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PREMESSA

La scienza e la letteratura sin dalle loro origini hanno intrecciato rapporti stretti e inscindibili. Filosofi, studiosi della natura, scienziati, poeti, saggisti e romanzieri hanno affollato pagine a mille con argomenti di contenuto scientifico; anticamente inserendo i fatti descritti in una visione dell’universo già precedentemente formulata, ed in seguito, diciamo da Galileo in poi, in modo “moderno”, cercando di tradurre i caratteri matematici del libro della natura in caratteri alfabetici.
Non solo su questa comunione però si è consolidato il legame tra letteratura e scienza, dal momento che la stessa struttura narrativa di ogni opera letteraria non può prescindere da un modello di riferimento, da un paradigma o da una teoria organizzativa che, con vari livelli di articolazione logico-formale, si riferisca a regole numeriche aritmetiche e geometriche.
La Divina Commedia ne è un emblematico esempio; la caratteristica poetico-enciclopedica del sapere del tempo che la contraddistingue, quel sapere che è virtute e canoscenza, ne permea a tal punto le cantiche ed esprime in modo così ricorrente la profondità della scienza, da offrire innumerevoli spunti per operare richiami e considerazioni sulle conoscenze scientifiche del tempo e nel tempo, il cui approfondimento può inoltre condurre ad una più sentita comprensione del significato e del valore poetico delle allegorie, delle similitudini e delle metafore che popolano l’intera opera.