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Giovanni Curioni   Giovanni Curioni

Nacque l'8 dicembre 1831 ad Invorio Inferiore (Novara). Curioni si laureò in Ingegneria ed Architettura presso l'Università di Torino. Egli iniziò la sua carriera come assistente di Geometria Pratica nell'Istituto di Insegnamento Tecnico, che per la Legge Casati del 1860 si trasformò in Scuola di Applicazione per Ingegneri. Nel 1862 superò l'esame di dottore aggregato in Scienze Fisiche e Matematiche e nel 1865 venne nominato assistente alla cattedra di Costruzioni presso la Scuola di Applicazione dal rettore Prospero Richelmy.
Nel 1864 Curioni fu tra i firmatari per la richiesta di istituzione della Società degli Ingegneri ed Architetti di Torino, di cui anni dopo divenne presidente. Nel 1866 egli divenne professore straordinario di Costruzioni alla Scuola di Applicazione, nella quale sovrintendeva anche ai corsi di Disegno.
Contemporaneamente Curioni insegnò Geometria Pratica, Costruzioni ed Estimo all'Istituto Professionale.
In quegli anni Curioni iniziò la stesura del libro L'Arte del fabbricare, opera in sei volumi, che lo impegnò fino al 1885.
Nel 1868 Curioni divenne professore ordinario presso la Scuola di Applicazione per Ingegneri e abbandonò gli incarichi esterni, dedicandosi alla creazione di alcuni modelli per il Gabinetto di Scienza delle Costruzioni.
Dal 1879 al 1893 il professore fu direttore del Gabinetto di Scienza delle Costruzioni e Teoria dei Ponti. Socio dal 1873 dell'Accademia delle Scienze di Torino, Curioni presentò all'Accademia alcune Memorie sulla resistenza e l'impiego dei materiali da costruzione. Nell'ambito di questo tipo di studi, Curioni fece installare nel Laboratorio della Scuola di Applicazione una grande macchina per studiare la resistenza dei materiali, lunga cinque metri ed alta due, con la quale si fecero numerosi esperimenti di verifica fino agli anni '90, quando fu introdotto il cemento armato. Nel 1879 Curioni insegnò anche al Regio Museo Industriale di Torino. Nel 1881 venne eletto deputato, rappresentante per il Collegio di Borgomanero e l'anno dopo per il Collegio di Biella.
Nel 1882 Curioni fu anche nominato direttore della Scuola di Applicazione per Ingegneri, carica che conservò fino alla morte, nel 1887. Come deputato partecipò alla discussione del disegno di legge per modificazioni alle leggi vigenti per l'istruzione superiore, battendosi affinché fossero incrementati i fondi di dotazione alla Scuola di Applicazione per Ingegneri, allora la più frequentata in Italia.
Nel 1884, in occasione dell'Esposizione nazionale italiana di Torino, pubblicò il volume Cenni storici e statistici sulla scuola di Applicazione per gli Ingegneri fondata in Torino nell'anno 1860.
Dopo il 1885 Curioni fu colpito da febbri malariche e da dispiaceri in campo professionale. A Curioni toccò infatti l'ingrato compito di difendere se stesso e i suoi colleghi dalle critiche al Progetto Traforo dei Giovi, una galleria di circa 9 Km che doveva smaltire il traffico da Genova per il Nord Italia e l'Europa, soppiantando il vecchio percorso appenninico. I lavori del Traforo del Giovi avrebbero dovuto durare dal 1882 al 1884 ed invece erano ancora in corso nel 1886, con conseguenti danni al commercio ligure.
Curioni morì tragicamente, suicidandosi a Torino il 1° febbraio del 1887.
 
 
   
  
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