MATEMATICA E TEATRO… (12)

di MARIA ROSA MENZIO

Oggi vorrei analizzare testi teatrali della mia scuola di scrittura, iniziando da una pièce che parla di numeri. Numeri umanizzati, ognuno dei quali parla di sé e degli altri, ha alle spalle una lunga storia di tradizioni: miti, proverbi, teoremi, filosofia della matematica e vita quotidiana. Immaginate la distesa infinita dei numeri, uno dopo l’altro…

Diamo i numeri” di Roberta Decio è un insolito testo teatrale in cui coppie di numeri discutono e litigano: si inizia con i coniugi 13 e 17.

13: Siamo molto simili. Tutti e 2 numeri naturali, dispari, primi...
17: Eh, non sono ferrata in matematica: cosa vuol dire “primi”?
13: “Un numero è primo se è divisibile solo per 1 e per sé stesso”; sono importanti, possono costruire tutti gli altri numeri.
17: Come, costruire gli altri numeri? Non siamo mica atomi noi!
13: I numeri primi sono la tavola periodica del matematico… come gli atomi costruiscono il mondo fisico. Tu, 17, sei permutabile con 71, numero primo e io con 31. Ma tu qui porti male, lo sai ?
17: Perché l’anagramma latino di 17 VIXI (vixi) significa ho vissuto. Cioè la vita è terminata! I pitagorici aborrivano il 17 perché stava tra il 16 e il 18, quadrilateri perfetti 4×4 e 3×6.

Poi arrivano il Due e il Tre, fratello e sorella

2: Sono gli opposti riconciliati che danno armonia: vanno di 2 in 2.
3: Nel Taoismo il primo essere è il 3, creato dalla combinazione dei 2 lati dell’energia, Yin e Yang. E’ quello da cui tutto deriva.
2: No, tutto è creato da 2 opposti, Yin è negativo, notte, terra, freddo, acqua, e Yang positivo, giorno, sole, caldo, fuoco!

Quindi è la volta dei gemelli Cinque e Sette

7: Per gli astrologi babilonesi c’eran 7 pianeti, il mese lunare aveva cicli di 7 giorni. Il 7 era sacro: mostrava la perfezione del cosmo.
5: Ma dall’antichità fino al Seicento 5 erano i pianeti (Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno), gli unici visibili ad occhio nudo.
7: Poi hanno inventato il telescopio e ti han fregata. 7 camicie sudo per discutere con te, altro che le 7 fatiche di Ercole.
5: 5 sono le vocali e le declinazioni del latino.
7: E 7 erano le meraviglie del mondo di cui 5, chissà come, sono andate distrutte, e io sarei al 7° cielo se tu stessi un po’ zitta.

In ultimo arriva il vicino “10” in crisi: l’1 e lo 0 sono in lotta…

1: Guarda la tastiera del computer o del telefono: numeri dall’1 al 9, ma tu segui il 9 al computer, e sul telefono sei in basso.
0: Io sono tutto in potenza, non devo scegliere perché sono “super partes”, sono l’inizio di tutto, una forza della natura.
1: Smettila! Tu sei nulla. 2+0=2 e 2-0=2. 02=2. Non vali 1 0, ah ah.
0: Ma se mi scrivono dopo un numero qualsiasi, io divento qualcosa di enorme. E un numero diviso zero tende all’infinito!
1: Ma ogni numero elevato a te, per grosso che sia, diventa 1. Beh, facciamo la pace, così: io mi metto capofila, tu mi segui e se vuoi fare la grandiosa chiami altri 5 come te e io divento un milione?

Maria Rosa Menzio - Fractal 288

Ecco poi altri testi “matematici” a partire da quello su Ada Byron, autore Fulvio Cavallucci. Ada è considerata la prima programmatrice della storia, ma di solito la si conosce solo come la figlia di Lord Byron… Qui parla il Professor Charles Babbage, matematico londinese con cui lei aveva lavorato.

