Matematica e Teatro (21)

PASSIONI, CASALINGHE e VOTI

MARIA ROSA MENZIO

MateTeatro21

Perdeva perché non aveva intuito, nel profondo di se stessa, quali numeri sarebbero usciti. Constatò di essere molto incline per i tre, tutti i numeri della trentina, e inoltre il 23, il 13 e il 3. E ancora i primi tre e gli ultimi tre, vale a dire il 34, il 35 e il 36. Ma la serie verso la quale si sentiva più fortemente portata era il 31-32-33, conteneva più tre di ogni altra. […] Osservò la pallina: gli ultimi pochi giri. Rimase amaramente delusa quando cadde sul 29. Eppure aveva saputo che si stava avvicinando alla trentina, sebbene sulla roulette il 29 non sia affatto vicino al 30. Ma non era una legge spaziale a governare quelle cose, ne era certa. L’inequivocabile tendenza della ruota era verso la serie del trenta. Dispose di nuovo tutti i gettoni su quei numeri, raddoppiando questa volta le puntate. Nessuno degli altri numeri le faceva provare la benché minima emozione. Che cosa poteva esservi di più noioso del 19 o del 6? Numeri assolutamente privi di interesse o di speranza. Mentre i tre lasciavano intravedere prospettive straordinarie. La roulette cominciava a girare. Udì annunciare il numero 32. 32, sul quale si ammonticchiavano i suoi gettoni. Cercò di restare calma mentre il croupier calcolava la vincita e cominciava a spingere pile su pile di gettoni verso di lei. Si vergognò un pochino di aver vinto tanto.
Thomas Wiseman, “Una romantica donna inglese

“Kierkegaard aveva detto che, dopo aver rinunciato alla principessa, la si riconquistava in virtù dell’assurdo” “Ha detto così?” “Oh sì, anche se la cosa può non essergli generalmente attribuita, Kierkegaard ha scoperto il segreto: come si può non avere il dolce e mangiarlo” “Come si fa?” “Lo si fa al futuro anteriore. Così: tra un minuto avrò mangiato il dolce. In questo modo lo avrò sempre mangiato, eppure sarà sempre lì”
Thomas Wiseman, “Una romantica donna inglese

  • Scusa, ma secondo te chi va a giocare al Casinò ci ha in mente un “piano” o che so io, insomma una specie di “schema” logico-matematico per la serata?
  • No, non credo. Magari ha solo un’ottima memoria, o va avanti sperando nella fortuna.
  • L’hai letto, il brano di sopra?
  • Ovvio che l’ho letto, mica sono analfabeta!
  • Scemo!
  • Per me la grande corteggiata nei Casinò è la Dea Fortuna.
  • Parli come un libro stampato.
  • Molla! Ma ascolta, ho sentito frasi tipo “non bisogna andare contro il gioco” anzi, contro il GIOCO tutto maiuscolo.
  • Come se si trattasse di un boss…
  • O di un dio.
  • Ma per te che cosa spinge una persona a rischiare i soldi in modo così avventato?
  • Forse spera di perdere, nell’illusione che arrivi (sempre tardi, cioè mai) la vincita della propria vita.
  • Mo’ fai la psicologia del giocatore.
  • Mo’ ti faccio delle citazioni, ho studiato, io.
  • Sentiamo.
  • Anatole France ne “Il giardino di Epicuro”: “Il gioco è un corpo a corpo con il destino”. Poi Novalis, nei “Frammenti”: “Giocare significa fare esperimenti col caso
  • Secchione!
  • E lo sai qual è per me l’opposto del giocatore d’azzardo?
  • Non lo so, e non me ne frega niente.
  • Che caratteraccio! Ma è chiaro, è la figura della casalinga laureata in Matematica.
  • Capito. Quella tutta presa dai lavori domestici. Maschilista!
  • Tutta presa dalla loro (sarcastico) simmetrica liturgia. Una donna che spolvera mobili e sculture lungo le geodetiche, lungo le linee di massima pendenza.
  • Capito.
  • E molla con ‘sto “capito”! E’ una donna che stende in modo euclideo, con le mollette in punti che sono elevamenti a potenza del numero due lungo un lato del lenzuolo.
  • Una che pulisce le piastrelle del bagno in modo da non dimenticarne nessuna, cioè facendo della parete un labirinto.
Fractal Cosce di Pollo
Maria Rosa Menzio – Fractal Cosce di pollo
  • Vedo che hai capito. Cucina cosce di pollo…
  • Infilandole come bastoncini…
  • In un immaginario icosaedro…
  • Senti, non farla tanto lunga. Ho capito che hai perso la testa per una che va bene in mate e vuol fare la casalinga.
  • Tu che sfotti, quant’è che hai preso del compito di mate?
  • Cinque al sei.
  • Io cinque e mezzo, che è lo stesso.
  • Ma figurati, cinque al sei è di più!
  • Perché diavolo dici che è di più? Non c’è differenza.
  • Sì che c’è: cinque e mezzo sta lì fermo, mentre cinque al sei è uno che aveva cinque e adesso tende al sei, uno che migliora.
  • Allora “sei al cinque” sarebbe uno che aveva sei e adesso peggiora, quindi se tu avessi preso “sei al cinque” avresti fatto peggio di me.
  • Abbiamo studiato filosofia, eh? I sofisti…
  • Almeno, io ho studiato. Tu…
  • Vai al diavolo!
  • No, dai, facciamo pace che stasera c’è la festa.
  • E tu hai adocchiato la futura casalinga.
  • Non dirmi che a te non piace nessuna.
  • Beh, ogni settimana ne spunta una nuova.
  • Come un frutto da una pianta…
  • Dai, andiamo in classe, c’è la prof di mate…
Fractal Albero 2
Maria Rosa Menzio – Fractal Albero 2

Fra le opere di Maria Rosa Menzio:

  • 2005 "Spazio, tempo, numeri e stelle - Teatro e Scienza 1",
  • Bollati Boringhieri,
  • 2005 "Maat e Talia" negli atti del Convegno Matematica e    cultura 2005 - Springer Italia
  • 2007 "Tigri e Teoremi" Springer Italia
  • 2007“Father Saccheri”, Springer Italia
  • 2007, on-line il testo “Omar”
  • 2008, on-line il testo “L’astronave”
  • 2009, on-line il testo “Mangiare il mondo”