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Le tassellature di Penrose
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Il matematico, come il pittore
o il poeta, è un creatore di forme. E se le forme che
crea sono più durature delle loro è perché
le sue sono fatte di idee.
Godfrey H. Hardy
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Indice
1. Cos’è
una tassellatura?
2. Gli oggetti impossibili
di Roger Penrose
3. Le tassellature
non periodiche
4. Coprire il piano
con forme poligonali di Roger Penrose
5. Dalle tessere di
Penrose ai quasicristalli
6. Tassellazioni con Cabri
7. Tassellature non
periodiche in libreria e in rete
1. Cos’è una
tassellatura?
Un esempio di tassellatura molto probabilmente ce l’avete
in questo momento davanti a voi o meglio, sotto i vostri piedi. Il pavimento,
che nella sua forma più comune è ricoperto di piastrelle
quadrate. C’è una regola precisa però che dev’essere
osservata: si ha una tassellatura soltanto quando le varie “tessere”
che la compongono non si sovrappongono né lasciano spazi vuoti.
Naturalmente la stessa regola la possiamo estendere allo spazio tridimensionale
o all’iperspazio.
I pavimenti più comuni avranno una copertura di piastrelle quadrate
oppure esagonali, con le quali è facile riempire un piano, replicando
la stessa figura in diverse posizioni e facendo aderire le tessere fra
loro. Anche una piastrella triangolare ricopre interamente il piano.
Osserviamo che una piastrella triangolare ha 3 assi di simmetria: ruotata
di 120° risulta identica a quella di partenza. La mattonella quadrata
ha invece 4 assi di simmetria e quella esagonale 6 assi di simmetria.
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| Triangoli, quadrati ed esagoni sono
poligoni regolari che possono tassellare il piano. |
Quella pentagonale ha 5 assi di simmetria,
ma scopriamo che con i pentagoni non è possibile ricoprire il
piano.
Affinché un poligono regolare tasselli
il piano è necessario naturalmente che l’angolo interno
sia un divisore di 360°. E questo vale per il triangolo, il quadrato
e l’esagono. Non vale per il pentagono.
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L’arte di riempire
un piano con uno schema ripetuto raggiunse il suo massimo sviluppo
nella Spagna del tredicesimo secolo, dove i Mori usarono tutti i
diciassette gruppi di simmetria nelle loro intrigate decorazioni
dell’Alhambra. La loro preferenza per gli schemi astratti
era dovuta alla stretta osservanza del precetto del Corano: “Tu
non disegnerai alcuna figura...”. |
| La sala “Lindaraya”
dell’Alhambra di Granada. |
H. S. M. Coxeter |
Abbiamo già incontrato le tassellature
su questo sito, a proposito di Escher
e dei suoi studi nati, dall’osservazione delle decorazioni dell’Alhambra
di Granada.
Prima di proseguire, vediamo di definire
meglio le tassellature. Le approfondiremo comunque più
avanti, nella presentazione di Roger Penrose che ha dedicato una grande
attenzione a questo argomento.
Con questo termine si intende una qualsiasi ripartizione del piano in
un certo numero di figure dette tasselli. Si definisce poi tassellatura
periodica una tassellatura che consente traslazioni almeno in due
direzioni non parallele, come quelle che abbiamo appena visto. In caso
contrario si dice non periodica. Un sistema di tasselli si
dice aperiodico se con questi tasselli si ottiene una tassellatura
non periodica.
2. Gli oggetti impossibili
di Penrose
La tassellatura non periodica più famosa è quello
studiata da Sir Roger Penrose, celebre fisico matematico,
noto per i suoi lavori sui buchi neri e sulla teoria quantistica della
gravità. E’ docente di Matematica dell'Università
di Oxford.
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Penrose è un grande esperto in giochi
matematici e ritiene giustamente che la matematica sia il gioco più
divertente. I suoi risultati eccezionali nel campo della cosmologia
non sono così popolari come i suoi oggetti impossibili, e le
tassellature non periodiche, che ritroviamo anche nel suo libro più
noto, La mente nuova dell'imperatore. Un libro che nonostante la complessità
degli argomenti affrontati, quando uscì nel 1989, diventò
immediatamente un best seller. Per la prima volta i temi più
attuali del dibattito scientifico venivano portati al grande pubblico
da uno dei protagonisti di questa ricerca, in termini scientificamente
corretti, ma comprensibili anche a chi non era del mestiere. "Un
libro meraviglioso per profani intelligenti", lo definì
Martin Gardner al quale, curiosamente, Penrose affidò la prefazione
al libro.
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| Due oggetti impossibili
(a sinistra) scoperti da Penrose quand'era ancora ragazzo,
con l’aiuto del padre, e usati da M. C. Escher per alcune
sue litografie (a destra). |
3. Le tassellature non periodiche
Esistono molti insiemi di tasselli che portano a tassellature non periodiche.
Il proimo, scoperto nel 1966, era enorme, formata da 20.246 tessere.
