Le novità in libreria - Italia

 

 

 

 

 

 

 

E poi i loro libri sono un po’ come i nostri, solo che le parole vanno per l’altro verso: questo lo so, perché ho messo un libro nostro davanti al vetro, e dall’altra parte me ne hanno mostrato uno loro.
Ti piacerebbe abitare nella casa dello specchio, Kitty? Chissà se ti darebbero il latte anche lì? Forse il latte dello specchio non è buono.


Lewis Carroll
Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò


In caratteri più piccoli, la presentazione del libro dal catalogo dell'editore.

 

2012


 

Albrecht Beutelspacher e Marcus Wagner, Matematica senza paura - Pensare il mondo in numeri. Dai 4 ai 90 anni, Ponte alle Grazie, pp. 192

Come si affrontano i problemi matematici? O meglio, come si affronta la realtà in termini matematici? I problemi che abbiamo studiato a scuola, infatti, trovano una corrispondenza nelle situazioni di vita quotidiana, la sola differenza rispetto ai banchi di scuola è che qui non dobbiamo ricorrere alle sole formule. La soluzione, infatti, è in un certo senso dentro di noi, nelle capacità innate del nostro cervello di pensare naturalmente in modo logico. Scoprire e sfruttare al meglio queste capacità è una questione di allenamento e, quando a guidarci sono due maestri della divulgazione come Albrecht Beutelspacher e Marcus Wagner, può risultare meno faticoso di quanto si possa temere!
Oltre ottanta rompicapi e enigmi, che spaziano dalla geometria alla logica, dall’algebra al calcolo delle probabilità, senza dimenticare però i giochi e i trucchi magici, spiegati con la chiarezza che contraddistingue i due autori, per farci scoprire il lato divertente della matematica e arrivare finalmente a non averne più paura.

 

Jean-Paul Delahaye, Giochi finiti e infiniti -Tassellature, infografica e libri senza fine, Dedalo, pp. 232

La matematica regna sovrana sui giochi classici, come la dama o il Nim, e sui divertissement più sofisticati, come gli infinilibri alla Borges, le tassellature geometriche o le trasformazioni di immagini al computer. Attività divertenti e, nello stesso tempo, anche ricche di utili applicazioni. L’originalità di quest’opera consiste nel mettere l’accento sui giochi che portano ad affrontare l’idea di infinito, una nozione con aspetti paradossali e tuttavia rigorosi. Presentando gli sviluppi più recenti, l’autore propone anche commenti storici ed epistemologici e aiuta a usare l’informatica per studiare, praticare o apprendere nuovi giochi e per dimostrare risultati innovativi su giochi conosciuti.

 

Keith Devlin, I numeri magici di Fibonacci, Rizzoli, pp. 280

La serie di Fibonacci: una successione di cifre nascosta in molti fenomeni naturali che da oltre ottocento anni affascina i matematici. Ma chi era l'uomo che la scoprì? Leonardo da Pisa (poi noto come Fibonacci), figlio di un mercante, alla fine del XII secolo viaggiando nell'Africa settentrionale apprese dagli arabi l'esistenza delle cifre inventate dagli indiani, compreso lo 0 (sifr, che lui tradusse zephirum). Nel 1202, grazie alla pubblicazione del suo "Liber abaci", l'Europa scoprì l'algebra: i complicatissimi calcoli con i numeri romani si trasformarono in operazioni alla portata di tutti. Gli scienziati acquisirono un nuovo potentissimo strumento (senza il quale né Leonardo da Vinci né Copernico avrebbero potuto realizzare le loro intuizioni), e l'esistenza delle persone comuni e la storia dell'Occidente cambiarono per sempre.

 

Abraham Pais, Einstein. «Sottile è il Signore» - La scienza e la vita di Albert Einstein, Bollati Boringhieri, pp. 676

«Sottile è il Signore, ma non malevolo». Con questa frase, Einstein commentava nel 1921 alcuni dati (poi rivelatisi errati) che avrebbero potuto mettere in crisi la sua teoria della relatività. Guidato da un marcato senso estetico, oltre che da una logica stringente, il pensiero einsteiniano si opponeva naturalmente a ogni complicazione non necessaria, sempre teso a ricercare la più semplice ed elegante delle spiegazioni al più complesso dei problemi. Dotato di una tenacia fuori dal comune, Einstein visse da solitario nella vita come nella scienza, spesso contro corrente, giungendo così ad alcune delle più eclatanti scoperte del XX secolo. Questa biografia, scritta da un suo allievo e amico, resta a tutt’oggi insostituibile e insuperata per chi voglia ripercorrere il cammino scientifico e umano del grande fisico.
L'autore, Abraham Pais (1918-2000) studiò con Bohr a Copenaghen nel 1946 e conobbe Einstein nello stesso anno. Fisico eminente, professore all’Institute for Advanced Study di Princeton e alla Rockefeller University di New York, fu insignito nel 1979 del premio Oppenheimer. E' il più importante biografo di Albert Einstein. Presso Bollati Boringhieri sono usciti anche Il danese tranquillo. Niels Bohr, un fisico e il suo tempo 1885-1962 (1993), Einstein è vissuto qui (1995) e Ritratti di scienziati geniali. I fisici del XX secolo (2007)

Roberto Lucchetti e Giuseppe Rosolini, Matematica al bar - Conversazioni su giochi, logica e altro, Franco Angeli, pp. 162

Un curioso dialogo tra due matematici attivi da tempo nella divulgazione scientifica. Con la leggerezza propria di ogni gioco dell'intelligenza ben congegnato, le pagine del libro mostrano come la scoperta matematica sia di per sé "sovversiva e sempre incline a infrangere i tabù".
Non è infrequente che i matematici si trovino a discorrere della loro disciplina al di fuori degli usuali ambienti di lavoro. Ne risultano discussioni, com'è ovvio, più rilassate e informali, ma non meno appassionate, profonde e creative di quelle che hanno luogo davanti a una lavagna, con il gesso in mano.
I lettori, dunque, non devono stupirsi del fatto che le conversazioni che costituiscono l'oggetto di questo libro si svolgano in ambienti che ben poco hanno di accademico: è quasi un atto di omaggio a una nobile e radicata tradizione.
Né devono meravigliarsi che i due autori, oltre a confrontarsi sui loro terreni favoriti, la teoria dei giochi e la logica, si divertano a divagare, toccando temi - la letteratura, il tennis, il "talento naturale" - all'apparenza molto distanti dalla matematica. All'apparenza: perché concepire la matematica come un'attività incontaminata e avulsa dalla multiforme varietà del mondo e della cultura è tanto insensato quanto confinare entro un esiguo recinto la curiosità di chi, quella varietà, aspira a indagare e conoscere.

 

Armando Massarenti, Perché pagare le tangenti è razionale ma non conviene, Guanda, pp. 138

«Scusi, lei ruba? No? Ecco, neanch’io. Siamo già in due.» Così Piercamillo Davigo, vent’anni dopo Mani pulite, la grande inchiesta di cui è stato uno dei protagonisti, ha risposto all’adagio qualunquista secondo cui «tutti rubano». E se per rovesciare la tendenza generale e imporre nuovi comportamenti improntati alla legalità e alla moralità si ripartisse proprio da qui? Da quel gruppo minoritario che si è dato regole virtuose e che non ruba, non paga tangenti né le riceve? È la proposta che Armando Massarenti prova a sviluppare nei saggi che compongono il volume: provocatoria, certo, ma a guardare bene più realistica di quanto appaia.
Il primo saggio potrebbe anche chiamarsi «il dilemma del pizzo» e riassumersi nell’affermazione che dà il titolo al libro: «Pagare le tangenti è razionale ma non vi conviene». Come uscire da un simile paradosso? Convocate da Massarenti, vengono in aiuto le principali idee della filosofia politica contemporanea, dall’estremismo libertario di David Friedman alle posizioni assai più liberal di Amartya Sen, fino alla teoria dei giochi di Robert Aumann. Lo fanno, secondo lo stile dell’autore, in riflessioni brevi e incisive, che permettono ai lettori di darsi conto delle questioni affrontate e di riflettere con la propria testa, suggerendo temi originali e invitando a una giusta dose di ironia, al riparo da ogni inutile moralismo.

 

Federico Peiretti, Matematica per gioco– Oltre duecento giochi e rompicapi per scoprire la magia dei numeri, Longanesi, pp. 220.

Federico Peiretti, docente di Matematica e Fisica al Liceo classico Cavour di Torino, giornalista, collabora da molti anni al quotidiano La Stampa. È autore o coautore di una ventina di testi di matematica e informatica e di un volume dedicato al Numero d’oro, un Libro d’Artista con venti serigrafie di Ugo Nespolo. Nel 2004 ha vinto il Premio Internazionale Pitagora per la divulgazione della matematica. Direttore di Polymath, il progetto didattico per le medie superiori del Politecnico di Torino, è vicepresidente dell’Associazione Subalpina Mathesis. Sulla Stampa ha curato per alcuni anni la rubrica «Alberi e dintorni», dedicata agli alberi monumentali d’Italia. È stato inoltre tra i fondatori del Museo del Cinema di Torino, dell’Associazione Italiana Amici Cinema d’Essai e membro del direttivo di diverse associazioni culturali torinesi quali l’Unione Culturale e l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza.


