Matematica e Teatro (22)

Carosello

MARIA ROSA MENZIO

 

Lo zig-zag è la variante fantastica
 di una linea retta.

                        Vittorio Franceschi

Carosello

 

Tipi di teatri

Si apre un sipario, ha inizio uno spettacolo teatrale. Primo atto, secondo atto, le varie scene, i costumi, i riflettori.
Si apre un altro sipario: no, sono le porte di un ascensore! Attori e spettatori insieme nei palcoscenici più piccoli del mondo. E ha inizio un “inscatolamento a sardina” di più persone in uno spazio ristretto. Di che cosa si parla? Luoghi comuni (il tempo: “Non ci sono più le mezze stagioni” i guai domestici quotidiani: “Ma lei ha interrotto la catena del freddo”)
Paura di guardarsi in faccia? Eh sì.

Non val la pena far discorsi più seri, tanto la corsa sarà breve.
Ma ci sono altri teatri, palcoscenici che da molti secoli sono anche stati immortalati nelle pitture: la “Lezione di anatomia” di Rembrandt rievoca quelle grandiose imprese, ai bagliori della conoscenza sull’anatomia umana e animale, che si svolgevano appunto nelle sale di anatomia e biologia.

Carosello

In “Autopsia di una lavatrice” (atto unico di Vittorio Marchis) assistiamo ad una lezione teatralizzata d’anatomia di una macchina <si racconta come, in una società troppo abbagliata dagli slogan, politici e pubblicitari, ci si trova a dover fare i conti con la incapacità di conoscersi. Mancano i “corpi” e, quando (si è usato un anticalcare qualunque…) la lavatrice muore, c’è chi smania di dissezionare la macchina. Questo l’inizio. Una casalinga, un professore, un tecnico e un coro di ragazzi seguiranno l’autopsia dell’elettrodomestico. […] Via via che si smantellano le fiancate, che si svitano i bulloni, che si disconnettono i fili, dal ventre della lavatrice escono pezzi di storia. Una storia di grandi uomini, ma soprattutto di gente semplice; è la storia di un oggetto comune che ormai è presente in ogni casa, anche nelle più povere.> <L’anatomia è per la conoscenza dell’uomo> diceva Diderot nell’Encyclopédie, e come in ogni rappresentazione che si rispetti non mancherà il colpo di scena finale. E’ una storia a ritroso di una realtà che conosciamo poco. <Di chi è la voce fuori campo che commenta il procedere del professore e dei suoi “assistenti” nello scorrere degli eventi della storia? Quale sarà l’esito finale di uno “squartamento” che mette in mostra non solo cuscinetti a sfere, cinghie e motori elettrici, ma soprattutto brandelli di memoria?>

 

Il programma

<Si è sempre indietro con il programma. Tutta la vita è un’inutile rincorsa del programma. Ti aggiogano da bambino alla macina del tempo e tu non fai che spingere e spingere e alla fine il risultato è che il meccanismo ha sfarinato te. Ma voi siete giovani e avete l’obbligo morale di essere generosi con voi stessi. Dovete fare spreco della vostra persona, senza ritegno, senza la minima parsimonia. Questo dispendio dissennato non offende la miseria delle esistenze inutilmente operose, anzi le onora, le ripaga addirittura. Perché avrete tutta la vita adulta per pianificare il futuro sacrificando l’oggi al domani, ma oggi che siete ragazzi, se voi dilapidate la fortuna  accumulata da generazioni di risparmiatori, voi riscattate un’ipoteca millenaria, siete il senso di un’intera stirpe di ragionieri. Il vostro spreco vi arricchisce, perché sarà sempre ai margini del campo di gioco su cui ci si batte per la sopravvivenza, che ritroverete il senso della lotta. Perciò non abbiate timore. Prendete la miseria e sbattetela al muro. Ordinate champagne>

Antonio Scurati, Il sopravvissuto

Carosello

Fractal Gioiello, Maria Rosa Menzio

 

I Dogon

I Dogon, popolo dell’Africa presso il Senegal, celebrano un rito di teatro-danza ogni 60 anni, in cui i danzatori portano maschere tradizionali belle e alte, e appartengono alla setta dei “Mascherati”. Ogni 60 anni perché la danza si riferisce a Sirio, e Sirio B (chiamata dai Dogon la stella densa) è in realtà una nana bianca cioè una stella ad alta densità come si è scoperto a fine ottocento. Sirio B ruota intorno a Sirio A con un periodo di rivoluzione di 60 anni. La danza viene fatta dai Dogon da molti secoli prima della scoperta “scientifico-astronomica-matematica” di Sirio (lo si sa grazie alla tradizione orale) e riproduce il moto delle stelle. I danzatori sentono di essere Sirio A e Sirio B, che teatralizzano l’evento.
Dice Ermete Trismegisto: Ciò che è in alto è come ciò che è in basso, ciò che è sopra è come ciò che è sotto.