Successivamente diversi matematici scoprirono insiemi di tessere sempre
più piccoli, fino alle più semplici coppie di tessere
di Penrose. La coppia più famosa è quella formata dalla
«punta» e dall'«aquilone», due tessere che si
ottengono da un rombo avente gli angoli rispettivamente di 72° e
108°. Se si riporta sulla diagonale maggiore la misura del lato
del rombo, come indicato in figura, si ottengono due parti, chiamate,
come abbiamo detto, punta e aquilone, con le quali è possibile
costruire una tassellatura non periodica. Ma si deve fare attenzione
a non ricostruire il rombo, altrimenti si ricade su una tassellatura
regolare. Per evitare questo si possono segnare le due tessere con linee
di colore diverso, oppure dotarle di rientranze e sporgenze, come indicato
più avanti. In questo modo si impedisce che le tessere si colleghino
secondo figure regolari.
Si osservi che il rapporto tra i lati è il numero d’oro.
La lunghezza di un lato è 1,618... volte quella dell’altro
lato. E curiosamente il numero di “aquiloni”, in qualsiasi
schema che ricopra il piano, è esattamente 1,618... volte quello
delle “punte”. Un’altra coppia di tessere che costruiscono
una tassellatura non periodica, è formata da due rombi e le vedremo
più avanti, nella presentazione dello stesso Penrose.
Per divertirci a comporre tassellature aperiodiche, possiamo procurarci
un certo numero di queste tessere di Penrose, almeno un centinaio, con
l'aiuto di una fotocopiatrice o, più semplicemente, collegandoci
ad uno degli indirizzi riportati più avanti, dove troveremo tutte
le tessere virtuali necessarie per il nostro gioco.
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| Le due tessere di Penrose,
segnate con archi blu e rossi, per evitare, rifacendo il rombo,
di ricadere su una tassellatura periodica. |
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Nel Pentagono regolare è nascosto il
numero d’oro e anche la “punta” e l’”aquilone”. |
Le tre tessere di figura sono polimini,
scoperti da Penrose, che possono ricoprire il piano in modo non periodico.
In questo caso, come abbiamo detto, non c'è un motivo stabilito,
che si ripeta all'infinito, ma la composizione varia in modo imprevedibile,
costruendo un arabesco affascinante. E’ un esempio di quelli che
vengono definiti "universi giocattolo" e che Penrose ha utilizzato
nel suo libro per evidenziare i limiti del computer. E’ infatti
possibile dimostrare che questa copertura del piano è realizzabile,
tuttavia il computer non è in grado di simulare questo universo,
non esiste cioè un programma che consenta al computer di stabilire
quando un insieme di tessere di questo tipo possa ricoprire il piano.
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| Due esempi di collegamento
delle tessere, seguendo gli archi colorati. Si ottengono in tal
modo quelli che vengono chiamati rispettivamente “Stella”
e “Sole” di Penrose. |
4. Coprire il piano con forme
poligonali
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Riportiamo la presentazione
delle tassellature che lo stesso Roger Penrose ha fatto per il suo
libro La mente nuova dell’imperatore, Rizzoli, 1989 |
Come ultimo esempio di un problema di matematica
che non sia ricorsivo, consideriamo il problema di coprire il piano
euclideo con forme poligonali: disponendo di un numero finito di tali
forme diverse, ci chiediamo se sia possibile ricoprire completamente
il piano, senza vuoti e senza sovrapposizioni, usando solo queste forme
e non altre. Una tale disposizione di forme è chiamata tassellatura
del piano. Sappiamo bene che tali tassellature sono possibili usando
solo quadrati, o solo triangoli equilateri, o solo esagoni regolari,
ma non usando pentagoni regolari. Per tassellare il piano si possono
usare molte altre forme singole, come ciascuno dei due pentagoni irregolari
illustrati nella figura 4.6. Usando un paio di forme la tassellatura
può diventare può complessa. Due esempi semplici sono
forniti nella figura 4.7. Tutti gli esempi presentati finora hanno la
proprietà di essere periodici; ciò significa
che sono esattamente ripetitivi in due direzioni indipendenti. In termini
matematici, diciamo che c'è un parallelogrammo periodico:
un parallelogrammo che, qualora venga marcato in qualche modo e poi
ripetuto di continuo nelle due direzioni parallele ai suoi lati, riprodurrà
il disegno della tassellatura dato. Un esempio è presentato nella
figura 4.8, dove a sinistra è raffigurata una tassellatura con
una figura a forma di corno, che a destra è messa in relazione
a un parallelogrammo periodico di cui si indica la tassellatura periodica.
