MATEMATICA E TEATRO… (17)

GLI ANTENATI

di
MARIA ROSA MENZIO

 

Fractal 347 – Maria Rosa Menzio

La scorsa stagione ho visto a teatro la bella pièce di Italo Svevo, “La rigenerazione”.
Il testo, dalla vena sottilmente ironica,  parla di un’operazione chirurgica  che in teoria può aumentare la giovinezza di un uomo di una certa percentuale. Non ricordo quale, ma poniamo sia del 20%, quindi a cent’anni d’età si avrebbe un aumento di vent’anni.
- Ma se aspettassi i centodieci anni, allora vivrei da giovane per ventidue anni in più -

Ancora, a suon di paradossi:
- Se l’operazione costasse un valore x, allora in dieci anni costerebbe tot centesimi al minuto, che però durante il sonno andrebbero sprecati -
- Perché? –
- Perché mentre uno dorme essere giovane non gli serve a niente, quindi la spesa totale andrebbe diminuita del 30% circa… -

Quello che spesso tutti abbiamo come abitudine mentale è proprio il contrario della ricerca della giovinezza.

“Cercare un precedente” è cosa di ogni giorno. Un fatto che è già accaduto più volte dà certezza, ci toglie (anche se solo per un poco) dall’insicurezza che accompagna tutta la nostra vita.

Faccio solo un esempio, tratto dalla vita quotidiana.
Un giorno ho sentito un conoscente, di età cinquantacinque-sessant’anni, che si confidava con alcuni amici.
- Sapete, sto scrivendo il mio primo romanzo -
Un uomo del gruppo gli fa la faccia scura, e dice: - E’ troppo tardi. Se non cominci da giovane, con la scrittura non ce la fai. Sei fregato -
Il primo lo rimbecca: - Ma che diavolo dici, mi dai contro? Non sono troppo vecchio. Sappi che Cervantes ha pubblicato il suo capolavoro, Don Chisciotte, che era più vecchio di me, aveva cinquantanove anni. E ricordati che Karen Blixen non aveva scritto una riga prima di aver compiuto quarantanove anni… Non è che parli per invidia? -
Così mette a zittire tutto il gruppo.
Peccato però che non l’abbia fatto senza scomodare altri.

Voglio dire, ha dovuto cercare delle giustificazioni: - Se ce l’hanno fatta gli altri, ce la posso fare anch’io –
Poteva dire, in modo molto più coraggioso, una frase diversa: - Bene, molti hanno cominciato da giovani, io invece comincio in età matura -  Invocava così il privilegio della differenza.
Ma sono in pochi a farlo, è una cosa che ti fa sentire escluso.
Nella pratica forense, la ricerca dei <precedenti> è assai diffusa. Se c’è un precedente analogo, quasi nessuno si sognerà di contestare il verdetto. In caso contrario, si ha il merito di essere i primi, ma si possono avere anche tutta una serie di grane, possibilità di denunce, appelli etc: non sono un avvocato, ma so che capite quello che intendo.

In ambito scientifico, la ricerca dei “precedenti” ha due facce.
- Quali?- mi chiederete
- Seguiamo Kuhn, distinguiamo gli scienziati in due categorie: i ricercatori della cosiddetta scienza normale e quelli della scienza straordinaria. I primi seguono solchi già tracciati, vanno avanti per accumulazione, gli altri fanno la rivoluzione ai libri di testo –
- Quelli della scienza normale cercano i precedenti, vuoi dire?

Fractal animale preistorico – Maria Rosa Menzio

- Cercano? Si affannano a trovarli! -
- Ah, capito, quelli che ti fanno <come dice Einstein> bla bla bla -
 - E si fan belli di frasi come <si evince dalle leggi della meccanica quantistica> oppure <se in quel punto si applicano le equazioni di Schroedinger> e compagnia bella –
- E i ricercatori di rottura? –
- Quelli, per… definizione, rompono le scatole –
- Poverini, non hanno niente a cui appellarsi –
- Davanti a loro c’è il vuoto, un futuro inesplorato –
- E la cosa può far paura? –
- Certo, anche perché ci sono sempre i colleghi ignoranti. E quelli invidiosi, sempre pronti a crocifiggerli -                                              
- Certo -     
- Comunque, è vero che si possono dire un sacco di idiozie facendo lavorare la fantasia, ma si può anche fare come Keplero -
- Non era un po’ matto Keplero? –
- Sì, infatti  ha seguito la scia dei pitagorici –
- Cos’ha fatto? –
- In un suo libro ha delineato lo spartito su cui i pianeti suonano il loro concerto cosmico. Per lui Saturno e Giove cantano da basso, Marte da tenore, Venere e la Terra da contralto e Mercurio da soprano –
- Matto da legare –
- Eppure un tale pazzoide è riuscito a scoprire le tre famose leggi che si studiano a scuola –
- Ah, ho capito. <I pianeti percorrono orbite ellittiche di cui il sole è uno dei fuochi. I raggi vettori dei pianeti spazzano aree uguali in tempi uguali. I quadrati dei periodi di rivoluzione sono proporzionali ai cubi dei semiassi maggiori delle loro orbite> Però senti, mi dici come ha fatto una testa matta del genere a scoprire le tre leggi? –
- Con un’intuizione pazzesca. Buttando fuori a caso le idee più disparate, anzi strampalate, e poi controllando. Su quattro o cinquemila idee, tre dovevano pur essere giuste –
- Vuoi dire che Keplero ha lavorato mediante il brain storming? –
- Infatti. La “la tempesta di cervelli”, come si chiama ai nostri giorni una riunione di pubblicitari, in cui ognuno spara un’idea e nel calderone generale di idiozie si scopre, per la legge dei grandi numeri, un’idea veramente buona -

Fractal 344 – Maria Rosa Menzio

- Capito. Quindi lo studioso di rottura è un solitario che scala montagne senz’aiuto –
- Già, fa così: ipotizza sempre diverse verità, indovina e controlla, poi sceglie, anche quando ha tutti contro, sceglie una differente visione del mondo. Il ricercatore straordinario ha fame di novità -
- Però i periodi di scienza rivoluzionaria, “senza precedenti”, mica possono durare molto -
- Giusto. Proprio come non si può stare sempre dietro le barricate a fare le rivoluzioni. Questi sono eventi straordinari, proprio come la scienza di rottura -
- Io dico che senza periodi “normali” né la scienza né la vita dei singoli potrebbe andare avanti –
- Vero. Abbiamo tutti bisogno di lunghi periodi di assestamento per vivere, fare ricerca, porre le condizioni di stabilità che ci danno certezza, per poi arrivare ad altre rivendicazioni, altre visioni del mondo, della matematica, fisica, o astronomia, più belle, che sollecitino la fantasia -

Fractal Invenzioni 3 – Maria Rosa Menzio

 

Opere di Maria Rosa Menzio

  • 2005 "Spazio, tempo, numeri e stelle - Teatro e Scienza 1",
  • Bollati Boringhieri,
  • 2005 "Maat e Talia" negli atti del Convegno <Matematica e cultura>, Springer Italia
  • 2007 "Tigri e Teoremi" Springer Italia
  • 2007 “Father Saccheri”, Springer Italia
  • 2007, on-line il testo “Omar”
  • 2008, on-line il testo “L’astronave”
  • 2009, on-line il testo “Mangiare il mondo”