Il clima dà i numeri

L'accelerazione dei cambiamenti

di Armando Bertinetti

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Unità di "colonna (o totale) di Ozono"; la quantità di Ozono  direttamente  sopra un  punto sulla Terra

INDICE

  1. I numeri del clima che cambia
  2. Al vertice di Copenaghen (7 – 18 dicembre ’09)
  3. (Quale delle tre) domande e risposte
  4. Azioni utili - Domande e “risposte da ricordare”
  5. Nozioni da ricordare
  6. Qualcosa da salvare
  7. Le parole del clima

1. I numeri del clima che cambia [Torna all'Indice]

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  • L’Oceano Artico sta perdendo la sua copertura di ghiacci estiva  ad un ritmo così accelerato che i climatologi ritengono stia avvenendo  con circa 30 anni di anticipo
  • Le coste della Penisola Antartica stanno perdendo ghiaccio più velocemente e stanno contribuendo in misura maggiore all’innalzamento del livello del mare
  • Dal 1990, il livello globale del mare si sta innalzando di una volta e mezzo più velocemente di quanto previsto;

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  • Si   registra  un   incremento  della   concentrazione  di anidride  carbonica nell’atmosfera a 383 ppm (parti per milione) nel 2007, cioè il 37% al di sopra della concentrazione esistente all’inizio della Rivoluzione industriale (nel 1750 era di 280 ppm): nel solo 2007 l’incremento e’ stato di 2,2 ppm mentre nel periodo 2000-2006 di 2,0 ppm l’anno e nel periodo 1990-1999 di 1,5 ppm l’anno. Anche in questo caso si registra un’accelerazione non prevista dai modelli.

            

Gli impatti:
  • 262 milioni di persone colpite annualmente dai cambiamenti climatici, nel periodo 2000-2004
  • un miliardo e 800 milioni di persone colpite da scarsità d’acqua entro il 2025
  • 50 milioni di persone costrette a diventare rifugiati ambientali nei prossimi anni
  • 330 milioni di persone esposte in misura crescente alle alluvioni nelle zone costiere, lungo i bacini dei fiumi e nelle piccole isole
  • 180 milioni di persone già colpite da scarsità di cibo e malnutrizione, e 600 milioni di persone in previsione entro il 2080
 
L’economia:
  • 1 miliardo e 300 milioni di persone nel mondo guadagnano troppo poco per uscire dalla soglia di povertà di due dollari al giorno
  • 190 milioni i disoccupati al livello globale
  • nei prossimi 10 anni oltre 500 milioni di persone sarà in cerca di occupazione
  • 5 miliardi e 300 milioni di persone non hanno accesso ad alcuna forma di copertura di sicurezza sociale
  • 1 miliardo e 600 milioni di persone non hanno accesso all’energia moderna (1 persona su 4)
  • 1 miliardo di persone vivono in abitazioni povere e prive di servizi essenziali quali l’acqua pulita e i servizi sanitari
 
Cambiare l'energia:
  • L’Italia ha immense potenzialità nel fotovoltaico: usando lo 0,5 della superficie italiana (equivalente ai tetti esistenti) per installare pannelli fotovoltaici potremmo produrre, con la tecnologia attuale,  circa 200 TWh l’anno, equivalente ai 2/3 del fabbisogno elettrico del paese. Sviluppo del Conto energia e altri sistemi di incentivazione potrebbero superare gli elevati costi di produzione
  • L’80% del mercato del solare termico è rappresentato da Germania, Grecia e Austria. La Germania ha 8.500.000 metri quadri di pannelli installati. In Italia solo 1.160.000 metri quadri
  • Attualmente gli usi termici, che costituiscono complessivamente il 92% di tutti gli usi finali domestici ed il 54,2 % dei consumi totali, vengono soddisfatti da fonti di energia NON rinnovabile (gasolio e metano).

