Matematica e Teatro (24)

Felice Casorati quale?

MARIA ROSA MENZIO

 

Quando era ancora molto piccola, papà l’aveva introdotta alle gioie affascinanti di un compasso geometrico e della sua matita appuntita. Lei aveva già imparato a disegnare motivi, fiori, petali, curve, ma nulla le aveva dato tanto piacere quanto disegnare su un foglio di carta bianca un semplice cerchio. La matita che si muoveva lasciando dietro di sé una linea perfetta che finiva esattamente dove era cominciata, con un meraviglioso senso di compiutezza.
Un cerchio era il simbolo dell’infinito, dell’eternità.

Rosamund Pilcher, I cercatori di conchiglie

Casorati

Felice Casorati, Notturno: uova, 1959

Nella scorsa Rassegna di “Teatro e Scienza”, intitolata “I Confini”, ho messo in scena uno spettacolo su Casorati, facendone scrivere il testo a M. Rosa Panté.

Casorati

Lo spunto mi è venuto dopo aver scoperto che il Felice Casorati pittore piemontese aveva un omonimo. L’altro Felice Casorati era stato un matematico di Pavia, famoso per il teorema di Casorati-Weierstrass che in analisi complessa descrive il comportamento particolare di funzioni olomorfe nei pressi di singolarità essenziali.

Leggiamo alcuni brani del monologo, in cui a parlare è a volte il pittore, altre il matematico, altre ancora un quadro oppure il grafico di una funzione…

Felice Casorati:
La mia stirpe è stata una schiatta di fisici e matematici.
"Questa discendenza può dar fondata ragione a chi ha parlato dell'ordine scientifico della mia pittura, della razionalità che mi spinge verso l'estrema definizione, come è nei filosofi, nei matematici ed in taluni musicisti"

Leonardo da Vinci:
«Il primo principio della scienza della pittura è il punto, il secondo è la linea, il terzo è la superficie, il quarto è il corpo [...] il secondo principio della pittura è l'ombra»; e si estende alla prospettiva, che tratta della diminuzione dei corpi, dei colori e della «perdita della cognizione de' corpi in varie distanze». Dal disegno, che tratta della figurazione dei corpi, deriva la scienza «che si estende in ombra e lume, o vuoi dire chiaro e scuro; la qual scienza è di gran discorso».

Voce narrante:
Felice Casorati a Pavia visse per poco più di 50 anni, fu matematico, noto per aver scoperto un teorema condiviso con un matematico tedesco. Il viaggio giovanile in Germania fu per Casorati una folgorazione, fuori della provincia italiana si incontrò con la matematica internazionale e la fece fruttare, il suo frutto fu il teorema Casorati-Weierstrass che nell’analisi complessa descrive il comportamento particolare di funzioni olomorfe nei pressi di singolarità essenziali.


Felice Casorati:

Casorati

Felice Casorati,
Ritratto di Silvana Cenni, 1922

Sono un pittore omonimo e parente del Felice matematico, io Felice pittore, ho il rigore geometrico, ma non  chiedetemi di spiegare cosa scoprì il mio avo. Non saprei che parole usare, eppure nei miei quadri talvolta il teorema pare faccia capolino.

I miei ritratti, la mia Silvana Cenni, così bella, quattrocentesca, linee essenziali che si sviluppano come le curve del teorema dell'altro Felice, il pavese, matematico dell'Ottocento. I miei ritratti, le mie donne come colline, attraversate dalla geometria delle strade di Torino.
Sono un pittore portato per caso alla pittura. Amavo la musica, che mi consumò la salute. Mi curarono le colline, quelle venete, coincidenza curiosa, sempre colline. Lì mio padre mi regalò i primi colori. Lì divenni pittore con una facilità che ora considero il mio peggior difetto, la mia principale tentazione. Che combatto lacerandomi nell'incertezza d'un'idea, d'un colore, d'una forma. Per questo forse amo la forma decisa e certa delle uova, in sé compiuta, senza possibili deviazioni: oggetti umili e in sé perfetti, come dovrebbe essere la pittura.

NUMERUS MENSURA PONDUS
il motto sta appeso alla parete del mio studio, mi guarda quando dipingo, io lo osservo quando dipingo. Io Felice pittore e il motto che sarebbe piaciuto al Felice matematico. Entrambi Felice Casorati.
Entrambi Italiani nel profondo. Il mio avo matematico si batté per l'unità di Italia e divenne senatore dell'Italia unita. Io ho combattuto la guerra, l'assurda guerra e poi il fascismo, nel mio piccolo, a Torino. Sono stato anche in carcere per pochi giorni. Felice il pittore, Felice il matematico uniti anche dall'amor di patria. Lui contribuì alla sua nascita, io cercai di difenderla...