LUI: Usare il motore analitico! L’antenato del nostro computer. Invece no, solo somme e sottrazioni. Niente cicli, impossibile memorizzare risultati parziali, niente approssimazioni successive. Col motore differenziale soltanto, non si può…. Ho sperato di poter usare il motore analitico, per avere un ciclo di calcolo infallibile per i nostri scopi! I numeri contro la velocità! La sfida di cavalli e fantini contro la macchina che calcola e prevede! La mano della fortuna guidata dalla logica dei numeri, dei calcoli rigorosi! Le scommesse che diventano certezze matematiche! Ma col motore differenziale soltanto… non si può, non basta!
Ho trovato delizioso il vostro metodo per calcolare i numeri di Bernoulli! la ripetizione dei calcoli è il segreto! Il motore analitico funziona bene così! Con un algoritmo, un programma in pratica. […]
Paragonavate spade, veleni ed intrighi, alle varie x, y e z.
Già, la matematica! Quante risate vi siete fatta pensando a vostro padre. Chiamava la moglie “principessa dei parallelogrammi” ma se l’ascoltava, anche senza capir nulla, era deliziato dai discorsi di vostra madre, da ipotesi e tesi, dimostrazioni dei “teoremi”. Si chiedeva se questa fosse la parola giusta, “teoremi”! Tirare in ballo a, b e c, l’uguaglianza con d, la retta tangente al cerchio... Oppure che interseca il diametro ortogonalmente al segmento MN (o anche… data l’uguaglianza dei due angoli per il secondo principio…) E si termina dicendo “il che è assurdo, impossibile” oppure con lo straordinario “come volevasi dimostrare - cvd”. Buffo! Il poeta Lord Byron mentre ascolta tutto questo! O quando dichiara di sapere perfettamente che "due + due fa quattro". Ma proverebbe maggior piacere se il risultato fosse… "cinque" - pensate - "cinque!", una somma tanto banale. E voleva quel risultato strepitoso con un processo che le chiedeva di mettere a punto. Ci sarebbe voluto uno speciale tipo di macchina. Per vostro padre, intendo! Una macchina con… vena poetica. […] Geniale l'uso delle schede perforate, come quelle che nei telai si usano per i tessuti con motivi jacquard! Lo stesso mezzo usato per la lana ed il cotone, buono per le formule algebriche! Voi l’avete usato al meglio! Avessimo potuto costruirlo davvero questo motore analitico! quanti anni dovranno passare prima che sia possibile? Sarà bello scoprire, come voi avete immaginato, che potrà essere usato anche per comporre musica, far disegni e, perché no, scrivere versi!

Alcune righe del testo su Sor Juana Ines de la Cruz, religiosa messicana che si occupava attivamente di matematica, astronomia e fisica nel ‘600 (scrisse stupende poesie, si interessò di miti scientifici e studiò il moto della trottola) e fu messa a tacere perché monaca e donna. Un piccolo caso Galileo nella lontana Città del Messico.

Juana de luz, autrice Fiorenza Audenino

Il cerchio … la perfezione del Sole e della Luna … Il Cerchio è il Cielo … non ha inizio, né fine … né direzione …né orientamento … Il Cerchio con l’aggiunta dei Raggi solari si tramuta in una ruota e può muoversi … ho pensato a Eva mentre consegnava la Mela all’Uomo … ad Adamo … e … ai giardini delle Mele dell’Antichità in cui era concesso l’ingresso solo agli Eroi!

[Lirica di Sor Juana]

Venne dunque, il Sole a chiudere il giro
Che scolpì d’oro in azzurro zaffiro:
e sparse mille su mille puntolini, e mille flussi dorati
dando norma alla cerulea piana;
Ed infine il passaggio in ritirata [della notte]
colse la vista del tramonto
Nella metà del globo
… che il Sole ha lasciato libera
… mentre illuminava il nostro emisfero
La dorata e bella chioma del sole…


In ultimo, dal testo su Maria Gaetana Agnesi. Matematica del 1700, Agnesi fu elogiata dal Papa e ricevette un diamante dalla regina Maria Teresa d’Austria. Svolse la sua opera scientifica fino alla morte del padre, poi dedicò il resto della vita ai poveri, senza tetto e i infermi.

La strega Agnesi, di Maria Rosa Pantè

Istituzioni Analitiche ad uso della gioventù italiana, di Donna Maria Gaetana Agnesi Milanese, stampate in Milano, 1748” Che notti ho fatto passare alla mia famiglia per colpa delle Istituzioni!
Li ho scritti per i miei fratelli, proprio così, i libri cui devo la mia fama nascono dal domestico desiderio di far capire ai miei fratelli alcuni argomenti di matematica. Nei libri ho cercato di sciogliere i nodi più complessi e di rendere anche le teorie più difficili con chiarezza e semplicità. Ho riordinato, semplificato, riorganizzato le mie letture e i miei studi di analisi, di calcolo infinitesimale. Ammetto il merito della chiarezza, d’aver reso più popolari i testi di Newton e di Leibniz.
Diploma di lettore di matematica all’università di Bologna. La famosa lettera di papa Benedetto XIV, padre mio l’hai conservata per anni… Eccola: ‘Son contentissimo di vedere che venga impiegato il bel sesso agli alti progressi delle scienze e de’ talenti. […] In questo modo potrebbero le donne abitare nel palazzo de’ Papi’
La chiamano curva Agnesi, è una bella curva, mia sorella l’ha definita così: BELLA, ARMONIOSA! Lei è l’artista, lei è sensibile all’estetica. Devo, tuttavia, confessare che la sua linea piace molto anche a me. Il Grandi l’aveva chiamata in modo poco poetico “curva con seno verso”, troppo lungo, è diventata presto la “versiera”. Venne storpiato anche versiera, parve più adatto aversiera, quindi nemica, avversaria, strega. Così l’intesero coloro che tradussero i miei libri in inglese : “witch of Agnesi”. La strega di Agnesi…. Quella strega dell’Agnesi, forse pensano alcuni…

Maria Rosa Menzio - Fractal 232

Ma ora è tardi, devo andare, il tempo vola, guardo l’orologio… byebye!