Il PC nel cassonetto

di Andrea D’Alessandro

 

L’obsolescenza programmata dei PC

Oggi il PC è un dispositivo consumer che si vende al supermercato come le lavatrici, a costi relativamente bassi. Ma, a differenza delle lavatrici che - costruite per durare cinque anni - vengono buttate quando rotte, i PC si buttano molto prima, anche se perfettamente funzionanti. Dopo un anno, il PC che è stato comprato come lo stato dell’arte del momento, è diventato entry-level (1); dopo due anni è obsoleto, e dopo quattro viene considerato praticamente inusabile.
Questa spirale senza fine è causata soprattutto dai produttori di software, i quali sfornano a getto continuo nuovi programmi o nuove versioni di quelli esistenti, che necessitano di PC di maggiore potenza per essere eseguiti. A questa domanda di potenza i produttori di hardware sono ben lieti di venire incontro, rispondendo con dispositivi dotati di maggiore velocità, memoria e sofisticazione tecnologica (CPU superscalari, istruzioni vettoriali, architetture multibus (2)), che alimentano una spirale di sostituzione di dispositivi obsoleti che non pare rallentare.
Quando però si guardano con occhio critico i nuovi programmi responsabili di questa corsa al sempre più veloce, salta subito all’occhio che le funzioni veramente essenziali non paiono cambiate dalle versioni di dieci anni fa. Un foglio elettronico moderno come Microsoft Excel XP non esegue funzioni molto più sofisticate dell’equivalente Lotus 1-2-3 dell’inizio dei ’90, e Microsoft Word XP permette una gestione testi più o meno allo stesso livello della versione Word 2.0 a 16bit (3).
La maggiore potenza sembra essere necessaria per le nuove funzioni aggiunte, per la maggior parte miglioramenti di forma esteriore e funzioni di help sofisticatissime (4) ma praticamente mai veramente utili.
Sembra perciò che il nuovo software sia programmato per rendere obsoleti i computer del momento; e i due maggiori giocatori nell’arena informatica, Microsoft e Intel, paiono alleati nel fare montare questa spirale senza fine di obsolescenza programmata e aggiornamento continuo, e l’utente è stretto nell’abbraccio mortale tra loro.
Oggi è più economico comprare una nuova macchina che cercare di aggiornarne una vecchia alle nuove generazioni tecnologiche; non ci sono molte soluzioni alle crescenti quantità di spazzatura tecnologica che la gente butta. Tre quarti dei computer comperati negli anni sono attualmente nelle cantine e nelle soffitte perchè le persone che li comperarono a suo tempo non sanno cosa farsene.
Il modo più rapido per disfarsene è quello di buttarli in un cassonetto della nettezza urbana. E così, la maggior parte dei nostri PC obsoleti, quasi sempre accompagnati dal monitor di corredo, prende la strada della discarica.

I materiali pericolosi in un PC

Secondo un report preparato dalla Microelectronics and Computer Technology Corporation, in un PC c’è piombo, arsenico, mercurio e altre sostanze tossiche in varie quantità. Nella composizione di un tipico personal computer desktop, formato da una unità centrale da circa 10kg, e da un monitor 15” da 15kg, la distribuzione dei materiali è la seguente (5):

Materiale Peso(%) Peso(g) Riciclabilità(%) Scarto(g) Uso all’interno del dispositivo
silicati 24,8803 6220,08 0 6220,08 vetro, semiconduttori
plastica 22,9907 5747,68 20 4598,14 (include tutti i materiali organici), ovunque
ferro 20,4712 5117,80 80 1023,56 struttura, materiali magnetici
alluminio 14,1723 3543,08 80 708,62 struttura, conduttori, connettori
rame 6,9287 1732,18 90 173,22 conduttori, connettori
piombo 6,2988 1574,70 5 1495,97 saldature, schermo antiradiazioni
zinco 2,2046 551,15 60 220,46 batterie, drogante per fosfori CRT
stagno 1,0078 251,95 70 75,59 saldature
nickel 0,8503 212,58 80 42,52 struttura, materiali magnetici
bario 0,0315 7,88 0 7,88 getter del CRT
manganese 0,0315 7,88 0 7,88 struttura, materiali magnetici
argento 0,0189 4,73 98 0,09 conduttori, connettori
tantalio 0,0157 3,93 0 3,93 condensatori
berillio 0,0157 3,93 0 3,93 conduttori termici, connettori
titanio 0,0157 3,93 0 3,93 pigmenti, in lega con l'alluminio
cobalto 0,0157 3,93 85 0,59 struttura, materiali magnetici
antimonio 0,0094 2,35 0 2,35 diodi
cadmio 0,0094 2,35 0 2,35 batterie, drogante per fosfori CRT blu/verdi
bismuto 0,0063 1,58 0 1,58 usato nei thick-film
cromo 0,0063 1,58 0 1,58 decorativo, o indurente in lega col ferro
mercurio 0,0022 0,55 0 0,55 batterie, switch
germanio 0,0016 0,40 0 0,40 semiconduttori
indio 0,0016 0,40 60 0,16 transistors, raddrizzatori
oro 0,0016 0,40 99 0,00 conduttori, connettori
rutenio 0,0016 0,40 80 0,08 resistori
selenio 0,0016 0,40 70 0,12 raddrizzatori
gallio 0,0013 0,33 0 0,33 semiconduttori
arsenico 0,0013 0,33 0 0,33 agente drogante nei semiconduttori
palladio 0,0003 0,08 95 0,00 conduttori, connettori
vanadio 0,0002 0,05 0 0,05 drogante per fosfori CRT rossi
europio 0,0002 0,05 0 0,05 agente attivante nei fosfori CRT
niobio 0,0002 0,05 0 0,05 saldature del case
ittrio 0,0002 0,05 0 0,05 drogante per fosfori CRT rossi
itterbio 0,0001 0,03 0 0,03 drogante per fosfori CRT verdi
rodio 0,0001 0,03 50 0,01 conduttori nei thick-film
platino 0,0001 0,03 95 0,00 conduttori nei thick-film