 

 

 

2011

 

John D. Barrow, 100 cose essenziali che non sapevate di non sapere, Mondadori, pp.296

Forse non si tratta dei «meccanismi segreti del mondo che ci circonda» di un sottotitolo fin troppo allusivo, ma certo di «applicazioni insolite della matematica, e non solo, alla vita di tutti i giorni».
Recensione

 

Claudio Bartocci, Una piramide di problemi - Storie di geometria da Gauss a Hilbert, Cortina, pp. 416

Un'accurata e approfondita indagine sulla matematica dell’Ottocento, un “periodo di rapida e tumultuosa evoluzione”, che inizia con la crisi della geometria euclidea e che culmina nel Congresso internazionale dei matematici, tenutosi a Parigi nel 1900.
Recensione

 

Alex Bellos, Il meraviglioso mondo dei numeri, Einaudi, pp.582

Giornalista e matematica, Alex Bellos ha scritto un libro di “matematica per chi non è matematico”. Una lettura da raccomandare. Lo presentano due recensioni di Piergiorgio Odifreddi e Federico Peiretti.
Recensione

 

Vieri Benci e Paolo Freguglia, Modelli e realtà - Una riflesione sulle nozioni di spazio e tempo, Bollati Boringhieri, pp. 211

il contenuto
«La storia è scritta dai vincitori»: la massima vale anche in ambito scientifico, dove oggi domina la concezione einsteiniana dello spazio-tempo. Esistono tuttavia impostazioni alternative, anch'esse in perfetto accordo con i dati sperimentali e perfino più accettabili per il senso comune. Vieri Benci e Paolo Freguglia esplorano le ragioni del successo della teoria relativistica e si interrogano su che cosa sia epistemologicamente sostenibile come verità scientifica. Il loro saggio, vivace e controcorrente, mette in discussione l'assolutezza di teorie fisico-matematiche trasformate in dogmi, partendo dall'evoluzione storica delle nozioni di spazio e di tempo e analizzando in modo serrato i modelli specifici. Il risultato è un contributo di prim'ordine alla comprensione dei condizionamenti ideologici con cui devono fare i conti anche le scienze cosiddette esatte.

l'autore
Vieri Benci insegna Analisi matematica presso l’Università di Pisa. I suoi studi si sono rivolti prevalentemente verso le equazioni differenziali della fisica-matematica, ma ha affrontato anche questioni di logica legate alla nozione di infinito matematico. Tra i suoi scritti, Variational and Topological Methods in the Study of Nonlinear Phenomena (con altri, 2002). Ha curato, con Antonio Masiello, Nonlinear Analysis and Applications to Physical Sciences (2004).

Paolo Freguglia insegna Storia della matematica e Biomatematica presso l’Università dell’Aquila. I suoi interessi di ricerca riguardano la storia della matematica e la modellistica matematica in fisica e biologia. Di recente ha pubblicato, con Armando Bazzani e Marcello Buiatti, Metodi matematici per la teoria dell'evoluzione (2011). Presso Bollati Boringhieri sono usciti: La geometria fra tradizione e innovazione. Temi e metodi geometrici nell'età della rivoluzione scientifica 1550-1650 (1999). e Geometria e numeri. Storia, teoria elementare e applicazione del calcolo geometrico (2006).

 

Cristoforo Sergio Bertuglia e Franco Vaio, Complessità e modelli, Bollati Boringhieri, pp. 701

il contenuto
Dinamica non lineare, modellizzazione complessa, intelligenza artificiale, autorganizzazione: temi ostici – ma di straordinaria rilevanza per le sfide attuali della scienza – che Bertuglia e Vaio presentano a un lettore non necessariamente specialista, delineando un panorama ampio, variegato e interdisciplinare dei fenomeni complessi, delle tecniche proposte per la loro descrizione e dei modelli che sono stati realizzati, sia nelle scienze della natura sia in quelle della società. Con un linguaggio chiaro e rigoroso ma nel contempo alieno dalle asperità di un eccessivo formalismo matematico, essi ripercorrono il cammino che ha portato dalla teoria dei sistemi dinamici e dagli studi sull’instabilità di fine Ottocento alla comparsa della teoria del caos, fino agli sviluppi odierni della complessità a partire dagli anni settanta del Novecento. Entro questa cornice di carattere storico, speciale attenzione viene rivolta alle tecniche di modellizzazione complessa – le reti neurali, gli automi cellulari, la programmazione ad agenti – e alle loro applicazioni, in particolare nell’ambito delle scienze cognitive e delle nuove economie. Infine, lo studio di due casi di fenomenologia complessa particolarmente rilevanti – la turbolenza nei gas reali e il comportamento dell’agente economico caratterizzato da imperfetta razionalità – introduce a una delle questioni cruciali della complessità: la sua definizione formale.

l'autore
Cristoforo Sergio Bertuglia, già ordinario di Pianificazione del territorio presso il Politecnico di Torino, è stato presidente dell’Associazione Italiana di Scienze Regionali e vicepresidente dell’Associazione Italiana di Ricerca Operativa. È stato direttore della rivista internazionale «Sistemi urbani» e condirettore della rivista internazionale «Discrete Dynamics in Nature and Society». È autore di oltre trecento pubblicazioni scientifiche fra cui, con Franco Vaio, Non linearità, caos, complessità. Le dinamiche dei sistemi naturali e sociali (Bollati Boringhieri, 2003), pubblicato anche in inglese, nel 2005, per i tipi della Oxford University Press.


Franco Vaio, fisico, già docente di Matematica presso il Politecnico di Torino, si è occupato di ricerca nella fisica delle alte energie e di ricerca industriale nel settore della sintesi e del riconoscimento vocale. È autore di sette libri e di varie pubblicazioni nel campo della fisica sperimentale delle particelle elementari, della storia e della didattica della fisica, e dei sistemi complessi. Ha collaborato a ricerche su modelli matematici nell’ambito delle scienze regionali con Cristoforo Sergio Bertuglia, con il quale è coautore del libro Non linearità, caos, complessità. Le dinamiche dei sistemi naturali e sociali (Bollati Boringhieri, 2003), pubblicato anche in inglese, nel 2005, per i tipi della Oxford University Press.

 

Dario Bressanini e Silvia Toniato, I giochi matematici di Fra' Luca Pacioli, Edizioni Dedalo, pp.240

Luca Pacioli, l’amico di Leonardo e di Piero della Francesca, con le sue opere dimostra questa tesi. Il suo splendido libro, De Divina proportione, con le illustrazioni di Leonardo, arte e matematica insieme, ne è una prova. Pacioli lavorò anche a un’opera di giochi matematici, il De Viribus Quantitatis, opera mai arrivata alla stampa, della quale esiste un manoscritto autografo che risale al 1478. Dario Bressanini, chimico dell’Università dell’Insubria e Silvia Toniato, filologa dell’Université de Savoie, hanno svolto un’indagine scientifica e filologica rigorosa su questo manoscritto raccogliendo nel loro libro, I giochi matematici di Fra’ Luca Pacioli, la parte più divertente, quella dei giochi matematici, presentati nella versione originale e in italiano moderno. Sono giochi che sicuramente saranno apprezzati da chi ama la matematica divertente.



Maurizio Ferraris, Anima e iPad, Guanda, pp. 185

Che cosa c'entra l'anima con i'iPad? In apparenza, niente. La prima è quella fitta di rimorso che ci avvisa che siamo vivi e coscienti, il secondo è l'assoluto tecnologico del momento. Tuttavia, questa strana coppia ha un'affinità profonda, e la tecnica, come in un corteo, porta alla ribalta una moltitudine di cose antichissime. Quali? Anzitutto la scrittura. Tanto l'anima quanto l'iPad hanno memoria da vendere e sono blocchi su cui leggere, scrivere, archiviare. Questa scrittura, dentro e fuori della mente, è l'origine della coscienza e del mondo sociale. Perché la scrittura è insieme la base della realtà sociale e la base della nostra coscienza e del nostro pensiero, il cui spettro peggiore è proprio l'Alzheimer, la perdita della memoria vissuta come perdita del pensiero. Ecco perché la grande svolta tecnologica che ha caratterizzato gli ultimi trent'anni ha riguardato proprio la scrittura, e il suo emblema è oggi l'iPad. Anima e iPad sono dunque gemelli. E l'iPad, che quando è spento, con il suo schermo lucido, può servire come specchio per pettinarsi o rifarsi il trucco, quando è acceso, con la sua memoria attivata, diviene letteralmente lo specchio dell'anima. In questo libro parlare di iPad diviene parlare non di un dispositivo tecnologico, ma di noi stessi, della nostra vita, del nostro pensiero, del nostro mondo.

