10. I labirinti classici

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  Avez-vous visité le labyrinthe des jardins de Versailles? Vous y trouverez trente-neuf fontaines ayant pour thèmes les fables de ce cher La Fontaine.
 
Da una lettera del Marchese di Montespan alla Signora Marchesa

Il labirinto ha perso nel tempo gran parte dei suoi significati magici e religiosi, restando sovente un semplice gioco. E come gioco, si diffusero, a partire dal Seicento i labirinti da giardino. Uno dei più famosi, fra questi, si trova in Inghilterra, ad Hampton Court. Venne progettato nel 1690 per il Palazzo di Guglielmo d’Orange.

Il labirinto di Hampton Court. Immagine da
http://www.math.nus.edu.sg/aslaksen/gem-projects/maa/Interview_with_the_Minotaur/rite.htm

Su un soffitto del Palazzo Ducale di Mantova è rappresentato un labirinto d’oro in campo oltremarino; e vi ricorrono parole dubitose: “Forse che sì” “Forse che no”

Gabriele D’Annunzio

Soffitto ligneo nella Sala del Labirinto,
Pinacoteca del Palazzo Ducale di Mantova

Il bosso è un albero che meglio si presta alla costruzione di labirinti, diffuso in chiostri e giardini, è il più amato dai giardinieri perché facile da modellare, con una sapiente potatura, non solo in siepi e bordure, ma anche in sculture fantasiose. E’ il Buxus sempervirens dalle foglie piccole e rotonde, fitte e lucenti, che si rinnovano continuamente. Cresce molto lentamente.: un albero con un tronco di cinque o sei centimetri di diametro ha già un centinaio di anni. Dal suo legno prezioso, di un bel colore giallo, compatto ed elastico, gli artigiani ne ricavavano un tempo artistiche scatolette, destinate a contenere gioielli e medicamenti rari.
Sono tre i più famosi labirinti in bosso italiani: il labirinto di Villa Pisani a Stra, quello del giardino Barbarico di Valsanzibio, entrambi in provincia di Padova e quello di Palazzo Giusti a Verona. Ricordiamo ancora quello romano nei giardini del Quirinale.


Il labirinto di Villa Pisani

Villa Pisani, Immagine da http://www.battellidelbrenta.it/info/villebrenta/pisani


Il labirinto più bello è quello di Villa Pisani. Dall’alto della torretta centrale, la guida indica ai visitatori il percorso da seguire perché non si smarriscano. Senza il suo aiuto è difficile trovare la via d’uscita, e sono ben visibili i danni degli incauti che, avventuratisi da soli, a un certo punto, circondati dalle pareti di bosso e con l’orizzonte limitato da una barriera di tigli e di carpini, senza avere più alcun punto di riferimento, disperati, hanno trapassato rovinosamente le siepi, pur di uscire dalla trappola.

Il labirinto di Villa Pisani, in un’incisione del XVIII secolo


Si racconta che sulla torretta centrale, sotto una pergola che si trovava al posto della statua attuale, al tempo dei Dogi e delle commedie goldoniane, c’era una dolce fanciulla velata, in premio al primo che fosse riuscito a superare il labirinto.

Immagine da http://www.beniculturalionline.it/

Esso ha un solo accesso,coincidente con l’uscita, e nove anelli concentrici ed è bordato a nord da tigli e ad est da carpini. E’ un percorso a scelte, la cui irregolarità e le pareti curve, tutte uguali, portano in brevissimo tempo allo smarrimento del visitatore. Ne parla Gabriele D’Annunzio nel Fuoco, quando Perdita Foscarina entra nel labirinto con il suo amante Stelio e, in preda alla paura e allo sgomento, si smarrisce:
“Composto da un giardiniere ingegnoso, per il diletto delle dame e dei cicisbei nel tempo dei calcagnini e dei guardinfanti”.
Venne progettato da Girolamo Frigimelica, il poeta architetto che ideò l’impianto scenografico della Villa, costruita nel 1735 per volere di Alvise Pisani, Doge di Venezia, su un’ansa del Brenta, là dove il fiume si piega in una dolce curva.

