posizioni quanti sono gli zeri
della potenza del dieci. Per moltiplicare 765 per 1000, aggiungiamo
quindi i tre zeri e in questo modo le unità diventano migliaia,
le decine diventano decine di migliaia e le centinaia, centinaia di
migliaia: 765.000. Anche per moltiplicazioni riconducibili a potenze
del 10, il gioco è semplice. Ad esempio:
74 x 101 = 74 x 100 + 74 x 1 = 7.400 + 74 = 7474
Al di là di questi calcoli particolari, la maggior parte di noi
si ferma. Ma non sarebbe difficile cercare altre proprietà, come
fanno i calcolatori prodigio, ad esempio, come abbiamo detto, studiando
meglio la scomposizione in fattori.
C’è un metodo però che ci consente di fare rapidi
progressi. Si utilizza, per la moltiplicazione, una tecnica nota
come schema a crocetta, completamente diversa dalla tecnica
che tutti noi conosciamo. E’ proprio uno dei metodi usati dai
calcolatori mentali, esposto già nel Quattrocento da Luca Pacioli
nel suo libro Summa de Arithmetica. Si tratta di moltiplicare
ogni cifra di un numero per tutte le cifre dell’altro numero,
secondo lo schema indicato negli esempi di figura. Successivamente si
sommano i risultati parziali così ottenuti. Questo calcolo richiede
soltanto una certa attenzione all’ordine delle unità che
via via si ottengono, ad esempio, unità per decine saranno ancora
decine, decine per decine saranno centinaia. Attenzione inoltre ai riporti.
Per capirci eseguiamo, ad esempio, la moltiplicazione 23 x 46, lasciando
l’altra operazione di figura al lettore.
Certo con numeri di più di tre cifre il gioco diventa complicato.
Ma con un po’ di allenamento si potrà veramente passare
per un genio del calcolo. Buon divertimento.
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Vediamo lo
schema dell’operazione di destra, tenendo presente che tutto
dev’essere svolto mentalmente. Abbiamo, partendo naturalmente
dalle unità: 23 x 46 = 18 unità, cioè 8 più
una decina + 24 decine più una di riporto, cioè
5 decine più 2 centinaia + 8 centinaia più 2 di
riporto, cioè zero centinaia più un migliaio. Al
solito, la teoria è sempre più complicata della
pratica: lasciate perdere la spiegazione e provate a risolvere
personalmentequalche operazione, controllando ogni volta il risultato
su una calcolatrice. |
6. Il segreto
dei calcolatori prodigio giapponesi
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| Un ragazzo giapponese al calcolo
sul Soroban |
Perché i giapponesi sono così
bravi nel calcolo mentale? Il loro segreto è il Soroban,
ovvero il tipo di abaco in uso in Giappone, che imparano a usare
fin da piccoli, prima di imparare a scrivere. Questo strumento, unito
a una particolare tecnica di meditazione, l’Anzan
(che significa letteralmente “calcolo mentale”) produce
dei formidabili e giovanissimi calcolatori prodigio.
Per capire come funziona e come si usa il Soroban, e molti
altri tipi di abaco, si veda la pagina di Polymath Informatica
e… abaco. L’Anzan che potremmo definire
“lo zen e l’arte di eseguire dei calcoli”, sviluppa
la capacità di concentrazione. Si tratta, in pratica, di proiettare
il Soroban nella propria mente e spostare le palline delle
varie unità soltanto mentalmente e non sull’abaco reale.
Certo è necessario un grande allenamento, ma i risultati sono
eccezionali.
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| Soroban giapponese |
Uno dei grandi campioni è Hiroaki
Tsuchiya, un giovane di diciott’anni che oggi frequenta
il Post – Doc all’Università di Erlangen. A tredici
anni aveva già vinto, a Kyoto, il titolo nazionale di campione
di Anzan calcolando a mente, in pochi secondi, 992,587318 diviso
5.647,723: 0,17575000013279688115015555826658. “E’
fondamentale una grande capacità di concentrazione – osserva
Hiroaki – se ti distrai, hai perso”.
I giapponesi, nonostante il proliferare dei computer, non hanno mai
abbandonato l’Anzan, che viene praticato parallelamente
alla meditazione buddista e serve non solo per migliorare le proprie
capacità di calcolo, ma essenzialmente come aiuto psicologico
nell’affrontare lo studio scolastico della matematica. “Usare
le calcolatrici porta la nebbia nel cervello – afferma il maestro
Kazuyuki Takayanagi – molto meglio l’Anzan, che
può liberare energie sconosciute anche nella vita quotidiana”.
Invece di pensare al numero 1 – osserva ancora il maestro Koji
Suzuki – possiamo immaginare di avere una mela in tasca. E’
concreta, ha un peso. Con l’Anzan dobbiamo cercare di
vedere le palline dell’abaco.”E’ impressionante vedere
i campioni di Anzan all’opera, con le loro dita che si
muovono velocissime su un immaginario Soroban, spostando immaginari
blocchi di palline.
7. In libreria
e in rete
J.Bernstein, La macchina analitica,
Il saggiatore, 1963
Jakow Trachtenberg, Ann Cutler, Rudolph
Mcshane, The Trachtenberg Speed System of Basic Mathematics,
Souvenir Press, 1989
W. J. Howard, Doing Simple Math
in Your Head, Chicago Review Press, 2001
Henry Sticker, How to Calculate
Quickly : Full Course in Speed Arithmetic, Dover Publications,
1955
Shakuntala Devi, Awaken The Genius
In Your Child, Vega, 1999
Shakuntala Devi, Puzzles to Puzzle
You, Orient Paperbacks,India, 2005
Un ampia e accurata selezione di articoli
e documenti preziosi, dedicati ai calcolatori prodigio:
http://users.lk.net/~stepanov/mnemo/mnemoare.html
Il sito di J. Trachtenberg:
http://www.speed-math.com/
La matematica vedica:
http://www2.polito.it/didattica/polymath/htmlS/argoment/Matematicae/Dic_07/Vedica.htm
http://www.hinduism.co.za/vedic.htm
Calcolatori mentali:
http://encyclopedia.laborlawtalk.com/Mental_calculator
L’home page di Alexis Lemaire:
http://www.13throot.com
Le Olimpiadi dei giochi della mente:
http://www.msoworld.com/
Il manuale del perfetto abachista:
http://webhome.idirect.com/~totton/soroban/Manual.pdf
Federico Peiretti
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