In viaggio dai numeri alla filosofia con John D. Barrow

 

Nell'universo in continuo mutamento esistono delle costanti di natura? Nel processo in fieri, di incessante trasformazione della natura vi sono dei numeri matematici, che possono essere individuati come le regole essenziali dell'universo? Non sono domande semplici, ma complesse questioni scientifiche e cosmologiche. Sulle quali si è interrogato in un bel libro edito in Italia da Mondadori («I numeri dell'Universo», Mondadori, pagine 326, Euro 18,60) John D. Barrow.

Il titolo del testo, «I numeri dell'Universo. Le costanti di natura e la teoria del tutto», contiene la filosofia scientifica di Barrow, il suo tendere verso una teoria del tutto, che possa divenire esplicativa dei misteri dell'universo. Un compito arduo, ma che non sembra preoccupare l'autore. Nella coerenza, nell'armonia, nella costanza, risiedono delle verità. Che vanno indagate e scoperte. Potremmo definire Barrow, per certi versi un realista ontologico, poiché crede nell'esistenza della realtà fisica, e pensa che alle leggi matematiche corrispondano le regole, le leggi dell'universo.

Prima della nascita del pensiero scientifico gli uomini di fronte al mondo circostante, ritenevano degni di maggiore interesse gli eventi eccezionali: il fatto inatteso, le catastrofi. Con il formarsi del pensiero scientifico, gli studiosi ed i filosofi hanno puntato l'attenzione «sulle meraviglie della coerenza e della continuità del cosmo». Così la ricerca si è concentrata intorno alla regolarità, verso la definizione di alcune leggi di natura. Con lo strutturarsi del metodo scientifico, «si è arrivati a identificare una serie di numeri misteriosi che stanno alla radice del ripetersi sempre uguale delle cose del mondo». Le costanti di natura, sarebbero dunque questi numeri: «i valori che ci dicono qual è l'intensità della forza di gravità e del magnetismo, oppure qual è la velocità della luce o la massa delle più piccole particelle di materia. Racchiudono, insomma, in codice i segreti più riposti dell'universo, ne definiscono l'essenza, danno la misura delle forze che lo tengono insieme, ne determinano la coerenza. E se uno di essi fosse solo leggermente diverso, tutto ciò che ci circonda avrebbe un altro volto. Oppure non esisterebbe». Ed in questa possibile variante quale mistero affascinante si cela? Un gioco di pura probabilità, o meccanismi regolari che determinano la vita del microcosmo e del macrocosmo? Le costanti esistono per Barrow, senza dubbio, altrimenti la vita nel nostro mondo non esisterebbe. Ma sono uguali per tutto l'universo? Cambiano nel tempo? Si modificano? Secondo alcune nuove ricerche anch'esse evolvono nel tempo.

Le domande si intrecciano, la questione non è più di fisica quantistica, diviene filosofica. Anche se poi, ad un certo livello, ricerca scientifica e filosofica coincidono, poiché la ricerca della conoscenza, delle leggi misteriose della natura, inevitabilmente porta a domande sulla nostra esistenza, sulla nostra vita in relazione al mondo che ci circonda, allo spazio nel quale viviamo, al tempo che caratterizza la nostra breve e fragile esistenza.

Salvo Fallica, L'Unità, 24/11/2003