 

Andamento della temperatura e quello della concentrazione di anidride carbonica negli ultimi 400.000 anni

Studiando le carote di ghiaccio prelevate in Antartide e in Groenlandia i climatologi hanno potuto ricostruire l'andamento della temperatura e quello della concentrazione di anidride carbonica negli ultimi 400.000 anni. Dal grafico, impressionante, risulta evidente come il picco della CO2 degli ultimi decenni sia una conseguenza dell'attività umana e che avrà conseguenze drammatiche. Sempre che l'umanità non si decida a porvi rimedio, ma deve farlo in fretta. Grafico realizzato dal National Geographic. Fonti: temperatura e CO2 del campione di ghiaccio di Vostok dall'Oak Ridge National Laboratory; livello dei mari dal GISS (Institute for space studies) della NASA.

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2.  Al vertice di Copenaghen (7 – 18 dicembre ’09): [Torna all'Indice]

192 Nazioni
98  Premier  e capi di stato;
si  trattano sui seguenti temi:

  1. quante emissioni di CO2 tagliare entro il 2050
  2. come   ripartire i tagli   tra i   paesi  in   via disviluppo e quelli industrializzati
  3. quanti fondi stanziare a favore della riconversione verde nei paesi in via di sviluppo
  4. quale   valore  economico  dare alla  conservazione delle grandi foreste
  5. con  quali   canali   distribuire   i   finanziamenti
  6. come formulare legalmente il trattato

Emissioni di CO2 nei paesi del mondo; i numeri delle proposte   e  delle  promesse

STATI UNITI:

21% del totale mondiale nel 2007
19 tonnellate pro capite
Obiettivi: il “Climate bill” approvato dalla Camera ma non ancora dal Senato prevede un taglio delle emissioni di CO2 del 4% rispetto al 1990 con (al 2020) un 15-17 %  di produzione totale di energia elettrica  tramite fonti  rinnovabili  con finanziamenti   per  160 miliardi di dollari.

CINA:

24% del totale mondiale nel 2007
5 tonnellate pro capite
Prima del vertice di Copenaghen:Non   c’erano  impegni   precisi  sulla riduzione  delle  emissioni pur  con  un target   di impegno del 15% di  produzione totale di energia elettrica (al 2020) tramite fonti rinnovabili con finanziamenti di 440 miliardi di dollari.
Durante il vertice, il 9 dicembre 2009:
Xie Zhenhua, il capo della delegazione cinese, ha aperto alla possibilità di dimezzare la CO2 entro il 2050, a patto che i paesi ricchi taglino i gas serra di almeno il  25 – 40 % entro il 2020.

EUROPA:

gli obiettivi: per il 2020 prevedono efficienza energeticamigliorata del 20% con il 20% dell’energia da fonti rinnovabili; taglio del 20% nelle emissioni di CO2, o del  30%  in caso di accordo internazionale.

INDIA:

8% è il suo contributo alle emissioni globali
1,5 tonnellate pro capite
Il piano per il clima promuove fonti rinnovabili ed efficienza ma non fissa obiettivi di riduzione delle emissioni

GIAPPONE:

tra i maggiori emettitori al mondo, storicamente restio a garantire e prendere iniziative e provvedimenti, ultimamente (dopo il  recente cambio al potere) ha annunciato una inversione  di rotta con  l’obiettivo di un  taglio della CO2 del  25% al 2020  rispetto al 1990

Russia:

nessun impegno formale; Mosca sarebbe pronta a ridurre le emissioni del 20% rispetto al ’90

Australia:

il parlamento ha da poco bocciato per l’ennesima volta il testo del governo che proponeva per il 2020 una riduzione delle emissioni tra il 15 e il 25% rispetto ai valori del 2000

Messico:

proporrà al vertice di Copenaghen una riduzione di emissioni di gas serra del 50% entro il 2050

Canada:

al momento la proposta è quella di ridurre le emissioni del 20% nel 2020 rispetto  al  1990, ma il parlamento ha votato una risoluzione che spinge il premier Harper a fissare un obiettivo più prestigioso

Brasile:

l’impegno è quello di ridurre tra il 36 e il 39 % le emissioni entro il 2020, grazie ai maggiori sforzi contro la deforestazione dell’Amazzonia

 

