LA MONTAGNA CHE PRODUCE

Dal 21 al 23 giugno, Venezia e la Val Comelico hanno ospitano il convegno scientifico internazionale di Rete Montagna/Alpine Network, “La montagna che produce. Paesaggi, attori, flussi, prospettive”. Il convegno è stato organizzato dall’Università Iuav di Venezia (Dipartimento di Culture del Progetto), il ClusterLab Paesaggi culturali/ Cultural landscapes, la Fondazione Centro Studi Transfrontaliero del Comelico- Sappada e la Fondazione Giovanni Angelini. Per molto tempo i territori montani europei hanno prodotto beni legati a certe loro specificità ambientali. Miniere e foreste, prati, pascoli e corsi d’acqua consentivano l’esportazione di minerali e legname, prodotti agricoli, artigianali e manifatturieri nelle pianure circostanti. Le produzioni sostenevano le società locali e modellavano il paesaggio. Nel corso del Novecento molte di queste produzioni hanno dovuto subire via via le conseguenze del vantaggio competitivo dei territori contermini, fino a che negli ultimi decenni, la montagna è stata riscoperta principalmente come produttrice di servizi ecosistemici (ambientali, turistici, culturali). Oggi, di fronte alla globalizzazione e ai cambiamenti climatici, il convegno propone di chiederci se la montagna stia (ri)diventando anche un luogo di produzione di beni. Di quali beni di tratta? Come riconoscerli e renderli visibili? Quali rapporti intercorrono tra le produzioni materiali e immateriali e l’ambiente, le culture, le specificità sociospaziali della montagna? I nuovi prodotti della montagna sono destinati a creare nuovi paesaggi? Quali interazioni si stabiliscono tra la montagna stessa e i territori circostanti? Al convegno hanno partecipato studiosi, ricercatori, rappresentanti di istituti e centri di ricerca che operano nei campi della geografia, della storia, dell’economia e delle scienze sociali, delle scienze ambientali, delle discipline del progetto. L’obiettivo è stato quello di condividere conoscenza e produrre nuove domande di ricerca interdisciplinari. Il comitato scientifico del convegno era composto da: Mauro Pascolini (Università degli Studi di Udine), Ester Cason Angelini (Fondazione Giovanni Angelini), Benedetta Castiglioni (Università degli Studi di Padova), Viviana Ferrario (Università Iuav di Venezia), Mauro Marzo (Università Iuav di Venezia), Sebastiano Parmegiani (Società Alpina Friulana), Davide Pettenella (Università degli Studi di Padova), Roland Psenner (Universität Innsbruck). Il Convegno si è articolato in tre giornate di studio: la prima si è svolta a Venezia (palazzo Badoer), le giornate successive in Val Comelico, Dolomiti (palazzo Poli Del Pol). La mattina del primo giorno, giovedì 21 giugno, la sessione plenaria ha visto gli interventi dei geografi Giuseppe Dematteis (Associazione Dislivelli, Politecnico di Torino) e Mimi Urbanc (Zrc Sazu, Ljubljana), e degli economisti agrari Davide Pettenella (Università degli Studi di Padova) e Angelo Frascarelli (Università degli Studi di Perugia). Nel pomeriggio si è entrati nel cuore del Convegno con i tre tavoli della prima sessione tematica parallela, introdotti rispettivamente dall’architetto Antonio De Rossi, dal demografo Fiorenzo Rossi e dalla storica economica Alessandra Bulgarelli. In chiusura di questo primo giorno, il Convegno si è trasferito in Val Comelico. La mattina del secondo giorno, venerdì 22 giugno, si sono svolte due escursioni parallele dedicate ai temi prioritari del convegno: la prima in Cadore, dal tema “industria e turismo” e la seconda in Comelico dedicata ad “agricoltura ed energia”. I due gruppi si sono riuniti nuovamente al pomeriggio per altre due sessioni tematiche parallele a San Pietro di Cadore, al Palazzo Poli De Pol. Il Convegno si è poi concluso la mattina di sabato 23 giugno con la tavola rotonda finale e con un aperitivo di degustazione dei prodotti locali.

Viola Bertini, Chrysafina Geronta, Maria Martini Barzolai, Margherita Valcanover

(Dislivelli.eu n. 88 giugno 2018)

http://www.alpinenetwork.org/productive-mountains/?lang=en