 

Giovanni Filocamo, Mai più paura della matematica. Come fare pace con numeri e formule, Feltrinelli, pp. 272

Molti di noi hanno vissuto e vivono ancora sulla propria pelle gli effetti nefasti della sindrome chiamata "paura della matematica"; anche i negazionisti convinti (per i quali la matematica è un'opinione) nascondono trascorsi piuttosto sofferti con equazioni, moltiplicazioni e radici quadrate. Giovanni Filocamo ha fatto la sua diagnosi: la paura è l'effetto e non la causa di esperienze scolastiche deludenti, durante le quali ci hanno presentato i numeri con molta autorità e poca immaginazione. La matematica, invece, non presuppone abilità innate né un particolare talento: basta solo smettere di darci degli incompetenti e soprattutto non avere paura di sbagliare, perché anche gli errori sono interessanti e le vie alla soluzione molteplici. Escludendo chi si trova agli estremidello spettro (chi è affetto da inguaribile pigrizia, e chi invece dalla ben più seria discalculia), Mai più paura della matematica accompagna il lettore curioso in un viaggio attraverso la "regina delle scienze" per sentieri avvincenti, pieni di sfide ma senza tranelli. Portandoci a scoprire come la nostra vita quotidiana sia colma di ragionamenti matematici che facciamo spesso in modo inconsapevole. Che dobbiate cimentarvi con la teoria del caos, con la domanda "Quanto sono lunghe le coste della Gran Bretagna?"o con una equazione, grazie a questo manuale semplice, innovativo e divertente vi scoprirete tutti un po' matematici.

 

 

Anna Cinque e Pietro Gorini, 1000 giochi, L'Airone, pp. 384

Siete tra quelli che amano stare sdraiati sotto l'ombrellone e avventurarsi "in solitaria" tra rebus e cruciverba? Oppure amate i giochi di società per appassionanti sfide con gli amici? Vi alletta il rigore matematico dei sudoku oppure non potete resistere alla malìa degli enigmi da risolvere con la logica? Quale che sia la vostra occasione preferita di svago, 1000 giochi vi mette a disposizione centinaia di passatempi da godervi in compagnia o da soli, per tutti i momenti e per tutti i gusti. E se è vero, come sosteneva il drammaturgo Schiller, che "l'uomo è veramente uomo soltanto quando gioca", allora 7000 giochi è lo strumento ideale per ritrovare se stessi e trascorrere ore piacevoli e divertenti insieme alle persone che si amano. Ma anche perché no? - per fare nuove conoscenze grazie al gioco, grande messaggero di valori universali.

Niccolò Guicciardini, NEWTON, Carocci editore, pp. 235

"Spero, quasi ad esempio, di mostrare quanto la matematica valga in filosofia naturale e quindi di esortare i geometri ad accingersi a un più stretto esame della natura, e gli amanti della scienza naturale ad appropriarsi prima della geometria, affinché i primi non sprechino totalmente il loro tempo in speculazioni in alcun modo utili alla vita umana, e i secondi, a lungo impegnati con un metodo inadeguato, non perdano ogni loro speranza per sempre; ma affinché, filosofando i geometri ed esercitando la geometria i filosofi, otteniamo, invece di congetture e cose probabili, che si smerciano ovunque, una scienza della natura finalmente confermata con la più alta evidenza."

 

 

Paolo Linati, L'ALGORITMO DELLE OCCASIONI PERDUTE. La matematica nella scuola della seconda metà del Novecento, Erickson, pp. 376

Non è un libro di matematica, ma un libro in cui si parla dell’insegnamento della matematica fra il 1955 e il 2005 nelle scuole secondarie italiane, con attenzione a ciò che in quegli anni accadeva in Europa. Non è neppure un testo di storia: è piuttosto un ripensare a come sono cambiate le cose, e come i cambiamenti della società, italiana ed europea, abbiano influito sull’insegnamento, in particolare della matematica.
Il titolo si riferisce al concatenarsi di eventi concernenti la matematica, a partire dagli anni Sessanta, eventi che spesso sono stati occasioni sprecate, non capite o troppo presto messe da parte. Si rivolge anzitutto agli insegnanti di matematica, giovani e anziani, in particolare a coloro che non conoscono o non ricordano e vogliono approfondire ciò che è successo nella seconda metà del secolo scorso; può essere un riferimento per chi si occupa di didattica della matematica, e per coloro che vogliono rinnovare il proprio insegnamento, alla luce di ciò che è accaduto negli ultimi cinquanta anni. Ma si rivolge anche a una fascia di lettori più ampia: dirigenti scolastici, educatori, genitori e a chiunque abbia a cuore i destini della scuola; o a chi semplicemente voglia conoscere qualche cosa di ciò che è accaduto a partire dagli anni Cinquanta, osservato da un punto di vista molto particolare ma significativo, quello dell’insegnamento della matematica.

Gabriele Lolli, Discorso sulla Matematica, Una rilettura delle Lezioni Americane di Italo Calvino, Bollati Boringhieri, pp. 226.
Recensione

Gabriele Lolli, La guerra dei Trent'Anni (1900-1930) - Da Hilbert a Gödel, Edizioni ETS, pp. 224

Nelle lezioni contenute in questo volume si descrive e si analizza la formazione della logica del primo ordine nel periodo 1900-1930. Si seguono due temi, che emergono dai problemi della assiomatizzazione delle teorie matematiche, e in particolare della teoria degli insiemi, all'inizio del secolo. Il primo è la chiarificazione e la distinzione dei concetti di completezza deduttiva di una teoria e di completezza logica. Il secondo è quello del programma di Hilbert, che si articola e si definisce nel corso degli anni Venti. La storia avventurosa del teorema di completezza logica con i suoi equivoci e incomprensioni, e la passione delle polemiche aspre di Hilbert con l'intuizionismo di L. Brouwer fanno della costituzione della logica come disciplina un episodio esemplare del processo di crescita della matematica.
Nella seconda parte del volume si dà una dimostrazione dettagliata del primo teorema di incompletezza di Gödel, che almeno una volta nella vita, diceva Alonzo Church, occorre aver visto. Nel momento in cui Gödel dimostra fattibile il programma di Hilbert con l'aritmetizzazione, nel 1930, sancisce anche l'impossibilità degli obiettivi che si proponeva.

 

Piergiorgio Odifreddi, C'è spazio per tutti - Il grande racconto della geometria, Mondadori, pp. 268.
Recensione

 

Piergiorgio Odifreddi, UNA VIA DI FUGA, Mondadori, pp. 254
Recensione

 

Federico Peiretti, Il matematico si diverte – Duecento giochi ed enigmi che hanno fatto la storia della matematica, Longanesi, pp. 328.

E' in libreria la nuova edizione di IL MATEMATICO SI DIVERTE, Saggistica TEA, 2012

Recensione

 

Ennio Peres, Matematicaterapia - Come la Matematica può semplificarci la vita, Salani, pp. 124

Chi l'avrebbe mai detto che anche dalla Matematica si possono trarre preziosi benefici utili per la vita di tutti i giorni? Con questo libro Ennio Peres dimostra che la Matematica, considerata da molti una materia impossibile, non crea solo problemi ma è in grado, invece, di fornire tante soluzioni necessarie per semplificarci la vita. Ecco alcuni esempi: tonifica la mente attraverso i metodi mnemonici; lenisce l'ansia delle decisioni importanti con lo studio delle strategie ottimali; stimola la logica e il divertimento grazie ai giochi enigmistici. La Matematica svela, inoltre, le leggi del mondo in cui viviamo, da quelle della Natura a quelle dell'Arte e della Musica, e può darci maggiore sicurezza e serenità nel rapporto con tutto ciò che ci circonda proprio perché "è la stessa in ogni parte della Terra". Dall'autore del "L'elmo della mente", una terapia matematica, senza controindicazioni!

Kjartan Poskitt, Catastrofici calcoli. Maledetta matematica - Risate all'ennesima potenza!, Salani, pp. 144

Quali poteri magici si nascondono nelle combinazioni di alcuni numeri?
Quale fu la più incredibile invenzione di Archimede?
Perchè la matematica può essere micidiale?
Tutti i trucchi, i segreti e le scorciatoie che a scuola non vi insegnano!
La matematica addizionata di risate!

Kjartan Poskitt, Assurda aritmetica. Maledetta Matematica - Risate all'ennesima potenza!, Salani, pp. 144

La matematica addizionata di risate!
Come sconfiggere la fetente formula del professor Mefistofele?
Che cosa può curare una terribile epidemia di macchie verdi?
Quando niente vuol dire qualcosa?
Tutti i trucchi, i segreti e le scorciatoie che a scuola non vi insegnano!

Gavin Pretor - Pinney, Wave Watching - Una guida illustrata per l'osservatore di onde, Guanda, pp. 336.

In un terso pomeriggio di febbraio, Gavin Pretor-Pinney, gironzolando in compagnia della figlioletta Flora, osserva le onde che si infrangono sugli scogli della Cornovaglia: niente di sensazionale, solo una successione disordinata di piccole creste, simili a dei pendolari in una stazione affollata. Eppure emanano un fascino ipnotico così potente da suscitare la domanda che dà vita a questo libro: che cos’è un’onda?
La risposta, tutt’altro che banale, ci apre le porte di un universo inaspettatamente variegato. Dalla descrizione delle onde che tutti possiamo vedere, come quelle giganti nella baia hawaiana di Waimea, le più amate dai surfisti, si passa poi alle onde meno evidenti, ma fondamentali per noi perché attraversano il nostro corpo: si pensi alla circolazione sanguigna o alla digestione. E ancora: quando ascoltiamo la musica, cuciniamo al microonde o semplicemente ammiriamo i colori della natura in una bella giornata di sole, abbiamo a che fare con onde sonore, elettromagnetiche e luminose. Ma ci sono anche onde violente, dalle conseguenze terribili: le onde d’urto delle esplosioni e quelle sprigionate da terremoti e tsunami.
Riprendendo l’efficace formula già sperimentata in Cloudspotting, Pretor-Pinney miscela erudizione scientifica e riferimenti al mondo artistico e letterario, con uno stile godibile e un’ammirevole chiarezza, riuscendo nell’impresa di rendere accessibili anche gli argomenti più ostici.