3. DOMANDE  E  RISPOSTE. Quale delle tre [Torna all'Indice]

  1. Nel 2007 si è registrato un incremento della concentrazione di anidride carbonica rispetto alla concentrazione esistente all’inizio della Rivoluzione Industriale in quale percentuale?  ( 15% - 37% - 1% )
  2. Quante persone sono state colpite annualmente dai cambiamenti climatici nel periodo 2000- 2004?  ( 26.200 – 260.000.000 – 262.000 )
  3. Molte persone saranno costrette a diventare rifugiati ambientali nei prossimi anni, dovranno cioè abbandonare le loro terre per mancanza di acqua. In quale numero? ( 50.000.000 – 5.000.000 – 1.000.000 )
  4. Nelle zone costiere, lungo i bacini dei fiumi e nelle piccole isole si verificheranno alluvioni sempre più frequenti; quante saranno le persone colpite? ( 3.300.000 – 330.000.000 – 330.000 )
  5. Se non saranno presi provvedimenti per ridurre l’inquinamento atmosferico, molte persone nel 2080 saranno colpite da malnutrizione per scarsità di cibo. Quante? ( 600.000.000 – 60.000.000 – 6.000.000 )
  6. La Germania ha 8.500.000 metri quadri di pannelli solari installati sul suo territorio; quanti metri quadri di pannelli solari sono installati in Italia? ( 7.900.000 – 10.000.000 – 1.160.000 )

RISPOSTE

  1. L’incremento è pari al 37%
  2. 262 milioni di persone
  3. 50.000.000 di rifugiati ambientali
  4. 330.000.000 di persone
  5. 600 milioni di persone
  6. 1.160.000 metri quadri

 

4. LE AZIONI UTILI PER SALVARE IL CLIMA [Torna all'Indice]

L’ILLUMINAZIONE

L’illuminazione domestica può incidere fino al 15-20% dei consumi di una casa, se le lampadine sono a incandescenza. Se pero istalliamo delle lampade a basso consumo, soprattutto nei punti luce accesi per più ore al giorno, le emissioni di CO2 si riducono fino all’80%. Sebbene le lampadine tradizionali costino poco, hanno vita media breve e scarsa efficienza energetica. Quelle a risparmio energetico, invece, a parità di illuminazione hanno un costo di acquisto maggiore che viene però ammortizzato velocemente, visto che durano molto di più e consumano il 20% in meno rispetto a quelle a incandescenza; se si considera  una durata media giornaliera di accensione di 4 ore, la lampadina a risparmio energetico durerà 2000 giorni, ovvero 5 anni. Questo si traduce in un risparmio totale di 100 euro, pari a 20 euro all’anno per lampadina. Ricordate, comunque, che la luce va spenta sempre quando non serve.

LO SCALDABAGNO

Lo scaldabagno elettrico è il nemico pubblico n°1 in termini di consumi energetici, costi in bolletta ed emissioni di CO2. Nonostante ciò in Italia sono in uso, a tutt’oggi, oltre 18 milioni di scaldabagno elettrici. Un modello di medie dimensioni da 1.500 W in funzione per un’ora consuma 1,5 chilowattora (kWh), emettendo 800 gr. di C02. Le emissioni dovute a uno scaldabagno in un anno diventano molto consistenti: un elettrodomestico di questo tipo funzionante per 3 ore e mezza al giorno consuma in un anno oltre 1.900 kwh emettendo più di una tonnellata di anidride carbonica. E allora evitiamo di sprecare acqua calda, riduciamo i tempi di accensione e soprattutto cerchiamo di optare per la decisione più saggia: la sostituzione in tempi brevi dello scaldabagno elettrico con una caldaia a metano, possibilmente a condensazione che permette un risparmio del 20% rispetto a quella convenzionale a gas.