NUMERUS MENSURA PONDUS
Silvana Cenni: una funzione matematica che si riveste di giovane carne piena di vita. Tutti i miei ritratti sono numeri e figure geometriche che acquistano sangue, respiro, corpo, vita e amore.
L'amore del pittore per la sua opera.
Talvolta l'amore del pittore per la sua modella come Daphne a Pavarolo...


Daphne Maughan

Maughan

“Dunque tu mi vedi così?”
Felice non dice nulla, mi tiene per mano mentre guardiamo il quadro. Ha dipinto me, Daphne a Pavarolo.
Qui è la nostra casa, la casa che io ho scelto.
Dalla finestra aperta si vedono le colline arate, le stesse che Felice ha dipinto nel quadro: colline coltivate, leggermente curvilinee, leggermente ondulate persino un po' mosse e verdi e terra.
Il paesaggio, ora che lo guardo bene, si muove come seguendo la mia figura, i miei gesti, il mio collo arrovesciato lievemente all'indietro.
Hai ragione, sì, gli occhi chiusi invitano al silenzio. Chissà perché, come se, con gli occhi chiusi, fosse troppo difficile parlare. No, non voglio fare la prova adesso. Ti piace il silenzio, Felice, credo sia perché sei rimasto un musicista e cos'è la musica senza il silenzio?
Non sono la modella, sono la moglie, la madre di tuo figlio, abbandonata all'aria estiva di Pavarolo, nella nostra casa. Si perdono le geometrie della città, si ammorbidisce la matematica del Quattrocento, mi hai ritratta in movimento e sognante al tempo stesso. Ti sono grata di questo, mio maestro. Forse ho trovato un indizio della tua ammirazione! Non so come mai ma mi è venuto in mente quel che dici sulla ricerca della bellezza, sul ruolo dell'ombra... Di nuovo quel mio collo, quel mio volto ombreggiati; paiono misteriosi custodi d'una realtà più profonda che tu lasci intendere senza portarla alla luce piena. La bellezza è il volto della verità. E così vera mi hai dipinta nel nostro atelier, affacciata sulla campagna così vera che davvero devo essere bella...

NUMERUS MENSURA PONDUS

FUNZIONE MATEMATICA GRAFICA

Funzione

Forse l'ossessione del pittore è il numero, forse addirittura quello zero che interessava al Felice matematico. Lo zero è l'ombelico dei  ritratti, la fonte della pittura....   “L'immagine mostra come arbitrariamente vicino allo zero la funzione assuma ogni valore e come avvicinandosi da punti diversi essa abbia comportamenti diversi.”
Lo zero è l'ombelico della pittura, da lì tutto può avvenire: il volto serio della quattrocentesca Silvana Cenni che forse portava una frangetta anni '20. Dallo zero ombelico dei ritratti, dei quadri partono tutti gli sguardi delle donne, i loro occhi chiusi. Anche gli sguardi amati, la sorella, la madre, la moglie, dal collo dolcemente arrovesciato in una curva imprevedibile e fiduciosa.
Nello zero, ombelico, partono e confluiscono tutti i possibili ritratti che forse sono sempre lo stesso ritratto e sempre diverso. Affollano intorno all'ombelico della pittura per poi dispiegarsi come le volute nate dalla funzione che scoprì il Felice matematico, forse proprio per il Felice poeta.
Il su motto non è casuale. Numerus, mensura, pondus.

E oltre la scienza ecco la pittura, la scienza dell'ombra, della luce, della vita. La dove la bellezza è il volto della verità, l'oggetto della ricerca del pittore, il soggetto di tutti i suoi quadri.
La bellezza della formula matematica, la bellezza di Silvana, di Daphne, di Pavarolo, della musica, la bellezza e la verità delle forme e dei colori...
I volti belli di Silvana, di Daphne, le colline venete, piemontesi, le linee precise delle città: tutto è numerus, tutto mensura e pondus.


         Fra le opere di Maria Rosa Menzio

  • 2005 "Spazio, tempo, numeri e stelle - Teatro e Scienza 1" Bollati Boringhieri,
  • 2005 "Maat e Talia" negli atti del Convegno Matematica e cultura - Springer Italia
  • 2007 "Tigri e Teoremi" Springer Italia
  • 2007“Father Saccheri”, Springer Italia
  • 2007, on-line il testo “Omar”
  • 2008, on-line il testo “L’astronave”
  • 2009, on-line il testo “Mangiare il mondo”