I NANETTI MISTERIOSI

di Ennio Peres


Il seguente, sorprendente gioco grafico (realizzato nel 1985 da Susanna Serafini, per la Clementoni) è una variante di un ingegnoso rompicapo ideato nel 1896 dall’enigmista statunitense, Sam Loyd. Il trucco su cui si basa, sfrutta un ragionamento matematico piuttosto elementare; la sua individuazione, però, non è affatto immediata.

Preparazione

Stampateate le tre figure rettangolari riprodotte qui sotto; incollatele su un cartoncino rigido e ritagliatele lungo i bordi..

 

Figura 1
Figura 2
Figura 3

Presentazione

- Disponete su una superficie piana i tre cartoncini ottenuti in base alle precedenti istruzioni e accostateli nel modo indicato in fig. 4.
- Chiedete ai vostri spettatori di contare i nanetti che si vedono nel disegno così composto. Tutti converranno che ce ne sono 15; né uno di più, né uno di meno...


Figura. 4

- Scambiate di posto i due cartoncini superiori (come indicato in fig. 5) e pregate i vostri spettatori di contare nuovamente i nanetti… Incredibilmente, questa volta saranno solo 14: uno di loro sarà scomparso nel nulla!


Figura 5

Spiegazione del trucco

Come si può notare, nell’insieme dei tre cartoncini sono raffigurate 28 porzioni di nanetti, di varia misura: 14 nell’insieme dei due cartoncini superiori e 14 in quello inferiore.
Posizionando i cartoncini come indicato in fig. 4, si abbinano solo 13 coppie di porzioni, mentre ne rimangono isolate due molto grandi (una sopra e una sotto), che corrispondono praticamente a due nanetti interi (precisamente il 6° e il 13° da sinistra). In questa configurazione, quindi, i nanetti che si vedono sono: 13+1+1 = 15.
Se si inverte la posizione dei due cartoncini superiori (fig. 5), ciascuna delle 14 porzioni inferiori, combacia perfettamente con una delle 14 superiori. In questa configurazione, quindi, appaiono solo 14 nanetti.
È bene chiarire che non ha senso chiedersi quale nanetto sparisca; infatti, tutti gli elementi iconografici presenti all’inizio si ritrovano anche alla fine, anche se disposti in un altro modo.
Ovviamente, siccome negli spostamenti dei due cartoncini nulla si crea e nulla si distrugge, i 15 nanetti che appaiono nella fig. 4 sono tutti mediamente un po’ più piccoli dei 14 che si vedono nella fig. 5.

La struttura di base

La costruzione grafica che consente l’effettuazione di questo gioco può essere evidenziata dai due schemi seguenti, nei quali ogni nanetto è rappresentato da un segmento verticale.
Come si può notare, il taglio orizzontale divide i segmenti in 28 parti, di varie misure: 14 disposte nell’insieme dei due rettangoli superiori e 14 in quello inferiore.
Nella situazione indicata in fig. 6, si abbinano solo 13 coppie di queste parti di segmenti, mentre ne rimangono isolate due molto lunghe (FF sotto e OO sopra). In questa configurazione, quindi, i segmenti interi che si vanno a ricomporre sono: 13+1+1 = 15.


Figura 6

Se si inverte la posizione dei due cartoncini superiori (fig. 7), ciascuna delle 14 parti superiori, combacia perfettamente con una delle 14 inferiori. In questa configurazione, quindi, si formano solo 14 segmenti interi.


Figura 7

Ovviamente, come si può facilmente verificare, i 15 segmenti che appaiono nella fig. 6, sono tutti mediamente un po’ più piccoli dei 14 che si vedono nella fig. 7.
Sulla traccia dello schema di fig. 6, è possibile realizzare delle versioni personali di questo gioco, sostituendo tutte le linee verticali con delle immagini di forma adeguata, anche molto semplici (come lapis, alberi, torri, ecc.).

Il concetto primario

Il gioco in questione è frutto di una sofisticata applicazione del seguente, semplice paradosso geometrico.
- Tracciate su un foglietto un certo numero di linee rette verticali, tutte alla stessa distanza l’una dall’altra e tutte della medesima lunghezza.
- Dividete il foglietto con un taglio obliquo che lasci intatte la prima e l’ultima linea (fig. 6).

- Fate slittare la metà inferiore del foglietto verso sinistra, di uno spazio uguale alla distanza tra una linea e l’altra (fig. 7).
- Contate quante linee compaiono ora: ne troverete una di meno...

In questo caso così schematico, non è difficile verificare che, in realtà, non è scomparsa alcuna linea, ma che ognuna di quelle nuove si è accresciuta di un piccolo tratto, rispetto alle precedenti.
Infatti il taglio obliquo genera 14 segmenti di varia misura: 7 nella metà superiore del foglietto e 7 in quella inferiore.
Nella situazione iniziale di fig. 4, si abbinano solo 6 coppie di segmenti, mentre ne rimangono isolati due (AA sopra e HH sotto). In questa configurazione, quindi, si contano: 6 + 1+ 1 = 8 linee verticali.
Se si fa slittare la metà inferiore del foglietto (fig. 5), ciascuno dei 7 segmenti superiori combacia perfettamente con uno di quelli inferiori. In questa configurazione, quindi, appaiono solo 7 linee verticali.

Bibliografia

- A. Adrion, L’arte della magia, Mazzotta, Milano, 1979.
- M. Gardner, I misteri della magia matematica, Sansoni, Firenze, 1985.
- E. Peres, Divertimenti paradossali, dalla rivista «Europeo» (Rizzoli, Milano)- n. 33, 18 agosto 1990.