 

Le teorie

Carosello

Van Fraassen si domanda:

<davvero si richiede alla scienza che essa debba spiegare – anche se i mezzi di spiegazione non ci portano nessun guadagno nelle previsioni empiriche?>
E poi:
<la vera richiesta che si rivolge alla scienza non riguarda la spiegazione in quanto tale, bensì immagini fantasiose, che possano sperare di suggerire nuovi enunciati di regolarità osservabili, e di correggere quelli vecchi>
In ultimo
<l’asserzione che una teoria è empiricamente adeguata è notevolmente più debole dell’asserzione che essa è vera, e questa limitazione posta sull’accettazione ci salva dalla metafisica>
- Ecco la nozione di oggettività come appare nella scienza
- Vale a dire?
- Distinguere un elettrone e un cavallo volante è chiaro, come distinguere un cavallo da corsa e un cavallo volante.
- Ho capito: il primo corrisponde a qualcosa che esiste nel mondo reale, l’altro no.
- Il nostro quadro concettuale cambia, le teorie cambiano.
- Ma il mondo reale no.
- Quello resta sempre lo stesso mondo.

 

L’esperimento ribelle

Carosello
Fractal Limiti scienza 7 – Maria Rosa Menzio

- Che cos’è questo esperimento ribelle?
- Ascolta. Whitehead inventa l’espressione di “fatto ostinato e irriducibile” per un esperimento che non va d’accordo con una teoria autorevole. E’ come un alibi di ferro.
- Confonde sia le idee della polizia sia quelle del pubblico?
- Infatti. Si pensa che la natura abbia un buon comportamento, che sia sempre fedele a se stessa.
- Cioè i prodigi sono esclusi.
- La natura agisce qua ora come là allora. E’ monotona. Le si chiede di fare delle previsioni. Di essere un oroscopo con un garante.

 

Tecniche di vendita

Secondo Andrea Battistini “Nei momenti in cui la scienza vive stagioni fortemente rivoluzionarie (si pensi a Galileo o Einstein) tende ad avvicinarsi molto di più al modo di procedere della letteratura, ed emerge in tutta la sua potenza l’uso che la scienza fa della metafora”                                                       
- Fino a un secolo fa circa ogni esperimento era comunicato al pubblico in una maniera… quasi teatrale.
- Cioè?
- In un vertiginoso susseguirsi di argomentazioni.
- Che vuoi dire? Se le argomentazioni sono ineccepibili e la logica non fa una piega, non c’è niente di teatrale.
- Ma no, invece! Si partecipava… in astratto all’esperimento, si tratteneva il fiato, si faceva il tifo immedesimandosi nel ricercatore.
- Fammi un solo esempio.
- Certo: gli emisferi di Magdeburgo, che aderiscono fra loro così fortemente da sopportare la tensione divergente di molti cavalli da tiro. Essi sono il simbolo delle due parti di quell’edificio grandioso che chiamiamo “cultura”.
- Mi ricordo: l’esperimento fu eseguito nella piazza principale della città, nel Seicento.
- In quei tempi la ricerca era condotta sia nei laboratori sia nei luoghi affollati di gente “coram populo”.
- Capisco.
- Vedi? Oggi, invece, ogni articolo scientifico è (purtroppo o per fortuna) suddiviso in modo… burocraticamente asettico. Abstract, Introduzione, Materiali, Discussione, Figure…
- Tutto questo per arrivare alla “neutralità” del mondo scientifico.
- Neutralità che è falsa!
- Non ci credo. Scopo della Scienza è quello di spiegare il fenomeno, ponendo l’accento molto più su quello che si afferma piuttosto che su come lo si afferma.
- Falso. Infatti arrivi a un paradosso: la maniera nascostamente persuasiva in cui un certo articolo è scritto può determinare o meno l’approvazione del referee e quindi la pubblicazione. Non solo, ma gli scienziati non sono stinchi di santi, quindi cercano di “violare sottilmente” le regole sopra descritte. Allora avremo introduzioni con grosse carenze, metodi che evitano di sottolineare i “particolari cruciali” per la riproducibilità dell’esperimento, i risultati non parlano mai dei dati negativi o peggio dei controesempi, la discussione è spesso di parte, e addirittura le figure e le statistiche possono venire falsate o manipolate graficamente.
- E per te questo dimostra quanta parte abbia la “tecnica di vendita” di un articolo?
- Certo! Di un articolo come di qualsiasi altra merce… 

 

Letteratura e matematica

- Ti faccio degli esempi. Ricordi Agilulfo?
- Il personaggio di Calvino, che sapeva dì esserci ma non c’era, come corpo, almeno.
- Poi ci sono le intersezioni fra letteratura e calcolo combinatorio, nel “Castello” e nella “Taverna dei destini incrociati”.
- Sempre Calvino?
- Certo. L’autore dice di aver avuto <l’idea di utilizzare i tarocchi come una macchina narrativa combinatoria> e schemi di sequenze di racconti, a <quadrato, a rombo… acquistando a volte anche una terza dimensione, diventando cubici, poliedrici>
- Ne so una anch’io. Musil, nell’”Uomo senza qualità” afferma che <Tutte le cose importanti sono senza fondamento> e ci vengono in mente i teoremi d’incompletezza di Godel: l’autoriferimento porta a contraddizione… Tutti i cretesi mentono, ma se sono cretese e dico tale frase, allora non c’è scampo dalla contraddizione.

 

Fra le opere di Maria Rosa Menzio:

  • 2005 "Spazio, tempo, numeri e stelle - Teatro e Scienza 1",
  • Bollati Boringhieri,
  • 2005 "Maat e Talia" negli atti del Convegno Matematica e    cultura 2005 - Springer Italia
  • 2007 "Tigri e Teoremi" Springer Italia
  • 2007“Father Saccheri”, Springer Italia
  • 2007, on-line il testo “Omar”
  • 2008, on-line il testo “L’astronave”
  • 2009, on-line il testo “Mangiare il mondo”