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| Figura 4.6. Due esempi
di tassellatura periodica del piano, ognuno dei quali usa una singola
forma (trovati da Majorie Rice nel 1976) |
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| Figura 4.7. Due esempi
di tassellatura periodica del piano, ognuna delle quali usa due
forme. |
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| Figura 4.8. Una tassellatura
periodica, illustrata in relazione al suo parallelogramma periodico. |
Ora ci sono molte tassellature del piano
che non sono periodiche. La figura 4.9 presenta tre tassellature
“a spirale” non periodiche, con la stessa tessera di forma
a corno della figura 4.8. Questa particolare forma di tessera è
nota come “versatile” (per ovvie ragioni!) e fu escogitata
da B. Grünbaum e G. C. Shephard (1981, 1987), che si fondarono
a quanto pare su una forma precedente dovuta a H. Voderberg. Si noti
che la forma versatile tassellerà il piano sia in modo
periodico sia in modo aperiodico. Questa proprietà è
condivisa da molte altre forme di tessere singole e da insiemi di forme
di tessere. Esistono singole tessere o insiemi di tessere che tassellano
il piano solo in modo aperiodico? la risposta a questa domanda è
«sì». Nella figura 4.10 ho raffigurato un insieme
di sei tessere costruite dal matematico americano Raphael Robinson (1971)
che tasselleranno l'intero piano, ma solo in un modo aperiodico.
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| Figura 4.9. Tre tassellature
non periodiche “a spirale” che usano la stessa forma
“versatile” presentata nella figura 4.8. |
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| Figura 4.10. Le sei tessere
di Raphael Robinson che tassellano il piano solo in modo non periodico |
Val la pena di esaminare in modo un po'
dettagliato come abbia avuto origine questo insieme aperiodico di tessere
(cfr. Grünbaum e Shephard, 1987). Nel 1961 il logico cinese-americano
Hao Wang affrontò il problema se esista o no una procedura
di decisione per il problema della tassellatura, ossia se ci sia
un algoritmo per decidere se un dato insieme finito di forme
poligonali diverse tassellerà o no l'intero piano! Wang riuscì
a dimostrare la possibilità di tale procedimento se si potesse
mostrare che ogni insieme finito di tessere distinte che tassellerà
in qualche modo il piano, lo tassellerà anche in modo periodico.
A quel tempo si pensava forse, secondo me, che probabilmente non potesse
esistere un insieme che violasse questa condizione, cioè un insieme
di tessere «aperiodico». Nel 1966, però, seguendo
alcune delle indicazioni fornite da Wang, Robert Berger riuscì
a mostrare che non esiste alcuna procedura di decisione per
il problema della tassellatura: anche il problema della tassellatura
fa parte della matematica non ricorsiva!12
Dal precedente risultato di Wang segue quindi che deve esistere un insieme
di tessere aperiodico, e Berger fu in effetti in grado di presentare
il primo esemplare di questa categoria. Per la complessità del
suo ragionamento, però, il suo insieme implicava un numero di
tessere diverse estremamente grande: in origine 20 426. Applicando qualche
altro ragionamento ingegnoso, Berger riuscì a ridurne il numero
a 104. Poi, nel 1 971, Raphael Robinson riuscì a ridurre ulteriormente
il numero alle sei tessere presentate nella figura 4.10.
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| Figura 4.11. Un altro insieme
di sei tessere che tassellano il piano solo in modo non periodico |
Un altro insieme aperiodico di sei tessere
è rappresentato nella figura 4.11. E’ un insieme che produssi
io stesso nel 1973 seguendo una linea di pensiero del tutto indipendente.
(Tornerò su questo argomento nel capitolo 10, dove nella figura
10.3 è rappresentata una superficie tassellata con queste forme.)
Venuto a conoscenza dell'insieme aperiodico di sei forme di Robinson,
cominciai a pensare a come ridurne il numero; e con varie operazioni
di taglia e incolla riuscii a ridurle a due. Nella figura 4.12 sono
raffigurati due progetti alternativi. Le strutture necessariamente aperiodiche
presentate dalle tassellature completate hanno molte proprietà
notevoli, fra cui una struttura quasi periodica con simmetria pentagonale,
a quanto pare cristallograficamente impossibile. Tornerò in seguito
su questi argomenti.
E forse notevole che una tale area della matematica apparentemente «banale»,
simile in apparenza a un «gioco per bambini» - come quella
di coprire il piano con forme congruenti -, faccia parte in realtà
della matematica non ricorsiva. Di fatto in quest'area ci sono molti
problemi difficili e insoluti. Non si sa, per esempio, se esista un
sistema aperiodico formato da una singola tessera.
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| Figura 4.12. Due coppie
di tessere, ognuna delle quali tassella il piano solo in modo non
periodico (“tessere di Penrose”); e regioni del piano
tassellate con ciascuna coppia |
Wang, Berger e Robinson affrontarono il
problema della tassellatura usando tessere fondate su quadrati. Io qui
sto considerando poligoni di forma generale, e occorre un qualche modo
adeguatamente computabile per visualizzare le singole tessere. Un modo
per farlo potrebbe essere quello di dare i loro vertici come punti del
piano di Argand, punti che possono essere forniti in modo perfettamente
adeguato con numeri algebrici.
5. Dalle tessere di
Penrose ai quasicristalli
Quello che all’apparenza sembra soltanto
un gioco, un divertente puzzle con tessere che ricoprono il piano, componendo
affascinanti disegni sempre diversi, ha avuto un’importante applicazione.
