MATEMATICA E... TEATRO (16)

di Maria Rosa Menzio

FIABE E TEORIE

La favola bella è finita
Jaufré Rudel

Fractal 344, Maria Rosa Menzio

Dove si apprende che fiabe e teorie scientifiche hanno un intreccio comune, con un sottotesto logico molto simile. Ed è sempre la terribile Prof di mate (e fisica) a interrogare due allievi: A e B.

PROF: Allora, l’avete fatta la ricerca?
A: Sì, certo. Roba interessante.
B: Abbiamo preso una fiaba.
PROF: Cenerentola, Biancaneve, o cosa?
A: No, una meno banale, “L’acciarino” di Andersen.

Fractal 117, Maria Rosa Menzio.

B: Le facciamo il sunto. C’è un soldato che incontra una vecchia strega. Brutta, col naso lungo… il mento col brufolo eccetera. ‘Sta strega gli promette denaro a palate se lui ce la fa a superare una prova.
A: Dunque, deve entrare nel cavo di un albero, andare avanti in un corridoio illuminato da più di cento lampade, poi entrare in tre stanze. Nella prima stanza c’è un cane con occhi grandi come tazze da tè, che fa la guardia a un mucchio di monete di rame. Ma è un cane docile e il soldato potrà prendere tutti i soldi di rame che vuole. Nella seconda stanza c’è un cane con occhi grandi tipo macine da mulino, stessa cosa ma le monete sono d’argento. Terza stanza, un cane con occhi grandi come la Torre Rotonda della città:
stessa cosa ancora, ma con monete d’oro. Tutto questo la strega offre al soldato, se lui giura di prendere nell’albero l’acciarino che lei ha dimenticato.
B: E il soldato ci va nella pianta, mica ha paura dei cani! E si prende un sacco di monete d’oro; poi si ricorda dell’acciarino, lo prende e lo dà alla strega. La quale non gli dice cosa voleva fare dell’acciarino, allora lui ripete la domanda due o tre volte, lei zitta, finché lui minaccia di tagliarle la testa se non parla. Il soldato allora le taglia la testa e si porta via l’acciarino. Ora è diventato ricco, spende e spande e frequenta i signori, sente parlare del re e della figlia, la principessa. Dicono sia bellissima.
A: Sta in un castello con alte mura… perché è stato predetto che sposerà un soldato semplice, cosa che ovviamente il re vuole evitare. Ma il denaro non dura per sempre e il soldato si ritrova ad aver speso tutto. Una sera il ragazzo ritrova l’acciarino, lo batte per far fuoco, e chi gli si para davanti?
PROF: La strega.
B: Sbagliato! Il cane con occhi grandi come tazze da tè, che gli chiede in cosa lo possa servire. Il soldato vuole denaro, in un batter d’occhio il cane sparisce e torna con un sacco pieno di soldi. Il soldato aveva capito a che cosa serviva l’acciarino.
A: Se lo batteva una volta appariva il cane dei denari di rame, due volte quello dei soldi d’argento, tre volte quello dei soldi d’oro. Così diventa ricco di nuovo. E chiede a uno dei cani di vedere la principessa: questo va e torna con la principessa addormentata in groppa. Il soldato la bacia e il cane la riporta al castello. Il giorno dopo la principessa racconta ai suoi di uno strano sogno: cavalcare in groppa a un cane, ed essere baciata da un soldato. La regina si preoccupa e ordina a una dama di vegliare tutta la notte accanto al letto della principessa.

Fractal 117, Maria Rosa Menzio.