 

Stephen Smale, Matematica sulla spiaggia. Il caos e il ferro di cavallo, Di Renzo Editore, pp. 64

Nel 1957 Stephen Smale ha sorpreso il mondo della matematica dimostrando che, almeno in teoria, era possibile rovesciare una sfera. Qualche anno dopo, dalle spiagge di Rio de Janeiro ha introdotto la mappa a ferro di cavallo dimostrando le dinamiche caotiche di funzioni semplici. Infine, E' riuscito nell'impresa di dimostrare la congettura di Poincaré, ovvero che le dimensioni possono essere ben più di tre. Smale ci racconta qui le sue avventure, matematiche e non, che lo hanno reso un protagonista della topologia algebrica, sottolineando l'impegno, l'audacia, la fiducia nelle proprie capacità , la passione e perchè no il pizzico di fortuna che hanno guidato la sua carriera matematica.

Carlo Toffalori, L'aritmetica di Cupido, Guanda, pp. 254
Carlo Toffalori, logico dell’Università di Camerino, con il suo nuovo libro, L’Aritmetica di Cupido, indaga invece sui rapporti profondi tra matematica e letteratura, mettendo in evidenza il valore culturale ed anche artistico della matematica. Sarà una sorpresa, per chi non ama molto la matematica, scoprirne i profondi legami con grandi scrittori quali Thomas Mann, Leopardi, Borges o Musil. E non sarà difficile convincersi che la matematica è arte e l’arte è matematica. “L’atteggiamento scientifico e quello poetico coincidono – scriveva Calvino - entrambi sono atteggiamenti insieme di ricerca e di progettazione, di scoperta e di invenzione”.

Mariano Tomatis, Num3ri assassini Come scoprire con la matematica tutti i segreti dei crimini, Kowalski, pp. 240
Recensione

 

Fabio Toscano, Per la scienza, per la patria, Sironi, pp. 300

Un’affascinante narrazione scientifica intrecciata alle burrascose vicende che condussero all’Unità d’Italia. Il fisico Carlo Matteucci fu a lungo quello che oggi si direbbe un precario della ricerca. I suoi più fecondi lavori scientifici, che lo avrebbero portato a una delle scoperte più importanti dell’Ottocento – l’esistenza dell’elettricità animale – erano cominciati in privato: proprio come molti dei nostri cervelli in fuga, infatti, pur essendo acclamato dai maggiori scienziati europei, il giovane era negletto in patria. Una patria ancora tutta da inventare e da costruire, che però a lui premeva tantissimo. Dopo la nomina a professore presso l’Università di Pisa, Matteucci fu tra gli intellettuali liberal-moderati più attivi del Risorgimento: partecipò alla prima guerra di Indipendenza con il Battaglione universitario degli studenti pisani, svolse un’intensa attività diplomatica per il Granducato di Toscana, divenne senatore del Regno. Fu soprattutto un pensatore libero e scomodo: da scienziato cattolico giunse a definire «insostenibile» il potere temporale della Chiesa; da ministro del Regno – uno dei rari di estrazione scientifica – tentò la prima, spregiudicata riforma dell’università, in barba agli interessi dei suoi stessi colleghi professori. Leggendo la sua biografia nelle belle pagine di Fabio Toscano, ci sentiamo scivolare via dal nostro presente traballante, verso i tempi in cui o si faceva l’Italia o si moriva. Per farla, menti lucide e capaci come quella del fisico Matteucci tesero sulle italiche contraddizioni una coperta che oggi non sappiamo più allungare. Ma, anche grazie a storie come questa, viene voglia di provarci, di crederci ancora.

 

Gunter M. Ziegler, Diamo i numeri? Storie dal mondo della matematica, Orme, pp. 250

"Tutto è numero" era il motto con cui i pitagorici enunciavano la convinzione che le leggi naturali del mondo potessero essere espresse e comprese solo attraverso i numeri. E ancora oggi è così.
I numeri sono ovunque e decidono il nostro destino, anche quando sono casuali. Ogni numero ha una propria storia, una particolare qualità, è il punto di partenza di una costruzione interessante e l'oggetto di una complessa congettura: il 2 è il numero primo più piccolo, il 3 è il più piccolo numero dispari (fino a tre riescono a contare anche le api), il 4 è il più piccolo numero scomponibile e anche la somma più piccola di due numeri primi, il 6 è il numero "perfetto", ovvero la somma dei suoi divisori, il 10 è la base del nostro sistema numerico, il 13 porta sfortuna (o forse no), e così via.
Ziegler, uno dei matematici tedeschi più importanti, ideatore dell'Anno della Matematica e più volte premiato dalla comunità scientifica, ci guida nei sotterranei della nostra vita rivelandoci le formule numeriche che si nascondono dietro ogni angolo, chiarendo una volta per tutte che la matematica non è una scienza per menti eccellenti. Con grande ironia e semplicità, ne svela i misteri, i segreti, gli enigmi e le cialtronerie, ne racconta i primordi e gli sviluppi nel corso dei secoli, evidenziando le scoperte più salienti ma anche le leggende e i grandi bluff. «Il libro di Ziegler è davvero uno squarcio nel cielo della matematica, dove intuizioni intelligenti e belle idee si combinano in modi sorprendenti».

 

 

2010

 

Amir Aczel, Il mistero dell'Aleph, La ricerca dell'infinito tra matematica e misticismo, Il Saggiatore, pp. 220 RIEDIZIONE

Recensione

Gianfranco Arrigo, Bruno D'Amore, Silvia Sbaragli , Infiniti infiniti. Aspetti concettuali e didattici concernenti l'infinito matematico, Editore Centro Studi Erickson, pp. 284

I primi contatti con l'infinito matematico avvengono nella scuola primaria o forse prima; il bambino che impara, più o meno da solo, a contare, dopo qualche riflessione personale comincia a rendersi conto che quella sequenza non ha fine... Bellezze culturali riservate a pochi intellettuali, quelle del l'infinito, dovrebbero invece far parte del bagaglio professionale degli insegnanti, di ogni livello, non per fare dell'infinito ulteriore materia di studio, ma per evitare di bloccare quelle menti che vorrebbero volare alto, ma non trovano le spinte adatte. Questo libro ha la pretesa di proporre riflessioni molto elementari sull'infinito matematico a tutti coloro che vorranno farle proprie.

Stephen Baker, Il potere segreto dei matematici. Chi sono i signori dei numeri che controllano il nostro comportamento: cosa compriamo, come votiamo, chi amiamo, Mondadori, pp. 230

Ogni giorno, senza rendercene conto, ci lasciamo alle spalle una lunga scia di dati personali: quando navighiamo in Internet, cambiamo canale televisivo, paghiamo il pedaggio automatico in autostrada, facciamo acquisti con la carta di credito o utilizziamo il telefono cellulare produciamo, infatti, un'infinità di informazioni digitali. Solo per fare un esempio: società come Yahoo e Google ricavano ogni mese una media di 2500 informazioni su ciascuno di noi. Chi analizza questi dati? E che uso ne fa? Stephen Baker, esperto di nuove tecnologie, ci accompagna in un viaggio attraverso gli Stati Uniti per incontrare e scoprire chi sono e come operano i cosiddetti "Signori dei numeri", la nuova intellighenzia matematica che studia ogni nostra mossa per r con incredibile accuratezza, il nostro comportamento come lavoratori, consumatori, elettori, pazienti e perfino amanti. Signori dei numeri sono coloro che scompongono i nostri acquisti per capire se risparmiamo, se siamo a dieta o se ci diamo alla pazza gioia e che possono, grazie a sofisticatissimi e innovativi strumenti, diagnosticarci eventuali malattie prima ancora che si sviluppino i sintomi. Che rovistano tra e-mail e tabulati telefonici per calcolare il contributo dei singoli dipendenti ai profitti dell'azienda e si concentrano sui nostri valori morali per orientare le scelte che faremo alla prossima tornata elettorale.


Giorgio Bolondi, Bruno D'Amore, La matematica non serve a nulla. Provocazioni e risposte per capire di più, Compositori, pp. 150

La matematica lascia il segno in chi la studia, in positivo o in negativo; c'è chi ne resta affascinato subendone il sublime e sottile incanto, c'è chi la rigetta o la odia, spesso solo per non averla potuta penetrare in profondità. Nessuno resta indifferente. E così, anche i grandi personaggi che meno hanno a che vedere con essa esprimono pareri, lusinghieri o di rigetto. Gli autori hanno scelto alcune frasi e le hanno commentate in base all'ambito storico in cui sono state espresse e alla loro attualità, allo scopo di avviare un dialogo con i lettori che superi i luoghi comuni e apra più vasti orizzonti sulla matematica, affascinante disciplina che è umanesimo, logica e poesia, ma anche musica e arte.