Ha
permesso infatti di chiarire la struttura cristallina, cioè la
disposizione degli atomi, di un gruppo di sostanze, chiamate quasicristalli,
che sfidavano le leggi classiche della cristallografia. Le tassellature
non periodiche, con le tessere di Penrose, sono il modello di riferimento
di queste sostanze. Ricordiamo soltanto che generalmente i corpi solidi
si presentano allo stato amorfo, con gli atomi disposti in modo casuale
e disordinato, come il vetro, oppure allo stato cristallino, come il
sale da cucina, con gli atomi disposti in ordine geometrico su reticoli
tridimensionali, costituiti da miliardi di celle tutte uguali, ognuna
delle quali in genere non è più grande di un decimilionesimo
di centimetro. Regole geometriche, stabilite 150 anni fa, consentono
di definire forme e proprietà dei cristalli. Una di tali regole
afferma che le uniche simmetrie di rotazione permesse per una struttura
cristallina sono quelle binaria, ternaria, quaternaria e senaria, tali
cioè che la struttura del cristallo torna a coincidere con se
stessa, dopo una rotazione di mezzo giro oppure dopo un terzo, un quarto,
un sesto di giro. Ora le strutture delle tassellature aperiodiche hanno
««quasi»» una simmetria quinaria. Si possono
cioè trovare dei movimenti che portano la struttura ««quasi»»
a coincidere con se stessa: ««Non occorre che ci preoccupiamo
qui del preciso significato di questa affermazione - dice Penrose -
l'unico punto che ci interessa è che, se si avesse una sostanza
in cui gli atomi fossero disposti ai vertici della forma, questa ci
apparirebbe come una struttura cristallina, e nondimeno presenterebbe
una simmetria quinaria proibita!»». Nel 1984, dieci anni
dopo la scoperta delle tassellature non periodiche, Daniel Schechtman,
un fisico israeliano, scoprì l'impossibile: una lega di alluminio
e manganese che presentava una simmetria quinaria. Fino ad oggi sono
state scoperte più di cento sostanze simili, per la maggior parte
leghe dell'alluminio, battezzate quasicristalli. Nello stesso periodo
in cui Schechtman scopriva i quasicristalli, Paul Steinhardt, docente
di matematica alla Princeton University, avanzava l'ipotesi che gli
atomi di una sostanza potessero costruire strutture aperiodiche simili
alle tassellature di Penrose. Strutture che avrebbero potuto giustificare
la simmetria quinaria dei quasicristalli.
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| Un quasi – cristallo, con
una struttura cristallina chiaramente impossibile. Immagine da http://www.jyi.org/
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Al posto dei due rombi di Penrose, Steinhardt
propose di usare due romboidi che riempivano completamente lo spazio
tridimensionale. Successivamente, una matematica tedesca, Petra Gummelt,
suggerì di utilizzare un'unica tessera decagonale al posto dei
due rombi.
Una tessera che compone ancora tassellature non periodiche, ma soltanto
se vengono consentite sovrapposizioni. La conferma di questo modello
matematico per i quasicristalli è arrivata su Nature poco tempo
fa. Steinhardt ha annunciato la verifica sperimentale di questa ipotesi:
la tassellatura ottenuta con le tessere decagonali, in parte sovrapposte,
coincide perfettamente con la figura di diffrazione ai raggi X di un
quasicristallo, studiato in Giappone dal Centro Nazionale delle Ricerche
sui Metalli: una lega di alluminio, nichel e cobalto la cui formula
è Al72Ni20Co8.
«Con una miglior comprensione del
processo di formazione dei quasicristalli – afferma Steinhardt
– e un miglior controllo della loro struttura e della loro composizione
chimica, sarà possibile scoprire nuove applicazioni di questi
materiali che risultano più duri dei cristalli e con una maggiore
resistività elettrica alle basse temperature». Quello che
all’origine non era che un semplice gioco è diventato il
fondamento di un’importante ricerca scientifica. E questo conferma
ancora una volta che la matematica non è che un gioco. Ma un
gioco importante, perché è quello della natura.
6. Tassellazioni con Cabri
Siamo grati a CABRILOG S.A.S., Software
Matematici Innovativi, Francia, www.cabri.com,
per il permesso che ci ha concesso di pubblicare le pagine del Manuale
CABRI GEOMETRE II plus, sulla costruzione di alcune tassellazioni.
Capitolo 7
Tassellazioni I
In questo capitolo costruiremo alcune tassellazioni del piano con dei
poligoni. Cominciamo con qualche definizione semplificata, ma sufficiente
per il seguito. Il lettore interessato potrà consultare il testo
di riferimento di Branko Griinbaum e Geoffrey C. Shephard, Tilings
and Patterns, Freeman, New York 1987. Esiste anche un gran numero
di siti Internet sulle tassellazioni e sui gruppi di simmetria.