IL FRIGORIFERO E IL CONGELAORE

Il frigorifero e il congelatore sono gli elettrodomestici più energivori dopo lo scaldabagno elettrico. Vale la pena ricordare i canonici consigli sul loro Uso: non abbassare troppo la temperatura di esercizio, non aprire troppo a lungo e inutilmente lo sportello, non riporre cibi caldi. Se invece se ne deve acquistare uno nuovo, occorre fare attenzione all’etichetta energetica presente su ogni modello: un frigorifero di classe C consuma in un anno mediamente 500 kWh ed emette circa 300 kg di C02, mentre uno di classe A risparmia all’anno almeno 200 kWh e 130 chili di anidride carbonica.

LA LAVATRICE E LA LAVASTOVIGLIE


La lavatrice e la lavastoviglie sono altri due elettrodomestici molto energivori. Se vengono utilizzate a pieno carico, a temperature medie – basse e senza asciugatura, si ottiene un risparmio dei consumi energetici e di anidride carbonica che può arrivare fino al 50%. In caso si debba sostituire il vecchio elettrodomestico attenzione all’etichetta energetica: tanto per fare un esempio un ciclo di lavaggio con una lavatrice a basso consumo può evitare l’emissione di 250 grammi di C02 rispetto a un modello tradizionale, In un anno poi una lavatrice di classe C consuma mediamente 100 kWh in più con un surplus annuo di C02 pari a 6o kg rispetto a una di classe A. Per le lavastoviglie di classe A rispetto alla C invece il risparmio annuo di gas serra è in media di oltre 50 chili.

LA TELEVISIONE E IL COMPUTER

Anche la televisione e il PC danno il loro contributo in termini di emissioni di C02. Un televisore da 14 pollici acceso per 4 ore al giorno produce in un anno 43 kg di C02 (emesse anche da un PC acceso per le stesse ore), mentre uno da 29 pollici circa 130 chili. Se nelle restanti 20 ore della giornata non spegniamo il televisore ma lo lasciamo in stand-by, le emissioni quasi si raddoppiano.

IL RISCALDAMENTO DOMESTICO


Anche l’eccessivo tepore casalingo nei mesi invernali produce molta anidride carbonica Con semplici regole però il risparmio è certo. Ad esempio è sempre bene regolare la temperatura interna sul20°C di giorno e di 16° C di notte. Se si ha l’impianto autonomo basta programmare l’accensione dell’impianto, almeno mezz’ora prima del ritorno a casa: la casa nel frattempo sarà sufficientemente calda. Se invece l’impianto di riscaldamento è condominiale, vale la pena convincere tutti i condomini a installare le valvole termostatiche. Con questi accorgimenti si può risparmiare combustibile e emissioni di CO2 fino a un 20%.

LA MOBILITA’

Uscire di casa, prendere l’automobile per andare a lavoro, a scuola o a fare la spesa e un’altra azione che produce molta anidride carbonica. Percorrendo dieci chilometri in città in un’automobile di media cilindrata si producono oltre 3 kg di anidride carbonica, che si riducono di oltre il 90% prendendo l’autobus e del 100% andando a piedi o in bici. Andando invece da Roma a Milano e viceversa con l’aereo si producono 80 chili di CO2 per passeggero, che diventano 17 prendendo il treno.

I RIFIUTI

Anche i rifiuti in discarica contribuiscono all’effetto serra a causa delle emissioni di biogas costituito fondamentalmente da anidride carbonica e metano, il riciclaggio abbatte notevolmente le loro emissioni: bastano 800 grammi di carta separata in casa e avviata alla raccolta differenziata,
per risparmiare 1 chilo di C02 in atmosfera.

Domande e “risposte da ricordare”

Domande:
1. Se sostituite 5 lampadine a incandescenza da 100 W con 5 lampadine a risparmio energetico da 20 W , quanto risparmiate in un anno?
2. Quando in casa viene utilizzata la lavatrice preferendo lavaggi a basse temperature quanto pensate di risparmiare ?
3. Spegnere la funzione stand-by del televisore e dello stereo e staccare il carica batteria del cellulare dalla presa di corrente quando non si usa quanto può far risparmiare?
4. Abbassare d’inverno la temperatura di casa di 1°C quale risparmio energetico comporta?
5. Perché conviene mantenere la temperatura del frigorifero sui 5°C?
6. La raccolta differenziata fa risparmiare?
7. Perché è bene utilizzare elettrodomestici di classe A?
8. Quanti alberi sono necessari per assorbire nel corso della loro vita una tonnellata di CO2?