Edoardo Boncinelli, MI RITORNO IN MENTE - Il corpo, le emozioni, la coscienza, Longanesi, pp. 256

Forse non c’è nulla di più interessante e misterioso della coscienza, un concetto che ha avuto una strana storia. Per secoli si è creduto che tutto quello che succedeva nella nostra testa fosse, almeno potenzialmente, cosciente. La coscienza è stata così confusa con la mente, con la psiche, con lo spirito o con l’anima, e tutti questi termini sono stati usati come sinonimi. Poi improvvisamente qualcuno ha scoperto che non tutti i fenomeni psichici sono consci ed è cominciata l’era dell’inconscio, anche se dell’inconscio si sa ancora ben poco. Il vero compito della scienza e del pensiero filosofico è quello di capire che cos’è la coscienza, definendola con precisione e cercando di delinearne le caratteristiche salienti.
Questo saggio, in modo semplice e comprensibile, parla di mente, di emozioni e di coscienza e cerca di mettere a fuoco i rapporti fra queste tre entità e di rintracciarne i legami, senza trascurare l’altro nodo problematico rappresentato dalla razionalità e dal suo rapporto con la coscienza stessa. Dopo un capitolo introduttivo sul cervello e sulla mente in generale, si passa a trattare delle emozioni, e in particolare dell’amore, per poi affrontare il problema della coscienza. L’ultimo capitolo è dedicato a delineare una teoria dell’Io e del suo rapporto con il mondo e con il corpo. Per quanto diverse, tutte queste cose devono per forza passare dalla coscienza per essere dette e, a maggior ragione, scritte. Occorre quindi fare una ricognizione dei luoghi della coscienza per comprendere finalmente chi è che parla quando, usando la prima persona singolare, diciamo Io.


Ephraim Borowski e Jonathan Borwein Dizionario della matematica, Gremese Editore, pp. 424

Cryan Dan , Sharon Shatil , Bill Mayblin, La logica a fumetti, Cortina Raffaello, pp. 180

La logica è l'asse portante della civiltà occidentale, che tiene unite la scienza e la filosofia. Eppure, a dispetto della sua riconosciuta importanza, rimane per molti un tabù, a causa del suo simbolismo e del suo gergo matematico. La logica a fumetti rompe questo tabù e familiarizza il lettore con sillogismi e paradossi, spiegando simboli e regole in modo chiaro e divertente, accessibile anche a chi non possa vantare una profonda comprensione dei metodi matematici.

Maria Dedò, Galleria di metamorfosi, Mimesis, pp. 169

Questo volume si rivolge sia al docente di scuola pre-universitaria sia genericamente a una persona curiosa, che, pur non avendo necessariamente una formazione specifica in ambito matematico, desidera farsi un’idea della cosiddetta “geometria delle trasformazioni”, in una maniera abbastanza agile e il più possibile scevra da tecnicismi. Il filo conduttore di tutto il libro è quello delle trasformazioni intese come strumento

Apostolos Doxiadis e Christos H. Papadimitriou, Logicomix, Graphic Novel, Guanda, pp. 352

Chiamato a esprimere un'opinione sull'intervento degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, Bertrand Russell decide di cominciare il discorso da lontano, raccontando la propria vita. Così le vicende personali di Russell, dalla rigida educazione puritana dell'infanzia ai tormentati amori della maturità, si intrecciano alla sua storia di scienziato e filosofo, che getta le fondamenta della logica matematica moderna. Un viaggio che comincia sul finire del XIX secolo, per continuare in anni di grandi speranze e terribili conflitti, in compagnia di pensatori del calibro di Frege, Wittgenstein e Gödel. Ma anche insieme agli autori di questo libro, che intervengono in prima persona nel flusso del racconto, per coinvolgere i lettori in una storia che è quella di un cruciale capitolo della scienza.


Marcus Du Sautoy, Perché le cicale amano i numeri primi. I misteri matematici irrisolti della vita quotidiana, Rizzoli,
pp. 320

Perché un monaco del XVII secolo ha speso anni per trovare il più grande numero primo tuttora mai scoperto? Quali sono i codici più sicuri e come vengono utilizzati in Internet? Perché alcune specie di cicale si accoppiano ogni tredici anni e altre addirittura ogni diciassette? Nato da una serie televisiva di grandissimo successo, perché alle cicale piacciono i numeri primi esplora quei problemi che si rifiutano di essere risolti - come l'ipotesi di Riemann e la congettura di Hodge - raccoglie curiosità e stranezze legate alla matematica del vivere quotidiano e ci guida in un'indagine tanto appassionante quanto divertente alla scoperta della regolarità che scandisce l'ordine della natura e della nostra vita.

Ivar Ekeland, Come funziona il caos - Dal moto dei pianeti all’effetto farfalla, Bollati Boringhieri, pp. 91

La traiettoria di un pallone è completamente determinata dal calcio del tiratore: a due condizioni iniziali identiche corrisponderanno due traiettorie identiche. È impossibile tuttavia lanciare un pallone, o un dado, esattamente nello stesso modo due volte di fila: ci sarà sempre una differenza, anche se solo di un atomo, e questa differenza, per quanto minuscola, darà luogo a una variazione macroscopica del comportamento del sistema stesso. Si tratta di sistemi caotici, ovvero sistemi che amplificano le differenze iniziali in maniera esponenziale. Ekeland ci introduce alla teoria matematica del caos attraverso due esempi: la meccanica celeste – il sistema solare, stabile su una scala temporale limitata, su una scala di cento milioni di anni è caotico – e la meteorologia, il caso forse più noto di discrepanza tra cause impercettibili all’occhio dell’osservatore ed effetti di ampie proporzioni – il celeberrimo effetto farfalla di Edward Lorenz.
L’ultima parte del libro propone una riflessione di carattere più generale sul ruolo dei calcoli complessi e quindi degli strumenti informatici nelle scienze esatte.


Michele Emmer, I numeri visibili. Matematica al cinema, Springer Verlag,
pp. 250, Data uscita novembre 2010

Giovanni Filocamo, Il matematico curioso. Dalla geometria del calcio all'algoritmo dei tacchi a spillo, Kowalski, pp. 224

Se nel libro precedente Giovanni Filocamo aveva sconfitto la paura della matematica, ora pone l'asticella più in alto e trascina il lettore in una cavalcata sfrenata e divertente sulla matematica di tutti i giorni, mettendo al suo servizio uno spirito di osservazione da vero curioso e la mania di trovare strutture, ordine e metodo nella vita quotidiana. Vi siete chiesti anche voi perché i numeri sono disposti in quella sequenza nella ruota della roulette? E forse giocate al Lotto ogni settimana inseguendo i numeri ritardatari... O probabilmente davate per scontato che le navi da crociera seguissero rotte rettilinee per risparmiare tempo e carburante. E ancora, avreste mai pensato che la matematica può svelare quanto è forte il caffè, o che esiste una formula per determinare se il nostro guardaroba è davvero fornito? Nel suo fare matematica, Giovanni Filocamo sembra accogliere lo spirito delle Lezioni americane di Italo Calvino: il suo racconto della matematica ha i pregi semplici della leggerezza (della precisione e della determinazione), della rapidità nel passare agile e disinvolto da una divagazione all'altra, ma sempre pronto a ritrovare il filo, dell'esattezza (numerica, certo, ma anche nel rendere nitide le sfumature del pensiero), della visibilità - la capacità di pensare per immagini, e veder scaturire, a occhi chiusi, numeri dalle forme - e, infine, della molteplicità: ogni oggetto è visto dal Matematico curioso come il centro di una rete di relazioni da seguire, moltiplicando i discorsi e arrivando ad abbracciare l'intero universo. Con lo stupore e il genuino entusiasmo del matematico che è in ognuno di noi.

Griesbeck Robert; Fligstein Nils - I maiali matematici. Ovvero come far impazzire il vostro insegnante, Salani, pp. 125

Nella scuola dei maialini, tre giovani porcelli tormentano il povero insegnante di matematica, il prof Lardoni, interrompendo di continuo la lezione per sottoporgli quesiti logici sempre più impegnativi. I tre della Banda dei Porcelli vogliono distrarlo per impedire che il prof distribuisca i fogli per il terrificante compito in classe previsto per quel giorno.
Una raccolta di 'trucchi matematici' che farà divertire anche chi detesta questa materia. Un libro pensato per tutti, non solo per piccoli maiali!


Peter Higgins, Un mondo di matematica. Dalle piramidi egizie alle meraviglie dell'Alhambra, Dedalo,
pp. 272

La storia della matematica inizia alcune migliaia di anni fa, quando l’uomo sente il bisogno di organizzare la propria conoscenza del mondo a partire dai suoi aspetti più pratici: contare i capi di bestiame, conoscere l’estensione dei campi coltivati, misurare il tempo attraverso lo studio degli astri. Da quel momento, la lettura matematica della realtà non ha mai smesso di affascinarci e di stimolare la nostra fantasia, spingendoci a creare ed esplorare nuovi mondi. In questo libro Peter Higgins ci racconta come si è sviluppato il rapporto tra l’uomo e la matematica dai suoi albori fino ai nostri tempi, sottolineando il ruolo fondamentale della geometria nella nostra comprensione del mondo. Gli esempi scelti dall’autore privilegiano infatti l’aspetto visuale rispetto alle formule tradizionali, come testimoniano le sue stesse parole: «una figura semplice, magari disegnata da voi stessi, può fare miracoli, consentendovi di mettere a fuoco un’idea che altrimenti rimarrebbe confusa». Seguendo l’itinerario proposto dall’autore, il lettore scoprirà come si è evoluta la geometria dalle intuizioni di Talete e Pitagora alla nascita dei mondi non euclidei; esplorerà il mistero della simmetria, dalle decorazioni dell’Alhambra alle invenzioni surreali di Escher; e potrà cimentarsi, se lo vorrà, con le dimostrazioni e i problemi che hanno impegnato i matematici nel corso dei secoli. Higgins dimostra ancora una volta di saper stimolare la curiosità dei lettori coniugando il rigore matematico con il fascino di una narrazione ricca di dettagli e suggestioni.