Si dice che un insieme di parti chiuse del piano è una tassellazione
(o pavimentazione) del piano se gli interni delle parti sono
disgiunti a due a due e l'unione di tutte le parti è l'intero
piano. Le parti del piano utilizzate sono chiamate mattonelle
(o facce) della tassellazione. L'intersezione non ridotta a
un punto di due mattonelle è chiamata spigolo della
tassellazione, e l'intersezione ridotta a un punto di due o più
mattonelle è chiamata vertice della tassellazione.
Per una tassellazione P, si indica con S(P) l'insieme
delle isometrie f del piano tali che l'immagine di ogni mattonella
di P tramite f è una mattonella di P.
S(P) è un gruppo, chiamato il gruppo delle simmetrie
della tassellazione. Per questo gruppo si possono considerare diversi
casi:
• S(P) non contiene alcuna
traslazione. S(P) è allora isomorfo a un gruppo ciclico,
eventualmente ridotto all'identità, generato da una rotazione
di angolo 2p/n, o a un gruppo diedrale, gruppo delle simmetrie
di un poligono regolare con n lati.
• S(P) contiene delle traslazioni
di vettori tutti collineari. S(P) è allora isomorfo
a uno dei 7 gruppi dei fregi.
• S(P) contiene due traslazioni
di vettori non collineari. Allora S(P) è isomorfo
a uno dei 17 gruppi cristallografici e la tassellazione è detta
periodica.
Se tutte le mattonelle della tassellazione
possono essere ottenute tramite un'isometria a partire da una sola mattonella,
si dice che la tassellazione è monoedrale.
Qui prendiamo in esame soltanto il caso delle tassellazioni monoedrali
ottenute con poligoni.
Ci proponiamo innanzitutto di costruire una tassellazione monoedrale
in cui una mattonella è un triangolo qualunque.
Costruiamo un triangolo ABC qualunque
con l'aiuto dello strumento [oggetti rettilinei] Triangolo,
poi il punto medio I di uno dei lati, per esempio BC,
con lo strumento [costruzioni] Punto medio. Sia D
il simmetrico di A rispetto al punto I, ottenuto con
lo strumento [trasformazioni]Simmetria centrale, selezionando
dapprima l'oggetto da trasformare A, poi il centro di simmetria
I.
Il quadrilatero ABCD è un
parallelogramma e si può utilizzare per pavimentare il piano.
Si costruiscono i due vettori AB e AC, con lo strumento
[oggetti rettilinei]Vettore, e poi vengono utilizzati
per duplicare i triangoli ABC e BCD tramite una traslazione,
con lo strumento [trasformazioni] Traslazione.
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| FIGURA 7.1 - Sinistra. A partire
da un triangolo ABC qualunque, si costruisce il suo simmetrico rispetto
al punto medio di uno dei suoi lati (qui, BC). Si ottiene allora
un parallelogramma ABCD. Destra. Lo strumento [trasformazioni]Traslazione
permette di costruire le immagini dei due triangoli con le traslazioni
di vettori AB e AC. |
Lo stesso approccio permette di pavimentare
il piano con un quadrilatero qualunque, convesso o no. Si prende il
simmetrico del quadrilatero rispetto al punto medio di un lato, e si
otterrà un esagono con i lati paralleli due a due, che tassella
il piano per traslazione.
Il caso degli altri poligoni convessi è molto più complicato.
A partire da 7 lati, si può dimostrare che nessun poligono convesso
può pavimentare il piano. Ci sono 3 tipi di esagoni convessi
che tassellano il piano, e almeno 14 tipi di pentagoni convessi che
tassellano il piano, ogni tipo essendo definito da un insieme di condizioni
sugli angoli e le lunghezze dei lati. Nel caso dei pentagoni, non si
sa al momento attuale se i 14 tipi conosciuti forniscono tutte le soluzioni
al problema. L'ultimo tipo conosciuto è stato scoperto nel 1985.
Anche per i poligoni non convessi la questione, a nostra conoscenza,
non è stata ancora risolta.
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FIGURA
7.2 - Lo stesso tipo di costruzione permette di pavimentare
il piano con un quadrilatero qualunque, eventualmente non convesso,
purché non incrociato |
ESERCIZIO 12 - Costruire un pentagono convesso
ABCDE che verifichi le condizioni seguenti: l'angolo in A
è Â = 60°, l'angolo in C è
C = 120°, AB = AE, CB = C D.
Queste condizioni non determinano un pentagono
unico, ma una famiglia di pentagoni. Il numero di punti liberi della
costruzione sarà dunque almeno tre.
Con delle rotazioni successive di centro A e di angolo 60°
(strumento [trasformazioni] Rotazione, che richiede
inizialmente l'oggetto da trasformare, un angolo e il centro) costruire
un "fiore" di 6 pentagoni. L'angolo è un numero scelto
sul foglio con lo strumento [testo e simboli] Numeri.
I "fiori" ottenuti possono allora essere assemblati tramite
traslazione per pavimentare il piano. La tassellazione ottenuta è
il "tipo 5" della classificazione data in Tilings and
Patterns. Questa tassellazione è stata pubblicata da K.
Reinhardt nel 1918.