Risposte:
1. 58 euro in bolletta e 175 kg di CO2
2. 42 euro e 125 kg di CO2
3. in un anno potrete risparmiare 26 euro e 79 kg di CO2
4. 7%
5. perché al di sotto dei 5°C si consuma più energia ed i cibi non si conservano più a lungo
6. limitando l’uso dei prodotti usa e getta preferendo quelli biodegradabili o riciclabili si risparmia
7. perché comportano un minor dispendio energetico
8. Solo 5 alberi assorbono nel corso della loro vita circa una tonnellata di CO2

 

5. Nozioni da ricordare [Torna all'Indice]

 

clima Il 10% delle emissioni di gas ad effetto serra in Europa è prodotto dalle automobili ad uso privato.

 

clima Il processo di fabbricazione di una automobile produce una quantità di CO2 simile a quella rilasciata dall’automobile stessa in tutto il periodo della sua vita

 

clima La combustione di 1 litro di benzina produce 2,4 Kg di CO2, 1 litro di gasolio ne produce 2,7 Kg mentre 1 metro cubo di metano ne produce 1,9 Kg.

 

clima Entro il 2100 si prevede un aumento della temperatura terrestre compreso tra i 2 e i 6°C; per effetto della fusione dei ghiacci e della espansione termica delle acque, il livello degli oceani potrebbe salire di 88 cm.

 

clima Molte specie animali non saranno in grado di sopportare i rapidi cambiamenti climatici

 

clima In tutto il mondo il clima sta cambiando
le temperature aumentano i ghiacci si sciolgono aumentano i tifoni, gli uragani e le alluvioni
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clima troppe piogge o troppo caldo mettono a rischio qualsiasi tipo di coltura, provocando carestia, malnutrizione e povertà assoluta clima

 

clima Il cambiamento climatico favorisce la diffusione di malattie come la malaria

 

clima L’acqua! Circa un quinto della popolazione della terra non ha accesso all’acqua potabile. Un aumento della temperatura di 2 - 2,5°C potrebbe raddoppiare questo numero

 

clima Gli alberi sono in grado di registrare le variazioni del clima e di assorbire l’anidride carbonica clima

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Le piante e gli organismi vegetali, attraverso la fotosintesi, clorofilliana trasformano l’anidride carbonica assorbita in ossigeno che si libera nell’atmosfera, contribuendo così a salvare il clima

 

6. Qualcosa da salvare [Torna all'Indice]

Mentre negli ultimi 10.000 anni il clima si mantenuto relativamente stabile, durante lo scorso secolo la temperatura è aumentata di circa 0,6°C e di quasi 1°C in Europa. Le fonti responsabili della variazione del clima sono state identificate, ma non è ancora stato accertato in quale misura esse singolarmente contribuiscano al cambiamento climatico.

La superficie di mare coperta di ghiaccio al Polo Nord si è ridotta del 10% negli ultimi decenni, e lo spessore del ghiaccio si è ridotto del 40% circa. I ghiacciai della Groenlandia si stanno sciogliendo: dai 93 Km3 scioltisi nel 1996, si e passati ai 220 Km3 scioltisi nel 2005. Intanto la calotta di ghiaccio che copre il continente Antartico è divenuta instabile. E’ stato calcolato che 9 ghiacciai su 10 nel mondo si stanno sciogliendo ed è probabile che il 75% di quelli svizzeri scomparirà entro il 2050.

Se, come si pensa, il livello degli oceani potrà crescere di altri 88 cm entro il 2100, oltre ai 10 – 25 cm di crescita avvenuto nel corso degli ultimi 100 anni, si pensi a cosa andrebbero incontro città come Venezia, e quale rischio correrebbero in Europa i circa 70 milioni di abitanti delle zone costiere. Si consideri che non è soltanto lo scioglimento dei ghiacci a contribuire all’innalzamento dei livelli degli oceani, ma anche e soprattutto l’aumento di volume dell’acqua in seguito all’aumento della temperatura.