Andrew Hodges, Il curioso dei numeri. Stranezze matematiche, controversie scientifiche, divagazioni letterarie da 1 a 9, Mondadori, pp. 292

Li diamo tranquillamente per scontati, sono quelli che mettono meno ansia, quelli che usiamo tutti i giorni, quelli che maneggiamo per passare il tempo tentando di risolvere un sudoku. Anche per chi è meno amico della matematica, i numeri da 1 a 9 non rappresentano una minaccia: e nessuno sospetta l'incredibile ricchezza di scoperte, idee, sogni e storie che ciascuno di loro è in grado di regalare. Andrew Hodges, matematico e divulgatore, oltre che appassionato risolutore di sudoku, ha deciso di rivelare ai lettori curiosi l'universo affascinante che si nasconde dietro i primi nove numeri naturali: dalle stranezze dei numeri primi alla struttura del Dna, dalle geometriche proporzioni nascoste nel ritmo e nell'armonia musicale alla teoria della relatività, ogni aspetto della realtà fisica, ma anche dell'arte e della cultura può essere collegato direttamente ai mattoni basilari della matematica, i primi nove numeri naturali. Un capitolo per ogni numero, e si dipana l'intricato gomitolo di tutta la scienza, la filosofia, l'attualità che dipendono dalle prime nove cifre della matematica. E ciascuna di queste nove riflessioni diventa un'avventura in cui si passa dall'astronomia alla letteratura, dalla meccanica quantistica alla moda, dalla termodinamica alla musica. Senza dimenticare i matematici babilonesi, i sapori dei quark, i numeri triangolari, la "Messa in Si minore" di Bach, e una stravagante ricetta per colazione a base di potenze.

Karoline Leach, Lewis Carroll, la vera storia del papà di Alice, Castevecchi, pp. 427

Chi era Lewis Carroll, pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson, il timido reverendo vittoriano appassionato di teatro, letteratura e fotografia? Davvero, come si è sostenuto a lungo, lo svogliato insegnante di matematica che inventò Alice e le sue avventure ispirandosi a una sua modella-bambina, era un uomo morbosamente attratto dall'infanzia, forse un pedofilo, un individuo comunque incapace di vivere una vita da persona adulta? Dietro l'immagine stereotipata dell'epilettico morto senza conoscere le gioie del sesso, Karoline Leach scopre quello che, in realtà, può essere considerato un equivoco se non una cospirazione. Ed è così che, partendo dalle pagine inedite dei diari di Carroll, originariamente fatte sparire dai suoi familiari, la Leach ci restituisce l'immagine di un artista dalla vita sociale piena e completa, dalle molte donne e dai non pochi amici: un Lewis Carroll nel paese delle meraviglie appassionante come i romanzi che, generazione dopo generazione, affascinano platee di lettori entusiasti e numerosi.

Paul Lockhart, Contro l'ora di matematica - Un manifesto per la liberazione di professori e studenti, Rizzoli, pp. 116

Regola n°1
L’equazione (matematica = noia + fatica) è sbagliata.

Regola n°2
Non esiste nulla di più idealistico e poetico, nulla di più
radicale, sovversivo e psichedelico della matematica.

Formule da memorizzare, procedure da seguire, definizioni da ripetere parola per parola, simboli astrusi da manipolare: è questa la matematica? No, è solo la triste caricatura cui l’ha ridotta la scuola. A dirlo è un professore che ha deciso di rivoluzionare i metodi di insegnamento ansiogeni, terroristici, frustranti che il programma gli imporrebbe. Perché la vera matematica è una sublime forma d’arte, è la creazione e l’esplorazione di un mondo immaginario abitato da creature fantastiche, è “poesia della ragione”. Questo piccolo libro ricolmo di passione è insieme una critica impietosa a un’istruzione che uccide ogni piacere della scoperta e un inno gioioso alla libera attività dello spirito.

Recensione


Lucio Lombardo Radice, La matematica da Pitagora a Newton, Gruppo Editoriale Muzzio,
pp. 136, RIEDIZIONE

Nel panorama della cultura italiana della seconda metà del secolo scorso, Lucio Lombardo Radice svolse una ricca e molteplice attività. Il suo fu un impegno politico, scientifico, culturale e pedagogico (sia nel campo dell'insegnamento che nella riforma dell'istruzione). Un personaggio eclettico che vedeva nella matematica un "ponte" tra la cultura scientifica e la cultura umanistica. E di qui, il suo lavoro per far cogliere agli adolescenti l'incredibile potenza del concetto di numero e dei linguaggi scientifici. E per farlo, afferma Carlo Bernardini nell'introduzione a questa nuova edizione del libro, bisogna partire dallo sbalordimento che può procurare il pensiero pitagorico, per approdare al linguaggio evoluto di Newton che, ormai, è già molto simile a quello ancor oggi in uso. Il libro è volutamente breve e scritto con un linguaggio semplice, accessibile a tutti.
"Chi è pigro di mente - scrive L.L. Radice nell'introduzione - chi non prova gioia nel far lavorare il cervello, è meglio che non cominci neppure a leggere. Chi invece non si spaventa per le fatiche della mente, non si scoraggi se qua e là, a prima vista, non capisce e non pretenda di leggere tutto di seguito: ma legga attentamente, un poco per volta, saltando le cose più difficili, o facendosele spiegare da chi ha studiato più di lui".

Patrick Min, Newdoku, Vol. I e II, Alpha Test, pp. 190
Il KenKen arriva anche in Italia, ma con un nome diverso, Newdoku, uno dei tanti nomi con cui si sta diffondendo il nuovo gioco, chiamato anche mathdoku, kendoku, cancan oppure minuplu. Non è un giornale, ma una casa editrice a lanciarlo nel nostro paese, la Alpha Test, con due volumetti che contengono ognuno un centinaio di giochi. L'autore è un programmatore, specializzato in software geometrico.


Piergiorgio Odifreddi, Il club dei matematici solitari del prof. Odifreddi, Mondadori, pp. 180

Il Club dei matematici solitari del prof. Odifreddi · Nel loro storico album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band i Beatles cantavano: «Tenterò, con un piccolo aiuto dei miei amici. Riuscirò, con un piccolo aiuto dei miei amici». Ispirato da questi versi il professor Odifreddi ha radunato attorno a sé un Club di matematici solitari che sono saliti sul palcoscenico non per suonare, ma per esibirsi in due festival di Matematica a Roma, dove sono stati acclamati da folle fino ad allora riservate ai divi della musica rock. Questo libro riporta alcune delle indimenticabili performance dei membri del Club e registra alcune delle loro improvvisazioni. Alcuni sono matematici di professione, e ai massimi livelli. Altri lo sono di applicazione, perché usano in vari modi la matematica nelle rispettive discipline. Altri, infine, lo sono di elezione, e manifestano con la loro presenza la sostanziale unità delle due culture, umanistica e scientifica, divise solo nelle menti di coloro che se le sognano. A musica finita, la matematica esce da queste pagine come una disciplina in grado di mediare fra scienza e umanesimo, lontana anni luce dall'immagine noiosa e pedante che ne viene spesso data nelle scuole e dai media. Buon ascolto, dunque, e lunga vita al Club dei matematici solitari!


Robert Osserman, Poesia dell’universo, esplorazione matematica del cosmo, Longanesi, pp. 206. NUOVA EDIZIONE. Osserman, convinto che la matematica abbia un grande valore estetico, ha scelto un argomento avvincente come lo studio dell’Universo per farne scoprire al profano il fascino discreto. Nel suo breve percorso storico Osserman avanza un ardito, ma seducente confronto tra la concezione dantesca dell’Universo e l’ipersfera di Riemann.

Recensione

 

Federico Peiretti, Il matematico si diverte – Duecento giochi ed enigmi che hanno fatto la storia della matematica, Longanesi, 2010

Recensione


Alfred Posamentier e Ingmar Lehmann, I (favolosi) numeri di Fibonacci, Gruppo Editoriale Muzzio, pp. 384

La successione di Fibonacci è la configurazione numerica che si incontra più spesso, e forse anche la più curiosa. È una configurazione incredibilmente semplice: inizia con due "1", e i numeri successivi sono sempre la somma dei due immediatamente precedenti (1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21 e così via). Non si tratta però solo di una curiosità matematica: questa successione si incontra spesso in natura - dall'andamento della riproduzione di api e conigli alla disposizione delle spirali sulle pigne e gli ananas. E, come dimostrano gli autori con una schiera innumerevole di casi, si tratta di una successione ricorrente anche nell'arte, nell'architettura, nell'andamento dei mercati azionari e in altre aree della società e della cultura.