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| FIGURA
7.3 - Sinistra. Costruzione di un pentagono che verifica le
condizioni A = 60°, è = 120°, AB = AE e CB = CD.
I punti A, B e C sono liberi nel piano. Destra. Il pentagono di
base è riprodotto con rotazioni di centro A e angolo di
60°, per formare un "fiore" a sei petali. I "fiori"
sono assemblati tramite traslazione per ricoprire il piano. |
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Questa tassellazione è non solo
monoedrale, ossia con tutte le mattonelle identiche a meno di isometrie,
ma in più è anche isoedrale, ovvero tutte le
mattonelle giocano lo stesso ruolo nella tassellazione. Più precisamente,
se una isometria trasforma una mattonella in un'altra mattonella della
tassellazione, allora questa isometria fa parte del gruppo delle simmetrie
della tassellazione.
ESERCIZIO* 13 - Costruire un pentagono ABCDE che verifica le
condizioni E = 90°, A + D = 180°, 2B
- D = 180°, 2C + D = 360°, EA = ED
= AB + CD.
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FIGURA
7.4 - Pentagono di "tipo 10" secondo la classificazione
del libro "Tilings and Patterns". Questo pentagono serve
come base per una tassellazione monoedrale del piano. I punti
E e A sono liberi e il punto I è libero su un arco di circonferenza. |
La tassellazione è realizzata facendo
all'inizio tre copie della mattonella tramite rotazioni successive di
90° attorno al punto E, per ottenere un quadrato troncato.
Poi questi quadrati troncati sono accostati in "strisce" tramite
traslazione in una direzione. Le "strisce" di quadrati sono
separate da "strisce" di pentagoni, come nella figura riportata
di seguito.
| FIGURA
7.5 - Pavimentazione monoedrale con dei pentagoni convessi.
Questa tassellazione è dovuta a Richard E. James III, trovata
in seguito alla pubblicazione di un articolo di Martin Gardner
nello "Scientific American" nel 1975. Si può
trovare questo articolo, completato, in Martin Gardner, "Time
travel and other mathematical bewilderments", Freeman, 1987. |
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Capitolo 8
Tassellazioni II
Questo capitolo fa riferimento alle definizioni date nel capitolo precedente
"Tassellazioni l''.
Esistono degli insiemi di poligoni a partire dai quali non si può
costruire nessuna tassellazione periodica. La più conosciuta
è certamente quella delle "mattonelle" di Penrose,
dal nome del matematico Roger Penrose che le ha scoperte nel 1974. Queste
mattonelle sono chiamate "Kite" (aquilone) e "Dart"
(freccia). Sulle mattonelle è disegnato un motivo colorato e
solo gli assemblaggi che rispettano la corrispondenza dei colori sono
permessi; questo scarta le tassellazioni periodiche. Queste due mattonelle
sono dei quadrilateri con gli angoli multipli di θ = 36° e
i lati di lunghezza 1 e φ, con &phi = (1 + v5)/2, un celebre numero
detto rapporto aureo. Il motivo colorato qui presentato è
dovuto a John Conway e fornisce delle sorprendenti curve che presentano
un'invarianza per rotazioni dell'angolo θ
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FIGURA
8.1 - Mattonelle "Dart" (a sinistra) e "Kite"
(a destra). |
Poiché le mattonelle "Kite"
e "Dart" sono un po' laboriose da disegnare, ci proponiamo
di creare delle macro-costruzioni che permettano di ottenere
liberamente, con un paio di clic del mouse, il loro disegno sul foglio
di lavoro.
Una macro-costruzione (o macro) permette di ottenere una figura in corrispondenza
a un sottoinsieme di oggetti della figura. Per definire una macro occorre
assegnare, in una figura, un insieme di oggetti iniziali e un insieme
di oggetti finali, che si possa costruire a partire da quelli iniziali.
Una volta definita la macro, nella casella degli strumenti [macro]
si ha a disposizione un nuovo strumento. Questo, per essere utilizzato,
richiede la selezione di un insieme similare di oggetti iniziali, e
riproduce la costruzione memorizzata nella macro a partire da questi
oggetti. Nel momento della creazione della macro, abbiamo la possibilità
di darle un nome, di disegnare la sua icona e di salvarla in un file
separato. È anche possibile utilizzare la macro di una figura
in un'altra figura: basta aprire simultaneamente le due figure e in
questo modo la macro sarà utilizzabile in entrambe. Una macro
è incorporata nel file di una figura se essa è stata utilizzata
o definita in questa.
Si può "sovraccaricare"
la definizione di una macro, definendo una macro con lo stesso nome
che, pur avendo oggetti iniziali diversi, costruisce gli stessi oggetti
finali.
Cabri Géomètre allora domanda, nel momento della definizione
della macro, se occorre sostituire la precedente macro o se si desidera
completarla. Se si sceglie di completarla, allora si potrà utilizzare
indifferentemente una delle due macro. In questo modo, per esempio,
si può definire una macro che prenda in ingresso sia due punti
che un segmento.