B: La notte dopo, il soldato chiede al cane di fare la stessa cosa. Ma la dama segue il cane e fa un segno sulla porta della casa del soldato. Il cane però è più furbo di lei e fa lo stesso segno su tutte le porte della città, così nessuno sa dove abita il soldato.
PROF: Una lotta a colpi di furbizia, a quanto vedo.
A: La regina però usa un trucco migliore. Lega alla schiena della principessa un sacchetto bucato, pieno di chicchi di grano. Così scopre dove abita il soldato, lo cattura e lo getta in prigione per farlo impiccare. Ma il soldato riesce a farsi portare l’acciarino da un ragazzo che passava davanti al carcere. Prima di morire, il soldato vuole farsi esaudire un ultimo desiderio. E batte l’acciarino tre volte!
B: E in quel modo arrivano i tre cani: con occhi grandi come tazze da tè, con occhi grandi come macine da mulino, con occhi grandi come la Torre Rotonda della città.
A: I tre cani fatati scommetto che si gettano sulla folla e sulla coppia reale. Re e regina allora revocano la condanna del soldato e gli danno in sposa la figlia.
B: Prof, questo è solo l’inizio! C’è un’altra cosa! Lo sa che cosa capitava nel 1928?
PROF: No, so del ’17 ma non del ’28. Mica sono prof di storia.
A: Nel 1928 Vladimir Propp pubblicava il volume “Morfologia della fiaba” che gli avrebbe dato fama in tutto il mondo. In sintesi, la sua grande scoperta è il fatto che in tutta la terra e in tutti i tempi le fiabe hanno sempre degli intrecci simili. Le forme della fiaba, esaminate con metodo “matematico”, mostrano come ci sia sempre un eroe, un aiutante, un mezzo magico, un antagonista, una ricompensa finale… e altri ingredienti ancora. Questi ultimi sono variabili, è vero, ma la struttura del viaggio “iniziatico” con il premio conclusivo è ovunque la stessa.
B: Osserviamo queste categorie nella fiaba raccontata. Chi occupa il posto dei vari “personaggi archetipici”? Esaminata la fiaba, cosa concludiamo? Come sono impersonate le varie parti?
A: L’eroe è il soldato, il mezzo magico è l’acciarino, la trasmissione di questo arriva con la strega, gli aiutanti sono i tre cani
B: C’è una prima nominazione della principessa, oggetto delle ricerche, nonostante l’ordine di tenerla segregata. Poi c’è l’apparizione della principessa stessa, quindi la marchiatura della casa e della strada per arrivarvi, intanto capiamo che l’antagonista è la famiglia reale, la sciagura è la povertà e l’umile classe sociale del soldato, la rimozione della sciagura avviene quando (per due volte) il soldato da povero diventa ricco, e alla fine quando per mezzo dei tre cani può dettar legge al sovrano. La ricompensa è costituita dalle nozze con la principessa.
PROF: Bello! E’ un po’ come avere la “ricetta logica” di tutte le fiabe del mondo! Mi piace.
A: Ora la domanda un po’ strana che ci siamo fatte è questa: può una teoria scientifica essere trattata come una fiaba? Esistono i presupposti per ritrovare, forse non tanto nella teoria singola quanto in una rivoluzione scientifica, le stesse categorie, i medesimi archetipi?
B: Noi pensiamo di sì. Se prendiamo la rivoluzione scientifica forse più famosa di tutte: quella copernicana, cosa vediamo? Consideriamo il cammino fatto per passare da una visione geocentrica a una eliocentrica dell’universo. E poi cerchiamo le categorie della fiaba à la Propp.
A: L’eroe è la teoria copernicana stessa. L’adiuvante è il ricercatore che la promuove. Il mezzo magico è quell’insieme di esperimenti cruciali che la confermano. L’antagonista è la teoria rivale, ad esempio quella tolemaica, o ancora quella di Tico Brahe. La sciagura è la persecuzione della Chiesa ad esempio.
La rimozione della sciagura è l’accettazione da parte del pubblico, degli studiosi e della Chiesa stessa, non senza vittime. La ricompensa è l’apparizione della teoria suddetta sui libri di scuola, consolidata da prove e soprattutto da un’opinione comune che le dia il consenso.
PROF: Sbaglio, o voi due volete gli applausi?
B: Prof, la secchiona (guardando A) è lei!
A: (guardando B) Piantala!

Fractal 150, Maria Rosa Menzio

Fra le opere di Maria Rosa Menzio:

  • 2005 "Spazio, tempo, numeri e stelle - Teatro e Scienza 1", Boringhieri
  • 2005 "Maat e Talia" (atti Convegno Matematica e cultura ‘05) Springer
  • 2007 "Tigri e Teoremi" Springer
  • 2007 “Father Saccheri”, Springer
  • 2007 on-line il testo “Omar
  • 2008 on-line il testo “L’astronave