Mathématiques a venir 2009

La prima volta era stato nel 1987 e, ora, a distanza di 22 anni sono tornati a riunirsi gli «Stati Generali» francesi della matematica, “per analizzare la situazione della matematica nei suoi rapporti attuali con la società”. La motivazione più evidente per questo incontro è stata la grave crisi economica attuale per la quale si dà la responsabilità alla matematica, che non avrebbe saputo prevederla. Ma allora, si chiedono molti, a che cosa serve la matematica?
La conferenza è stato un appuntamento importante, non solo per la Francia, ma anche per noi, per una riflessione su problemi che abbiamo in comune. E presentiamo come prima riflessione l’intervento del presidente della Société Mathématique de France. La conferenza, che si è tenuta alla Maison de la Mutualité à Paris, 1 e 2 dicembre scorsi, è stata organizzata dalla Société Française de Statistique, la Société de Mathématiques Appliquées et Industrielles e la Société Mathématique de France, in collaborazione con l’Association femmes & mathématiques, il Centre National de la Recherche Scientifique (Institut des Sciences Mathématiques et de leurs Intéractions), la Fondation Sciences Mathématiques de Paris, l'Institut des Hautes Etudes Scientifiques e l'Institut National de Recherche en Informatique et en Automatique. L’appuntamento era stato preparato da una serie di iniziative realizzate nei mesi precedenti: mostre, incontri, dibattiti e laboratori. Nei due giorni si sono tenute cinque conferenze per un pubblico di non matematici, cinque tavole rotonde, un dibattito tra matematici e studenti delle Superiori e diversi altri interventi. I video dei momenti più importanti del convegno sono in rete, all’indirizzo:
http://www.maths-a-venir.org/2009/search/node/video

L’intervento di  Stéphane Jaffard, Présidente della Société Mathématique de France, all’apertura del Convegno

Perché questo nuovo Convegno Maths a venir e perché proprio ora?
I matematici sentono da molto tempo la necessità di far conoscere un po’ meglio la loro disciplina, così poco amata. Farlo oggi, è diventato indispensabile, dopo i recenti cambiamenti di direzione della ricerca, decisi sempre più dai politici e dai manager.  Due esempi:
- gli spazi dichiarati prioritari dall’ANR (l’ente che finanzia i progetti di ricerca) riguardano essenzialmente una ricerca direttamente finalizzata ai settori più presenti sui media.
- la destinazione dei posti di professore o di responsabili di convegni o congressi vengono decisi unicamente dalle università, cioè in pratica da presidenti di tutte le discipline, affiancati da ridotti consigli di amministrazione, dove sovente non c’è neanche un matematico. Praticamente, oggi, questi posti normalmente non vengono assegnati alla matematica, ma ad altre discipline, di cui è più facile capire l’importanza. Se non facciamo attenzione, sarà naturale considerare la matematica un po’ meno utile delle altre scienze e diventeremmo così la “variabile di adattamento” dalla quale è sempre possibile ricavare crediti o poltrone.
La nostra disciplina si sente rimessa in discussione più delle altre per questi sconvolgimenti, poiché la matematica è una di quelle discipline che hanno beneficiato di più da un progetto nazionale,  attentamente valutato, a lungo termine. La rete dei laboratori di matematica, creata pazientemente negli ultimi vent’anni, ha permesso ai matematici di mantenersi ai più alti livelli internazionali. Questa rete viene oggi minacciata da una politica che rischia di favorire il rinchiudersi della ricerca su qualche centro cosiddetto “d’eccellenza”.

Frontespizio del libro Aerarium Philosophiae Mathematicae, di Mario Bettini, il gesuita matematico del Seicento. Il principe gli sta offrendo un forziere di monete affinché provveda alla diffusione della matematica tra la gente comune

Gli interventi condotti dall’Accademia delle Scienze e dalle altre istituzioni scientifiche hanno permesso di modificare, almeno marginalmente, questa politica: ad esempio l’ANR ha aumentato quest’anno la parte dei suoi programmi “in bianco” (cioè i finanziamenti non finalizzati verso tematiche prioritarie). Ma questa “lobbing” non sarà sufficiente se non sarà accompagnata, a monte, da un lavoro di fondo per far conoscere meglio la nostra disciplina, e mettere in evidenza che tutta la ricerca matematica, dai suoi aspetti fondamentali fino alle applicazioni più recenti, è necessaria, anche per rispondere alle sfide  delle nuove tecnologie e dell’economia.
In un momento in cui si chiede a ognuno di dimostrare la resa immediata del proprio lavoro, in un momento in cui l’economia gestisce la società, è difficile giustificare il mantenimento di una ricerca gratuita, non finalizzata, il cui fine ultimo è l’estensione della conoscenza umana. Si può, almeno approfittare del fatto che la ricerca, quella più astratta e più disinteressata si dimostra, dopo qualche anno, uno strumento essenziale, del tutto imprevisto, in un vasto campo tecnologico.
Una delle tesi di cui vorremmo convincervi in questo nostro incontro è che la ricerca di base (e in particolare la ricerca matematica) è un eccellente investimento per la nostra società ... ma a scadenze non prevedibili.
Perché la società ha un’idea sbagliata della matematica, nel momento stesso in cui i suoi ricercatori hanno la sensazione di essere protagonisti di un campo in piena espansione, e più che mai indispensabili per le altre scienze e per la tecnologia?
A mio avviso, una delle possibili risposte è nelle mani dei media; le loro difficoltà di rapporto con la matematica dipende molto dalla natura della nostra disciplina: per noi è quasi impossibile spiegare la posta in gioco, nascosta dietro i problemi interni della matematica, nell’impossibilità di portare in primo piano le realizzazioni pratiche, spettacolari, il cui interesse si possa cogliere direttamente   (al contrario delle scienze sperimentali). Disciplina “a monte”, la matematica pur essendo indispensabile per certe realizzazioni tecnologiche, appare sovente come un mattone di un insieme più grande; è molto difficile per i media render conto dei suoi straordinari successi, molto meno sensazionali di quelli di altre scienze.
Ben lontani dall’idea di lamentarci per l’incomprensione di cui siamo oggetto, c’è per noi una sfida da accettare, per riuscire a far conoscere e comprendere meglio la pertinenza e l’importanza dei progressi della matematica.

 

La pagina di MATHS A VENIR 2009:

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