 

Tipico laboratorio di smantellamento all'aperto di dispositivi elettronici in Guiyu, Cina.
Fonte: Exporting Harm - The High-Tech Trashing of Asia, © 2002 BAN

L’Environmental Health Center del National Safety Council statunitense ha previsto che nel 2004 vi saranno 315 milioni di PC obsoleti nei soli Stati Uniti equivalenti a circa 600.000 tonnellate di piombo, mille tonnellate di cadmio, 200 tonnellate di mercurio e – last but not least - circa 500.000 tonnellate di diversi tipi di plastica.

Il rimedio peggio del guaio

A fronte di questa immensa massa di rottami, ci dobbiamo chiedere quando la società nel suo complesso comincerà a rendersi conto che la corsa all’innovazione e al ribasso dei prezzi ha dei costi ecologici tristemente alti.
Qualche azienda un po’ più conscia dei pericoli per il nostro futuro (IBM, HP) ha già provveduto a fondare dei centri di riciclaggio dove i PC obsoleti possono essere conferiti, e dove i componenti vengono riciclati mediante tecniche non inquinanti.
Ma per la maggior parte delle altre organizzazioni e dei governi dei paesi tecno-sviluppati l’atteggiamento tipico sembra essere quello di scopare la polvere sotto il tappeto: gran parte dei PC e degli altri dispositivi elettronici obsoleti (televisori, hi-fi, ecc.) contenenti materiali pericolosi o di costoso riciclaggio viene venduta a paesi in via di sviluppo (specialmente Cina, ma anche India e Pakistan).

Una volta trasferiti in laboratori di fortuna, lontani da qualsiasi controllo e in spregio anche ai minimi requisiti di sicurezza, i materiali riciclabili più preziosi vengono estratti, spesso con metodi ancora più inquinanti o pericolosi per gli addetti al riciclo.

Operaio che scalda l’acqua regia in cui dissolvere l’oro dei circuiti stampati. Senza
protezioni, inalerà I fumi dell’acido e anidridi solforose e cloridriche. Guiyu, Cina.
Fonte: Exporting Harm - The High-Tech Trashing of Asia, © 2002 BAN

Ad esempio, l’oro dei circuiti stampati viene recuperato immergendoli in grandi vasche di acqua regia, una mistura di 5% acido nitrico, e 75% acido idrocloridrico. Gli addetti respirano tutto il girono i fumi dell’acido mentre vi immergono i rifiuti elettronici; una volta esaurito, l’acido viene riversato nel fiume più vicino.
Il rame dei cavi viene invece recuperato bruciandoli in grandi montagne, cosicchè la plastica si converte in cenere, e il rame può essere agevolmente raccolto; durante il processo dal PVC bruciato si liberano nell’atmosfera diossine e idrocarburi policilici aromatici, e additivi antiincendio a base di bromo, che possono causare il cancro a coloro che vi vengono esposti.
Tutto quello che non può essere facilmente recuperato viene accumulato in discariche a cielo aperto, di terrificante impatto ecologico.
Nel febbraio del 2002, la Silicon Valley Toxics Coalition, insieme al The Basel Action Network hanno preparato e pubblicato su web un rapporto (6), che documenta con impressionanti fotografie questa scandalosa situazione, e da cui sono tratte le due foto inserite in questo articolo.