Ennio Peres, Un mondo di coincidenze - Curiosità, teorie e false credenze in merito ai capricci del destino, Ponte alle Grazie, pp. 256

Coincidenza: "il verificarsi simultaneo, spec. casuale, di due fatti". Vi è mai capitato di pronunciare una parola contemporaneamente a un altro? O di incontrare un vecchio amico in un posto strano, magari lontanissimi dall'Italia? Semplice coincidenza, oppure no? Tutti gli aspetti e le forme delle coincidenze: un libro interdisciplinare che si occupa di coincidenze fortuite, matematiche, casualmente ironiche, letterarie... Il "giocologo" ci conduce in un viaggio affascinante e divertente. "La capacità di saper rilevare delle coincidenze è un'attitudine preziosa che, da sempre, aiuta l'umanità a scrutare nelle pieghe dei misteri naturali e soprannaturali. Se si vuole osservare una coincidenza con spirito critico, però, è necessario individuare i fattori effettivi che l'hanno determinata e le probabilità che aveva di verificarsi".

Recensione


Constance Reid, Da zero a infinito. Fascino e storia dei numeri, Dedalo, pp. 192

Pubblicato per la prima volta nel 1955 e ristampato in numerose edizioni aggiornate, il volume nasconde sotto le spoglie di uno stile apparentemente semplice e di una struttura lineare, un testo che il lettore interessato sarà invogliato a rileggere e che, ad ogni rilettura, fornirà nuovi stimoli per approfondire i problemi trattati. In ogni capitolo, con il pretesto di spiegare le proprietà caratteristiche di un numero particolare, intero, irrazionale o trascendente, si approfondiscono numerosi argomenti matematici di grande interesse, presentando alcune scoperte fondamentali nella giusta prospettiva storica: la «biografia» del numero due, per esempio, introduce al tema dell’aritmetica binaria, fondamentale per i sistemi informatici, e il capitolo sul numero sei tratta la questione dei numeri perfetti, che sin dall’epoca dei Greci non hanno mai smesso di affascinare i matematici di ogni tempo.
Questa traduzione italiana è basata sull’ultima edizione aggiornata del 2006, che contiene il racconto dei principali risultati nella teoria dei numeri, tra cui il Teorema di Wilson, l’intrigante legge di reciprocità quadratica, i numeri di Mersenne e quelli di Fermat, e due capitoli aggiuntivi dedicati al numero «e» di Nepero e ad «aleph zero», il primo numero cardinale transfinito.

Benoît Rittaud, La favolosa storia della radice quadrata di due, Bollati Boringhieri, pp. 412

L’idea che i numeri abbiano una storia è già sufficiente, di per sé, a farli apparire sotto una luce meno algida. Se poi si tratta di una storia quattro volte millenaria, piena di colpi di scena e dagli esiti ancora aperti, come in questo caso, allora siamo di fronte a uno sconvolgimento, perché la matematica ci rivela il suo lato avventuroso, spericolato e al tempo stesso familiare, il più insospettabile per chi è abituato a collocarla in un cielo immobile e remoto.
Benoît Rittaud ci guida sapientemente in un percorso che ha del romanzesco: protagonista assoluta, la radice quadrata di due, il primo numero irrazionale a essere riconosciuto come tale. Irrazionale perché la ricerca del suo valore numerico dà luogo a un risultato con infinite cifre decimali in successione priva di apparente regolarità, tanto che ancora oggi i matematici non sono riusciti a stabilire se la loro sequenza abbia o meno caratteristiche del tutto casuali.
La scoperta dell’irrazionalità della radice di due – attribuita già in epoca ellenistica alla scuola pitagorica – fu tutt’altro che indolore, anzi costituì per la mentalità greca un vero scandalo logico. Secondo la leggenda, il suo scopritore non scampò all’ira divina per averne divulgato il segreto. Un’ombra cruenta che non stinge sulle vicende posteriori, dove si intrecciano astrazione calcolistica e risvolti pratici. Che cosa infatti accomuna la musica, il formato della carta e la fotografia, se non il fatto che vi gioca un ruolo fondamentale la radice quadrata di due? Entra nella definizione dei dodici gradi della scala secondo il principio del cosiddetto «temperamento equabile», messo a punto
nel Seicento e utilizzato tra i primi da Bach.
È alla base dello standard internazionale che dal 1975 definisce i formati della carta. Stabilisce i valori numerici che consentono di scegliere la scala dei diaframmi fotografici. Senza questo numero antichissimo, la nostra vita quotidiana non sarebbe la stessa.


Tom Siegfried, È la matematica, bellezza! John Nash e la teoria dei giochi
, Bollati Boringhieri, pp. 276

La teoria dei giochi - spiega Siegfried - è stata in origine concepita ed elaborata in ambito economico come modello previsionale per la ricerca di soluzioni ottimizzanti da parte di agenti razionali che operano in condizioni di interdipendenza strategica, ma, grazie soprattutto al cosiddetto «teorema dell’equilibrio di Nash», essa è stata poi estesa con successo ai più diversi campi di applicazione, dalle neuroscienze all’evoluzionismo, dalla fisica e dalla statistica alle scienze sociali e della vita, e si presenta oggi come un vero e proprio «codice della natura».
In questo senso - a suggerirlo è lo stesso Siegfried - il libro può essere letto come una descrizione matematica della natura, condotta secondo i principi della «psicostoria» immaginata da Isaac Asimov nella sua Trilogia della Fondazione. In effetti, la nuova scienza sviluppata dal matematico galattico Hari Seldon, in grado com’è di prevedere l’evoluzione della società umana e di influenzarla entro le maglie di un rigido determinismo, ha notevoli parentele proprio con la reale teoria dei giochi, dei cui territori Siegfried disegna qui una mappa completa.


James D. Stein, La matematica non è un'opinione ma è il modo più facile per capire il mondo, Newton Compton Editori,
pp. 288

La matematica può essere uno strumento per conoscere meglio il mondo in cui viviamo? Secondo James Stein, professore di matematica all’Università della California, non ci sono dubbi: la risposta è sì. In questo saggio l’autore esalta le potenzialità della sua disciplina, dimostrando come sia tutto sommato facile e alla portata di chiunque comprenderne i meccanismi. Lo fa attraverso le storie dei grandi matematici che hanno intuito e studiato aspetti fondamentali di tutto ciò che si muove intorno a noi: i successi, le innovazioni, ma anche le sconfitte e le delusioni di uomini che hanno dedicato la vita alla conoscenza. Stein illustra con chiarezza e semplicità teorie solo apparentemente ostiche (come la meccanica quantistica, lo spazio-tempo, la teoria del caos), e ci spiega come applicare la matematica alle questioni pratiche della vita quotidiana: il modo migliore in cui un commesso viaggiatore può pianificare il suo lavoro, la ragione per cui il meccanico non ripara quasi mai le nostre automobili in tempo o i motivi che impediscono a una democrazia di essere “perfetta”... Le poche formule utilizzate sono sempre spiegate con un linguaggio chiaro e accessibile: questo libro appassionerà quanti già conoscono e apprezzano la matematica e sorprenderà quanti invece hanno sempre avuto timore di accostarsi a questa meravigliosa branca del pensiero umano.


Mariano Tomatis, La magia dei numeri - Come scoprire con la matematica tutti i segreti del paranormale, Kowalski, pp. 226
Recensione


David Weinberger, Elogio del disordine - Le regole del nuovo mondo digitale, Rizzoli,
pp.360

 


 

2009

 

AA. VV., Curriculum e successo formativo in matematica e fisica: proposte, esperienze, problemi - Atti del III Convegno Nazionale di Didattica della FIsica e della MAtematica - DI.FI.MA. 2007, Edited by Ornella Robutti e Miranda Mosca, pp. 440, gennaio 2009.
Chi è interessato al libro può richiederlo a Ornella Robutti: ornella.robutti@unito.it

AA. VV., Conferenze e seminari (2008-2009) dall'associazione subalpina Mathesis, Kim Williams Books, pp. 300

AA. VV., Carlo Miranda - Il dialogo epistolare con il suo maestro Mauro Picone, PRISTEM/Storia n. 25 - 26, Bocconi, Pristem, pp. 250

Marco Abate, Matematica e statistica. Le basi per le scienze della vita, McGraw-Hill Companies, pp. 635

David Acheson, 1089 e altri numeri magici. Un viaggio sorprendente nella Matematica, Zanichelli, pp. 174

Alan Agresti e Barbara Finlay, Statistica per le scienze sociali, Pearson Education Italia, pp. 363

Al Gore, La scelta, Rizzoli, pp. 415 Recensione

Antonio Ambrosetti, Il fascino della matematica. Un viaggio attraverso i teoremi, Bollati Boringhieri, pp. 99

John Barrow, Perché il mondo è matematico, Laterza, pp. 107 (brossura, 7 ed.)

