L’amico dei matematici

Federico Peiretti

 

Gardner

 

L’insegnante di matematica di scuola superiore che rimprovera due studenti sorpresi a giocare di nascosto una partita di filetto invece di stare attenti alla lezione, farebbe meglio a fermarsi e chiedersi: “Per questi studenti questo gioco è più interessante, dal punto di vista matematico, di ciò che sto loro dicendo?”. In effetti, una discussione in aula sul filetto non sarebbe una cattiva introduzione a diverse branche della matematica moderna.

Martin Gardner,
dall’Introduzione a Enigmi e giochi matematici, Vol. I

 

Martin Gardner, il più grande esperto di giochi matematici del ventesimo secolo, è scomparso sabato 22 maggio 2010, all’età di 94 anni. Era nato il 21 ottobre 1914 a Tulsa, in Oklahoma. Dopo essersi laureato in Filosofia all’Università di Chicago, si era arruolato nella Marina e per quattro anni, come sottoufficiale, aveva avuto il compito di rilevare la presenza dei sommergibili nazisti, durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1957 iniziò la sua collaborazione con Scientific American, avviando la più popolare rubrica di giochi matematici, Mathematical Games, che curò per 25 anni. Erano i Giochi matematici nella traduzione italiana Le Scienze. Lo sostituì Douglas Hofstadter il quale, in occasione del cambio, dichiarò: "Martin Gardner è stata una delle più grandi intelligenze prodotte in questo paese, in questo secolo”. Appena appresa la notizia della sua scomparsa, Hofstadter ha dichiarato: “Questo è veramente un giorno molto triste, perché Martin ha avuto una profonda influenza per molti di noi. Aveva uno stile magico, quando scriveva di matematica. Il titolo della sua rubrica era molto modesto e in un certo senso fuorviante. La parola “giochi”, con la sua leggerezza, non rendeva certo il valore profondo della sua rubrica. Teoricamente, era “matematica ricreativa”, e questo suona un po’ frivolo, quando in realtà la sua rubrica presentava invece la bellezza e il profondo valore della matematica, come di tanti altri campi dei quali si è occupato. In ogni puntata della sua rubrica, Martin puntava il dito su qualcosa forse poco conosciuto, ma profondo e si sforzava di presentarlo in modo chiaro (e sovente buffo), che mi catturava e mi infettava come un virus. Dopo avere letto una sua colonna, mi aggiravo per giorni con le sue idee che mi frullavano in testa, come una melodia incredibile e orecchiabile.
[...] Il suo approccio e il suo modo di collegare idee è stato veramente unico e creativo e, se posso osare, dico che  Martin Gardner ha fatto un lavoro di grandissima originalità, più originale dei lavori di molti Premi Nobel”.
Senza i suoi interventi sulla rubrica di Scientific American, chissà se gli Esaflexagoni (sono stati l’argomento della prima puntata di Mathematical Games), i Polimini o tanti altri giochi matematici che ebbe occasione di presentare, avrebbero avuto la stessa diffusione.
Non è stato un grande matematico, non ha inventato nuovi teoremi, ma è stato l’insostituibile divulgatore delle idee dei tanti celebri matematici di cui era amico.
Ha scritto più di settanta libri e migliaia di articoli tra giochi, puzzle e problemi divertenti. Dopo aver lasciato la sua rubrica, pur continuando  a scrivere, si era ritirato a Hendersonville, nel North Carolina, con un nuovo impegno, la battaglia, in prima persona, contro le truffe del paranormale. Con Carl Sagan, Isaac Asimov e altri fondò una Commissione per la “Valutazione scientifica dei fenomeni paranormali”, al fine di incoraggiare indagini scientifiche su ogni manifestazione scientificamente poco credibile.  A novant’anni, si trasferì a Norman, in Oklahoma, dov’è morto, in un ricovero per anziani. La scomparsa di Martin Gardner ha colpito profondamente tutte le persone che conoscevano e apprezzavano i suoi lavori. Eravamo in molti, un tempo, ad attendere con impazienza, ogni mese, la nuova puntata dei Giochi matematici, che puntualmente portava nuove idee e nuovi stimoli per ulteriori indagini. La sua morte ci ha colpito come se fosse morto un amico. Grazie a Martin Gardner  molti insegnanti hanno scoperto la strada del gioco e il modo di presentare il teorema di Pitagora o la sezione aurea. Le sue idee, portate in classe, hanno stimolato i ragazzi a ricerche divertenti, facendo scoprire loro il fascino della matematica, in una scuola sovente ferma a “formule e calcolo”, dove il gioco, la storia e più in generale la cultura matematica  sono considerati semplicemente una perdita di tempo. E’ grande il debito di tanti insegnanti con Martin Gardner. Didattica e divulgazione, devono veramente molto a lui. Sono una ventina i suoi libri tradotti in italiano. Il prezioso Alice di Lewis Carroll, innanzitutto, con le sue annotazioni, i cinque volumi di Enigmi e giochi matematici, pubblicati quarant’anni fa da Sansoni, che ancora oggi sono tra i più validi strumenti per l’insegnante. E la serie di libri pubblicati successivamente da Zanichelli, Carnevale matematico, Show di magia matematica e tutti gli altri. Libri che, in gran parte, abbiamo scoperto, con tristezza, sono esauriti e non sono più stati ristampati. Abbiamo consultato il catalogo di alcune librerie on line e abbiamo scoperto che sono soltanto più tre o quattro i titoli disponibili.
Sì, caro amico, ti immaginiamo ora nel mondo di Alice, con il Cappellaio pazzo, il Coniglio bianco,  il Gatto del Ceshire, la Lepre Marzolina e tutti gli altri tuoi amici, sempre impegnato in giochi e allegre provocazioni, mentre guardi sorridendo chi, quaggiù, si prende troppo sul serio.

Federico Peiretti