Un vero riciclo

Come risolvere il problema ? Innanzitutto, imporre una tassa sui dispositivi elettronici che prenda la forma di una cauzione di rottamazione: praticamente, il prezzo di un dispositivo nuovo dovrebbe essere aumentato di una certa somma, ad esempio del 5 o 10%.
All’atto dell’acquisto di un nuovo PC o monitor, l’acquirente avrebbe la scelta di o pagare l’addizionale (che andrebbe a sovvenzionare un consorzio per il riciclo dei dispositivi), oppure avere tale addizionale dedotta portando indietro al punto vendita un apparecchio usato analogo, anche non funzionante. I venditori sarebbero a questo punto dei punti di raccolta di dispositivi usati, che dovrebbero essere obbligatoriamente ripresi indietro dai produttori che provvederebbero al loro riciclo.
Qualora qualcuno voglia disfarsi di un apparecchio guasto o obsoleto, senza però acquistare un nuovo modello, potrebbe conferirlo al consorzio per il riciclo, che gli pagherebbe l’equivalente dell’addizionale di cui sopra.
Chiaramente, gli enti governativi dovrebbero sorvegliare che il riciclo venga effettuato secondo tutti i crismi di condizioni sicure e non inquinanti; per evitare scorciatoie, si dovrebbe vietare l’esportazione di rifiuti tecnologici (per esempio verso paesi dove le leggi o i controlli sono meno rigidi), che dovrebbero essere obbligatoriamente riciclati nella stessa nazione di raccolta.
Ma esiste anche una soluzione, davvero a portata di mano, che aiuterebbe grandemente a ridurre lo scarto dei PC ed accessori. Siccome quasi tutti i PC che fanno parte dei rifiuti tecnologici sono ancora correttamente funzionanti, e vengono scartati solo per puri motivi di obsolescenza tecnologica, basterebbe distribuirli – interi ! - fra la popolazione dei paesi poveri invece che mandarceli per essere distrutti.
Da sempre le organizzazioni di aiuto al terzo mondo – specialmente quelle religiose – raccolgono vestiti, scarpe ed altri beni usati, per inviarli in paesi dove coloro che li ricevono sono ben contenti di poter utilizzare qualcosa che il ricco Occidente ha scartato. E’ forse il momento che anche i computer vengano inclusi fra i beni da raccogliere e riciclare in questo modo, anche in considerazione della ovvia cronica penuria di dispositivi data la povertà di questi paesi.
Il mettere nelle mani di un bambino africano un 486 o un Pentium 133MHz – che può avere ancora cinque o dieci anni di vita produttiva – può sicuramente contribuire a diminuire il digital divide (7) e ad attenuare il problema della crescita dei rifiuti tecnologici. Certo, prima o poi il PC diventerà irrimediabilmente inusabile e dovrà essere in qualche modo distrutto senza creare inquinamento, ma nel frattempo potrà aver contribuito alla crescita culturale del suo ultimo utente.


1. Un modello che è il meno costoso del listino; considerato quindi il livello di entrata nel mondo della microinformatica. (up)

2. Tecnologie per aumentare la potenza di una CPU. Superscalare è una CPU che ha più unità elaborative che operano in parallelo; istruzioni vettoriali sono quelle che permettono alla CPU di eseguire la stessa operazione su un insieme di dati in contemporaneità; architetture multibus sono quelle che organizzano il trasferimento interno dei dati su più percorsi che operano in parallelo (ad esempio, i PC sono dotati di almeno due bus, quello standard PCI, e quello AGP, dedicato alla scheda video). (up)

3. Un discorso a parte è invece fattibile per i giochi elettronici; in questo campo effettivamente il miglioramento è stato - e continua ad essere – stupefacente. I giochi di dieci anni sono patetici quando vengono confrontati alle esperienze virtuali di sempre maggior realismo offerte all’utente dai giochi dell’ultima generazione. (up)

4. Vedi ad esempio i fogli volanti che appaiono durante la copia di files nei sistemi Windows, o gli agent animati e parlanti che fanno parte dell’help dei programmi Microsoft Office. (up)

5. Fonte: Microelectronics and Computer Technology Corporation (MCC): Electronics Industry Environmental Roadmap, MCC Technical Report MCC-ECESM-001-96, Austin, TX, 1996. (up)

6. The Basel Action Network (BAN) e Silicon Valley Toxics Coalition (SVTC): Exporting Harm - The High-Tech Trashing of Asia, 25 February 2002, rapporto disponibile on line su http://www.svtc.org/cleancc/pubs/technotrash.pdf (up)

7. Ossia il gap esistente tra coloro che hanno accesso ad un PC e/o a Internet e posseggono un insieme di conoscenze sufficiente a servirsene con efficienza, e coloro che tutto questo non ce l’hanno. Questo avviene su due livelli: tra paesi più avanzati e meno, e tra gruppi sociali all’interno di una stessa nazione. (up)