Andiamo allora a definire una macro Dart
1 L che, a partire da due punti A e B, costruisce
una mattonella "Dart" che si appoggia sul segmento AB,
considerando B a partire da A, tale che AB
sia un lato corto (da cui l'1 del nome) della mattonella
e l'estremo dell'arco appartenente ad AB sia più lontano
da A che da B (da cui la L, per "lontano").
Definiremo anche la macro Dart 1 C, costruendo una
mattonella "Dart" a partire da due punti A e B,
tale che il lato AB sia ancora un lato corto, ma che l'estremo
dell'arco appartenente ad AB sia più vicino ad A
che a B (da cui il C del nome per "vicino").
Nello stesso modo definiremo la macro Dart phi L, Dart
phi C e le quattro macro corrispondenti per "Kite".
Per definire queste macro, bisogna prima
disegnare le mattonelle a partire da due punti. Prendiamo dunque due
punti qualunque A e B, costruiti con lo strumento
[punti] Punto, che rappresenteranno la lunghezza unitaria delle
mattonelle. Si costruisce dapprima la retta AB, con lo strumento
[oggetti rettilinei] Retta, poi la retta perpendicolare
a AB passante per A, con lo strumento [costruzioni]
Retta perpendicolare, e la circonferenza di centro A passante
per B con lo strumento [ curve] Circonferenza.
Si costruisce infine un punto d'intersezione C della
perpendicolare a AB con la circonferenza. Con lo strumento
[punti] Punto si selezionerà l'intersezione
"sopra" il segmento AB.
Per prima cosa dividiamo la circonferenza in l0 parti uguali. Costruiamo
il simmetrico B' di A rispetto a B, e il
simmetrico A' di B rispetto ad A. Si usa
lo strumento [trasformazioni] Simmetria centrale, selezionando
dapprima il punto da trasformare, poi il centro di simmetria. Sulla
retta AB, se A ha ascissa 0 e B ha ascissa
1, allora B' è in 2 e A' in -1. Abbiamo anche
bisogno del punto medio A’’ tra A e A',
ottenuto con lo strumento [costruzioni] Punto medio.
Con le convenzioni precedenti l'ascissa di A’’
su AB è -1/2. Si costruisce quindi la circonferenza
di centro A’’ e passante per C. Questa
circonferenza interseca la retta AB in due punti, P
("a sinistra" di A) e Q “a destra"
di A). Le ascisse di P e Q sono rispettivamente
–φ e φ – 1. Le perpendicolari ad AB passanti
per P e Q intersecano la circonferenza di centro A
passante per B' in quattro punti, vertici di un pentagono
regolare il cui quinto vertice è B'. Si completa il
decagono regolare per simmetria, per ottenere la figura riportata nel
seguito. Si costruisce così l'angolo θ = 36° e la lunghezza
φ = (1 + v5)/2, due grandezze intimamente legate al pentagono regolare.
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FIGURA 8.2 - Sinistra. Suddivisione
del cerchio in l0 settori uguali. Destra.
Si riporta la suddivisione sulla circonferenza di raggio φ,
e si nascondono gli elementi che non servono per il seguito. |
Tracciamo la circonferenza di centro A
passante per P. Il raggio di questa circonferenza è
dunque φ.
Si riporta la suddivisione in 10 parti su
questa circonferenza, poi si nascondono gli elementi di costruzione
con lo strumento [attributi] Mostra/Nascondi, per lasciare
visibili soltanto gli elementi della seguente figura. I vertici del
decagono regolare inscritto nella circonferenza di raggio φ sono
denominati R, 1, 2, 3, 4, P, 6, 7, 8 e 9.
Il seguito delle costruzioni deve essere fatto prendendo a modello la
figura seguente.
Si costruiscono i segmenti che congiungono
il punto P e i punti 2 e 8 con lo strumento [oggetti
rettilinei] Segmento, poi i due quadrilateri con lo strumento
[oggetti rettilinei] Poligono. Si disegnano poi le
circonferenze sostegno degli archi, con [curve] Circonferenza,
poi finalmente gli archi con [curve] Arco di circonferenza.
Un arco di circonferenza è definito da tre punti: i suoi due
estremi e un punto interno, che è il secondo punto selezionato.
Si nasconderanno poi i punti che definiscono gli archi, per evitare
che essi compaiano nel momento dell'utilizzazione delle macro. L'aspetto
degli archi e dei quadrilateri viene modificato utilizzando gli strumenti
[attributi] Spessore e [attributi] Colore.
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| FIGURA 8.3 - Costruzione delle
due mattonelle e degli archi colorati. |
Possiamo ora creare due delle macro necessarie.
Attiviamo lo strumento [macro] Oggetti iniziali, e
selezioniamo B e poi A.
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L'ordine di selezione degli oggetti dello
stesso tipo è importante; essi dovranno essere selezionati nello
stesso ordine desiderato nel momento dell'utilizzazione della macro.