Nel 2005 l’estensione dei ghiacci dell’Artico ha raggiunto il record negativo, ritirandosi di oltre 250 Km a nord dell’Alaska.
climaNetwok ( Alaska ): il villaggio si sta sciogliendo per l'effetto serra. I cambiamenti climatici che hanno determinato nelle zone artiche l’innalzamento della temperatura, sono la causa dello scioglimento del terreno ghiacciato su cui si poggia il villaggio; i suoi abitanti dovranno trasferirsi altrove! Il suolo perennemente ghiacciato ( il permafrost, su cui poggiano numerosi insediamenti umani ) ha subito modificazioni tali che entro un decennio l’intero villaggio potrebbe sprofondare nel fango. Il trasferimento degli abitanti comporta un impegno finanziario di circa 130 milioni di dollari, non ancora stanziati dalla Casa Bianca.
climaMolte specie animali hanno risentito di queste variazioni come le foche; l’aumento della temperatura dei mari ha ridotto infatti la popolazione dei Krill, piccolo crostaceo lungo circa 5 cm, primo anello della catena alimentare delle foche; ciò ha portato ad una riduzione nella procreazione. Ma non solo gli animali legati ai climi freddi subiscono gli effetti negativi dei cambiamenti climatici; la vita di molti animali è scandita dal regolare alternarsi delle stagioni, e le specie più sensibili manifestano difficoltà di adattamento anche di fronte a minimi cambiamenti.

Nell’ondata di caldo del 2003 molti paesi dell’Europa del Sud hanno registrato una riduzione dei raccolti fino al 30%. Gli studi indicano infatti che, se è vero che un aumento di temperatura di circa 2°C potrebbe favorire in Europa e negli Stati Uniti un maggior rendimento dei raccolti, al di sopra di questo valore il rendimento tenderebbe a diminuire. Uno studio della FAO prevede infatti, per untale aumento, una perdita pari all’ 11% dei terreni coltivabili nei paesi in via di sviluppo, con conseguente riduzione della produzione di cereali e aumento della fame nel mondo.

Il surriscaldamento supplementare di origine antropica del pianeta viene definito effetto serra accelerato. Responsabile per oltre il 65% è l’anidride carbonica. L’uomo, come si è detto, è responsabile di massicce immissioni in atmosfera di questo gas, che può rimanere nell’atmosfera per un periodo che varia tra i 50 e i 200 anni prima di ritornare al suolo.

 

7. Le parole del clima [Torna all'Indice]

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FONTI: WWF e UNIONE EUROPEA

 

LINK di approfondimento:

AFFRONTIAMO I CAMBIAMENTI CLIMATICI
Alaska, il villaggio che si scioglie per colpa dell'effetto serra (Repubblica.it)
Sea Ice in Retreat  
Addio allo sci, chiude il paese della neve
Un inferno di calore dal 2009 (La Stampa.it)
Il "Kyoto fisso", blog
Clima: gli oceani diventano acidi, i coralli muoiono (Corriere.it 18/10/07)
Scientific reticence and sea level rise (J E Hansen)
Germania, il 20% di energia sarà rinnovabile (Corriere.it)
Kivalina, l'isoletta tra i ghiacci destinata a scomparire entro 15 anni (Repubblica.it)
Tipping elements in the Earth's climate system (PNAS 7.2.08)
Ghiacciai antartici di corsa verso l'oceano (La Stampa)
Si sciolgono i ghiacci del Baltico, strage di cuccioli di foca (La Stampa)
Clima (Minambiente.it)
Atteggiamento Europei e Italiani verso il cambiamento climatico (Eurobarometro)
Nuovo gas serra dagli schermi del computer (Corriere.it)
A causa dell'innalzamento dei mari, alle Maldive gridano: "Ci compriamo un altro paese" (Corriere.it)
I numeri degli orsi di Camillo Grandi (Polymath)
I numeri della Groenlandia di Camillo Grandi (Polymath)
I numeri dell’Etiopia di Camillo Grandi (Polymath)