Può essere il programma di un bel fine settimana, una visita al labirinto e alla Villa Pisani, la più bella del Brenta, dove si trova un magnifico affresco del Tiepolo, dedicato alle glorie della famiglia Pisani. E’ il punto di partenza per un giro delle ville venete che si può chiudere a Malcontenta con Villa Foscari, un gioiello del Palladio. Prima di partire però conviene controllare bene gli orari di apertura:


http://www.riviera-brenta.it/dynalay.asp?PAGINA=1438

Schema del labirinto di Villa Pisani da una stampa del Settecento


Il labirinto di Palazzo Giusti

Immagine da http://www.verona.com/

Il labirinto più misterioso è quello del Giardino Giusti di Verona. La prima cosa che ci colpisce, superata la soglia del giardino è il lungo viale dei cipressi che collega Palazzo Giusti al colle di San Zeno. “Incredibilmente alti e aguzzi, piantati in tutto il giardino, danno al luogo l’aspetto di uno di quei posti in cui i maghi tengono il Sabba”: così li descrive Charles de Brosses nelle sue Lettere dall’Italia del 1740. In fondo al viale si intravede l’ingresso di una grotta, sovrastata da un grande, diabolico mascherone con le fauci spalancate, dalle quali il conte Giusti, per impressionare i suoi ospiti, faceva uscire lingue di fuoco. La grotta, scavata nella roccia, era un antro nel quale un gioco di specchi, eco di voci e scrosciare d’acqua confondevano il visitatore, il quale se riusciva a trovare l’uscita, incontrava sul suo cammino altre grotte e un labirinto in bosso nel quale rischiava ancora di smarrirsi, come accadde a De Brosses. E’ un labirinto piccolo, ma dal tracciato molto complicato che inevitabilmente finiva per disorientare i visitatori e proprio per questo, per evitare guai con i visitatori, le sue pareti in bosso sono state ridotte a poco più di un metro d’altezza. Non si tratta però dell'originario labirinto cinquecentesco, fatto costruire da Agostino Giusti, anche se ne occupa l'area. Quello attuale è stato disegnato nel 1786 dall'architetto veronese Luigi Trezza, che ha modificato, semplificandolo, l'antico percorso.
Proprio all’ingresso del giardino si trova il cipresso più grande, noto come il “Cipresso di Goethe” dal quale si racconta che il grande poeta staccò alcuni rametti perché, secondo la tradizione popolare, sarebbero efficaci amuleti, protettori della virilità. E’ alto 25 metri, con una circonferenza di 4 metri e dovrebbe aver superato i 500 anni. Sotto quest’albero ogni giorno vengono ancora a farsi fotografare molte coppie di giovani sposi, in omaggio all’antica tradizione.


Il labirinto del giardino Barbarico di Valsanzibio

Questo labirinto di bosso, il più antico ed esteso oggi esistente, si sviluppa per oltre 1.500 metri lineari, è qui simbolo dell'incerto cammino di ogni vita umana. Si trova in Via Barbarigo, 15 - 35030 Galzignano Terme (PD).
Venne realizzato nella seconda metà del Seicento, dal nobile veneziano Zuane Francesco Barbarigo, aiutato dal figlio Antonio. Il primogenito Gregorio, Cardinale e futuro Santo, ispirò l'alta simbologia del progetto dovuto all'architetto Pontificio Luigi Bernini. Nel giardino, fra gli alberi, i laghetti e le fontane, ci sono settanta statue e altrettante sculture. Un insieme concepito per simboleggiare il cammino dell'uomo verso la propria salvezza.

Il labirinto di Hever Castle, Edenbridge, Kent

Labirinti nei giardini di Loo in Olanda
Il labirinto a cerchi concentrici di Chatsworth House nel Derbyshire
Immagine da http://www.chatsworthimages.com/
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