Attiviamo ora lo strumento [macro] Oggetti finali,
e selezioniamo il poligono Dart e i suoi due archi. Infine, la macro
viene definita attivando lo strumento [macro] Definizione della macro.
La chiameremo Dart 1 L. Nel momento della definizione
della macro, si può disegnare l'icona dello strumento, assegnarle
un nome, inserire qualche riga di commento, dare un nome al primo oggetto
creato e proteggere la macro con una password (scelta utile in classe,
per definire delle "scatole nere", ossia delle caselle di
strumenti dei quali si conoscono solo gli oggetti iniziali e finali).
Una volta che la macro è stata definita, nella casella degli
strumenti [macro] appare un nuovo strumento. Andiamo
a verificare il funzionamento della nostra nuova macro. Selezioniamo
lo strumento [macro] Dart 1 L, e due nuovi punti
U e V. Si ottiene una nuova mattonella Dart,
basata sui punti U e V.
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| FIGURA 8.4 - Sinistra. Applicazione
della macro Dart 1 L a due nuovi punti U e V. Destra.
Inizio della tassellazione "Sole", costruita con l'aiuto
delle nostre due macro. |
A partire dalla nostra costruzione, si definisce
nello stesso modo la macro Kite 1 L. Usando queste
due macro, si può cominciare a costruire la tassellazione "Sole",
che ha lo stesso gruppo di simmetrie del pentagono regolare.
ESERCIZIO 14 – Definire le altre sei
macro e continuare la tassellazione del “Sole”. Disegnare
la tassellazione “Stella”, il cui centro è formato
da cinque mattonelle Dart che puntano verso il vertice centrale.
ESERCIZIO 15 – Elencare le 7 configurazioni
possibili con le mattonelle di Penrose attorno a un vertice.
7. Tassellature
non periodiche in libreria e in rete
Tassellature su Polymath:
Matematica
e...Tassellature
Il mondo di Escher
La
mente nuova dell’Imperatore
Prefazione di Martin Gardner
Il
numero d’oro di Federico Peiretti
M. Gardner, Extraordinary nonperiodic
tiling that enriches the theory of tiles, Scientific American,
n. 236, gennaio 1977
Roger Penrose, La mente nuova dell’imperatore,
pp. 180 – 189, 548 – 554, Rizzoli, 1992
P. Bellingeri, M. Dedò, S. Di Sieno,
C. Turrini, Il ritmo delle forme, Parte II, Mimesis, 2001
Ivars Peterson, Il turista matematico,
pp. 260 – 273, Rizzoli, 1991
Tassellature non periodiche di Federico
Peiretti, LA STAMPA, TuttoScienze, 11/8/93
I quasicristalli, giocare con le tessere
di Penrose di Federico Peiretti, LA STAMPA, TuttoScienze, 17/2/99.
http://www2.spsu.edu/math/tile/index.htm
Una stupenda lezione sulle tassellature.
http://mathworld.wolfram.com/topics/Tiling.html
Uno dei più sicuri riferimenti per le tassellature è la
pagina di Mathworld
http://plus.maths.org/issue18/features/penrose/
Un articolo della rivista online PLUS.
http://www.scienceu.com/geometry/articles/tiling/wallpaper.html
Le diciassette tessere della carta da parati, Wallpaper tilings,
come introduzione alle simmetrie, con esempi animati.
http://mathforum.org/sum95/suzanne/whattess.html
Una bella introduzione alle tassellature di Suzanne Alejandre.
http://mitglied.lycos.de/polyforms/
Poliforme per le tassellature
e in particolare i “Politani” e i “Poliaboli”
http://mitglied.lycos.de/polyforms/polytans/hextanplus.html
http://www.geocities.com/SiliconValley/Pines/1684/Penrose.html
Un applet molto divertente di ShuXiang Zeng, per costruire tassellature
non periodica di Penrose, con tessere di tutti i colori.
http://wwwphy.princeton.edu/~steinh/quasi/
Un saggio sui quasi cristalli e altri studi di Paul J. Steinhardt, Dipartimento
di Fisica dell’Università di Princeton.
http://haides.caltech.edu/~lifshitz/symmetry.html
Una chiara ed esauriente introduzione alla teoria dei quasicristalli.
http://www.ics.uci.edu/~eppstein/junkyard/sym.html
I link alle principali pagine di “Simmetria e teoria dei gruppi”
 |
Lucio
Saffaro, Tassellatura non archimedea |
http://www.angelusnovus.it/catalogo/saffaro.htm
Le tassellature di Lucio Saffaro
http://www.geom.uiuc.edu/java/Kali/
Java Kali, un programma per visualizzare le simmetrie delle figure finite
del piano, dei fregi e delle carte da parati.
http://matematica.uni-bocconi.it/tassellatura1/tracce.htm
Dalla tassellatura del piano alla pavimentazione di spazi urbani, un
articolo di Judith Flagg Moran e Kim Williams
12 Hanf (1974)
e Myers (1974) hanno mostrato inoltre che esiste un singolo insieme
(formato da un gran numero di tessere) che tassellerà il piano solo
in un modo non computabile. (up)
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