Matematica e Teatro (23)

Moda in Astronomia

MARIA ROSA MENZIO

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Mi piace questa moda che sta ai vertici, che ti guarda dall'alto in basso, che non è "terra-terra", che non si accontenta di un trampolo per stare in alto, ma vuole anche il piedistallo. Il plateau. FINALMENTE la donna è donna, arriva all'altezza dell'uomo o magari lo supera.
Quelle in alto a sinistra? Sono Dsquared.
Io ho degli stivaletti simili marroni, ma…
senza quella meravigliosa colonna vertebrale che sorregge il mio peso. Amo i fiori sulla punta, sono così meravigliosamente anni '50 e francesi.... tralasciando il deco-ndage (tra decoltè e bondage), cosa è l'accostamento uncinetto bianco con fantasia animalier? una genialata!
I tacchi fanno male alla schiena? Benvenuto mal di schiena! Non rinuncerei mai a dei sandali del genere.

Lucia del Pasqua, giornalista di moda

- Nei secoli che furono… nel corso del tempo… abbiamo tracciato molte strade sulla “montagna fatata” della conoscenza. Vuoi cominciare dall’inizio?
- C’era una volta la teoria geocentrica, le terra era al centro dell’universo e tutto il resto le girava intorno.
- Un po’ complicato tutto il cancan dei cicli, epicicli, equanti, moti retrogradi ed altri balletti vari…
- Ma insomma era chiaro e visibile che il sole girava e la terra no.
- Poi ne è arrivata un’altra, di teoria, più giovane, più semplice, simpatica… il sole al centro dell’universo e la terra e gli altri pianeti che le giravano intorno.
- Unica complicazione: le orbite dei pianeti non erano più circolari.
- Beh, il cerchio da sempre simboleggiava la perfezione!
- Dicevo orbite ellittiche, e questo… beh ci è voluto un po’ a farlo digerire.
- Ancora una volta il tempo scorre via ed eccola, l’ultima arrivata…
- Come a un ballo delle debuttanti, eccola arrivare ed eclissare tutte le altre col fascino del mistero.
- E’ una sfida: la fascinazione della difficoltà, la conquista della preda, la bella donna, la teoria complessa del tempo che si allunga e dello spazio che si accorcia… intendo, ovviamente, la teoria della relatività.
- Ognuna di queste teorie ha segnato un’epoca.
- Che cos’hanno di sbagliato le teorie precedenti? Perché vengono cancellate?
- Beh, perché erano false.
- Ma false come? E poi, a un secolo dall’inizio della “moda” della relatività, non si ragiona quotidianamente come se la teoria copernicana fosse poi, in fondo, l’unica che serve davvero?

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Vogue Russia: le Matrioske vestite da alcuni stilisti

Te lo dico francamente, non è solo un po’ complicatina, la relatività, è un vero osso duro, un casino di teoria, che funziona (forse) e te ne accorgi (solo) se vai a velocità prossime a quella della luce.
- E’ vero, quella della luce.
- Quella della luce? Ma quando mai? Cosa te ne fai di una teoria che funziona solo nei casi proibiti, in cui tu non puoi “esserci”, cosa te ne fai di un amore epistolare, platonico, distante, che non ha nulla di reale?
- Ah ma se tu hai un missile che va a certe velocità…
- Ma certo, se hai un acceleratore di particelle…
- Infatti!
- Scherzavo! Tu te lo puoi permettere un acceleratore di particelle?
- Uffah! La butti sempre sul ridere!
- Ascolta. Nella vita di tutti i giorni, beh, la relatività sai a che serve? A niente. A studiarla e dire che è bella. E=emmeciquadro. Bella, bellissima, una poesia.
- Ed è vera.
- Vera? Direi che non lo sappiamo.
- Perché?
- Perché, nella corrispondenza previsione-risultato, la relatività che fa? Ci conforta per i problemi che dava l’orbita di Mercurio, la descrive meglio, ma certe cose non le risolve, proprio come altre cose non le risolveva la teoria copernicana.

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Fractal pianeta, Maria Rosa Menzio

- Già, ma perché cambiare, allora, se tanto c’è sempre qualcosa che non quadra? Lasciamo le cose come stanno e non complichiamoci la vita.
- Il guaio è che noi umani, invece, amiamo complicarci l’esistenza, non ci piace stare tranquilli, e proprio come nella moda degli abiti e delle scarpe seguiamo ora una tendenza ora un’altra, ora una folle idea di stilisti impazziti… così nella scienza, nella conoscenza, ci piace cambiare, essere al passo coi tempi…
- In una parola, adeguarci… anzi seguire e… o precedere quello che altre discipline stanno vulcanicamente trovando, nella strada del giusto e del bello.
- Cosa vuoi dire?
- Pensa all’inizio del Novecento: le parole acquistano significati diversi dal solito. “Spazio” e “tempo” non sono più quei contenitori sicuri, a prova di filosofo rompiscatole, su cui adagiavamo le nostre certezze.
- Certo, lo spazio si mischia col tempo, la materia con l’energia.
- E questo ci fa paura. Col risultato di opporre resistenza alla nuova teoria, che è discussa, chiacchierata, ancora oggi.
MateTeatro23- D’altronde a livello subatomico a inizio Novecento abbiamo dovuto cambiare il significato della parola “legge” per arrivare ai tre valori di verità (vero, falso, indeterminato).
- E fuori dalla scienza? Gli altri pensatori che facevano? E gli artisti?
- Vuoi dire Picasso Schoenberg Pirandello Freud Proust?
- Certo.
- Facevano in ambiti diversi un po’ tutti la stessa cosa. Facevano medicina legale con la conoscenza.
- Cioè?
- “Dissezionavano” lo spazio e il colore (Picasso) il suono (Schoenberg), il relativismo dei punti di vista (Pirandello), inventavano l’inconscio (Freud) il flusso di coscienza e dei ricordi (Proust).
(Pausa)
- E ora? Che cosa ci riserverà il futuro? Quali sfide, tentativi di scoprire la verità la bellezza l’orrore il rimpianto?
- Non lo so. E’ vero, apparteniamo alla categoria dei già vecchi di storia, siamo (è vecchia – Bernardo di Chartres - ma sempre bella) nani sulle spalle di giganti.
- Abbiamo fatto il Sessantotto.
- Ma non basta mai.


Fra le opere di Maria Rosa Menzio

• 2005 "Spazio, tempo, numeri e stelle - Teatro e Scienza 1" Bollati Boringhieri,
• 2005 "Maat e Talia" negli atti del Convegno Matematica e cultura - Springer Italia
• 2007 "Tigri e Teoremi" Springer Italia
• 2007 “Father Saccheri”, Springer Italia
• 2007, on-line il testo “Omar”
• 2008, on-line il testo “L’astronave”
• 2009, on-line il testo “Mangiare il mondo”