Francesco Berto, Tutti pazzi per Gödel! La guida completa al teorema di incompletezza, Laterza, pp. XV - 270

Renato Betti, La matematica come abitudine del pensiero . Le idee scientifiche di Pavel Florenskij, Boconi, Centro Pristem, pp. 132

Albrecht Beutelspacher, Marcus Wagner Piega e spiega la matematica. Laboratorio di giochi matematici, Ponte alle Grazie, pp. 186

Manuel Castells, Comunicazione e potere, Università Bocconi, pp. 696
Intervista a Manuel Castells

Emiliano Cristiani, Chiamalo X! ovvero Cosa fanno i matematici?, Springer Verlag, pp. 140

Tony Crilly, Cinquanta grandi idee di matematica, Dedalo, pp. 208

Bruno D'Amore, Giocare con la matematica, Archetipolibri, pp. 105

Alberto Felice De Toni, Erika Bernardi, Il pianeta degli agenti - Teoria e simulazione ad agenti per cogliere l'economia complesa, UTET Università, pp. 480

All’alba dei tempi la vita sulla terra ha avuto origine dai batteri, la cui combinazione ed evoluzione ha creato tutti gli organismi viventi. La storia della terra, la storia della vita, la storia degli uomini, la nostra storia è emersione dal basso, storia di entità elementari che diventano nel tempo sistemi adattativi complessi, sistemi che apprendono ed evolvono.
Il successo della teoria e della simulazione ad agenti – in piena ascesa nell’interesse degli scienziati di tutto il mondo – si fonda sull’attribuzione a queste entità elementari di capacità di interagire, apprendere ed evolvere. Gli agenti rappresentano uomini, gruppi, società, imprese, filiere, distretti di cui diventa possibile studiare le complesse dinamiche evolutive.
Questo lavoro è uno studio sulla teoria e simulazione ad agenti applicata in ambito economico e manageriale. Il pianeta degli agenti è il pianeta terra, il pianeta degli uomini, uomini agenti del loro futuro. Dedicato a tutti coloro che hanno compreso che l’emersione dal basso, in tutta la sua infinita varietà, è il mistero più affascinante della scienza.

Marcus Du Sautoy, L' ipotesi dei numeri primi, Rizzoli BUR, riedizione, pp. 150

Kitty Ferguson, La musica di Pitagora, Longanesi, pp. 416 CAPITOLO PRIMO

Maurizio Ferraris, Documentalità - Perché è necessario lasciar tracce, Laterza, pp. 430

Giovanni Filocamo, Mai più paura della matematica. Come fare pace con numeri e formule, Kowalski, pp.256

Kurt Gödel, Corripondenza A – G, pp. XXIV- pp 421, e H – Z pp. 532, Bollati Boringhieri
Edizione italiana a cura di Edoardo Ballo, Gabriele Lolli, Corrado Mangione (recentemente scomparso) e Paolo Pagli. Recensione

Judith R. Goodstein, Vito Volterra, Zanichelli, pp. 408

Furio Honsell e Giorgio Bagni, Curiosità e divertimenti con i numeri, Aboca Edizioni, pp. 240

Jonathan G. Koomey, I numeri che contano - E l'arte del problem solving, Edizione Muzzio, pp. 270

Walter Krämer , Le bugie della statistica, Mimesis, pp. 163

Mario Livio, Dio è un matematico. La scoperta delle formule nascoste dell'universo, Rizzoli, pp. 395

Cindy Lu, La matematica dell'amore, Piemme, pp. 221

Piergiorgio Odifreddi, Hai vinto, Galileo!, Mondadori, pp. 133

John A. Paulos, Un matematico legge i giornali. Difendersi con la logica dai trucchi dell'informazione, Rizzoli, pp. 301 RECENSIONE

Paolo Perrone, Quando il cinema dà i numeri, Le Mani, pp. 237

David Ruelle, La mente matematica, Edizioni Dedalo, pp. 208

Arturo Sangalli, La vendetta di Pitagora - Un mistero matematico, Ponte alle Grazie, pp.214

Anna Sfard, Psicologia del pensiero matematico - Il ruolo della comunicazione nello sviluppo cognitivo, Erickson, pp. 370

In questo libro Anna Sfard descrive in modo chiaro e dettagliato la sua visione innovativa dello sviluppo del pensiero. L’Autrice ritiene che molti dilemmi dell’apprendimento umano, tra cui la diffusa difficoltà nell’imparare gli elementi della matematica, traggano origine dall’ambiguità insita nel nostro linguaggio e nei discorsi esistenti sul pensiero.
Traendo spunto dal pensiero di Vygotskij e Wittgenstein, l’Autrice critica la tradizionale dicotomia tra pensiero e comunicazione e definisce il pensiero come una forma individualizzata di comunicazione interpersonale, coniando anche un nuovo termine, «comognizione», coraggiosa combinazione di comunicazione e cognizione.
Esso implica che la comunicazione verbale, con la sua proprietà distintiva di autoreferenza ricorsiva, possa essere la fonte primaria dell’abilità, presente solo negli esseri umani, di accumulare la complessità del loro agire nel passaggio da una generazione alla successiva.
La creazione di questa linea di pensiero si basa su un’assidua e densa ricerca empirica nella quale la Sfard analizza con perspicacia lo sviluppo dei discorsi matematici, traendone spunto per fornire indicazioni e suggerimenti efficaci per migliorare la didattica in generale, e in particolare quella della matematica.

Russell Shorto, Le ossa di Cartesio - Una storia della modernità - Longanesi, pp. 294

Wade Trappe e Lawrence C. Washington, Crittografia. Con elementi della teoria dei codici, Pearson Education Italia, pp. 528

 

E' uscita la Lettera Matematica PRISTEM 73. E' sicuramente una delle più belle riviste di matematica e lo conferma anche quest'ultimo numero.

Non è una rivista di didattica o di divulgazione, ma molto di più. E' la rivendicazione del ruolo culturale della matematica nella nostra società. Il primo articolo da segnalare è l'analisi della riforma Moratti - Gelmini riguardo all'insegnamento della Matematica. L'autore è il presidente della Commissione Italiana per l'insegnamento della Matematica, Giorgio Bolondi.
Vediamo l'indice:
Editoriale - Pavel Florenskij tra fede e matematica di Renato Betti - Ricordo di Giorgio Tomaso Bagni di Renato Betti - Tre "se" e tante domande di Giorgio Bolondi - Repetere, repetere, ..., repetere. Siste gradum! di Fioravante Patrone - Morte al club Fermat di Carlo Toffalori - Una passeggiata nella crittografia applicata: le firme digitali di Stefano Leonesi - Mario Salvadori si racconta di Lucia Orlando - Un libro di Edoardo Benvenuto sulla storia della Meccanica di Sandro Caparrini - Europa matematica di Luigi Pepe - Tutto è poligonale! di Aldo Scimone e Paolo Bussotti - Dal costruttivismo all'innatismo di Mario Graziano
Informazioni:
tel. 0258365618
e-mail: pristem@unibocconi.it

 

 

Lettera matematica 72 Pristem
Per qualsiasi informazione, si può contattare la segreteria del Centro PRISTEM
tel. 0258365618
e-mail: pristem@unibocconi.it

L'indice
3 Editoriale
4 Profonda gratitudine per i grandi maestri
di Carlo Bernardini
7 La scomparsa di Corrado Mangione
di Miriam Franchella
11 Arte e scienza
di Vincenzo Napolitano
14 Reminescenze di Gödel leggendo Borges
di Carlo Toffalori
24 Repetita iuvant?
di Fioravante Patrone
27 Una chiacchierata sulla teoria algoritmica dell'informazione
di Vieri Benci
39 I primi calcolatori in Italia in una testimonianza (inedita)
di Sandro Faedo
43 Tutto è poligonale
di Paolo Bussotti e Aldo Scimone
48 In obscurum coni conduxit acumen (ovvero l'infinito in un punto)
di Laura Catastini e Franco Ghione
56 Insuccessi in Matematica: cause e rimedi
Renato Betti intervista Gabriele Lucchini
62 Quando si moltiplicava per gelosia
di Stefania Funari e Marco Li Calzi

Daniel Tammet, Nato in un giorno azzurro, Rizzoli, pp. 229, 2008, € 18,00

Il 37 è grumoso come semolino, l'89 è neve che cade, i numeri primi sono lisci come ciottoli. Il 31 gennaio 1979, il giorno della sua nascita, è azzurro, come lo sono il 9 e tutti i mercoledì. Così Daniel vede i numeri: come forme e colori che si combinano in calcoli mentali istantanei. Qual è il suo segreto? Una forma di autismo chiamata sindrome di Asperger, che si accompagna a qualità fuori dal comune, tra cui una memoria strabiliante, ma anche terribili difficoltà ad affrontare la vita quotidiana. Il libro è l'autobiografia di Daniel Tammet, nato a Londra il 31 gennaio 1979. E' un bambino molto solo: a scuola bersaglio dei bulli, a casa irrimediabilmente diverso, per quanto amato, dagli otto fratelli e sorelle. È un adolescente tormentato e timido, perennemente sfasato dalla società dei suoi coetanei, da codici comunicativi che non capisce e non sa usare. E anche da adulto la vita è faticosa: ha seri problemi di coordinazione, deve mangiare ogni mattina l'identica quantità di cereali, non può usciere di casa se prima non ha contato gli indumenti che indossa. Ma l'appoggio della famiglia, l'impegno a viaggiare e ad aprirsi a nuove esperienze, e la scoperta dell'amore con Neil, il compagno conosciuto grazie al primo computer, daranno alla sua vita una direzione nuova e un nuovo slancio. "Nato in un giorno azzurro" non è solo una testimonianza unica, un viaggio nella psiche di un genio, ma anche una storia che racconta e spiega la diversità.
Recensione